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La Granfondo Leopardiana di Recanati, il racconto

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Passeggiando per le antiche vie lastricate di Recanati non si può che restare sbalorditi, almeno personalmente, della infinita ricchezza che la nostra storia mette ci disposizione; in poche centinaia di metri scopriamo l’intensa vita di scrittori e artisti che ha dato lustro a questa piccola cittadina. Leopardi e Beniamino Gigli sono solo due delle figure di spicco di questa parte di terra marchigiana slanciata verso i Sibillini a pochi chilometri dal mare.

Ancora una volta Agostino Nina e i suoi indomabili volontari ce la mettono tutta per accogliere degnamente i partecipanti a questa 21^ edizione della Leopardiana e del suo programma che per tre giorni accompagna i circa 600 partecipanti. Settembre fino ad ora ha proposto un deciso calo di presenze alle varie prove e tutto sommato possiamo dire che Recanati tiene confermando di fatto le presenze del 2017. Quali sono gli ingredienti? Oltre ad essere una prova storica del Marche Marathon si propone agli esterni a un prezzo onesto, con servizi di prima qualità dal primo all’ultimo dei cicloamatori. Proverbiale il suo “dopo corsa” con un vero e proprio pranzo servito da un catering. Come percorsi, in un chilometraggio contenuto, fa degustare le specialità del luogo: Muri fino al 20% in salsa tartara, lunghi saliscendi “alle Fiandre”, discese con tornanti flambè.

In questa edizione, decotto il famigerato Passo della Cappella, lo chef della casa propone al suo posto una serie di salite inedite con larghi tratti riasfaltati intramezzati da pavè e crosta di stabilizzato. Diciamocelo pure, il nuovo tracciato è assolutamente spettacolare, specie se si vive con spirito agonistico equilibrato. Qui c’è il modo di fare la differenza in ogni metro, sulle dure salite, sui tratti interlocutori pieni di strappi a sorpresa, in alcune discese che lasciano senza respiro. Il lato tecnico della bici si dissolve con il vero e proprio godimento di una serie di panorami su arterie quasi senza traffico, ben riforniti dai ristori predisposti ottimamente. Forse, data la durezza delle strade, ci vorrebbe almeno un punto di assistenza meccanica dotato di ricambi, ma per il resto non possiamo che essere grati agli organizzatori per il loro lavoro egregiamente svolto. In verità sono stati anche un po’ burloni nello trascrivere le pendenze medie e massime di due o tre salite, dimenticandosi un “uno” davanti alla pendenza massima…magari non volevano scoraggiare gli ultimi. Anche il meteo è stato un po’ burlone, stilettando sulle rampe più assolate un gradiente di umidità sahariano con temperature vicine ai 30 gradi. In definitiva una giornata che ha messo alla prova i partecipanti regalando di contro una serie di servizi di livello e un assaggio della bellezza di questo territorio a chi ama le due ruote. Recanati vale bene una gita….

fondoleopardiana.com

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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