La nuova Giant Propel Disc 2018

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Apriamo questa presentazione con due immagini che a nostro parere identificano al meglio la nuova bici di Giant, la Propel Disc. La foto del nuovo prodotto, per intero, nella sua versione e allestimento più pregiato, Giant Propel Disc Advanced SL 0 e uno scatto rubato nella galleria del vento di Magny Cours, in Francia, dove questa bicicletta è stata sviluppata. Il settore delle bici aero, da sempre un esempio di estremizzazione nel design e nella ricerca della prestazione massima, è probabilmente quello che maggiormente riesce ad integrare e abbinare in modo ottimale i freni a disco, senza la perdita di performance, anzi, incrementando e migliorando alcuni aspetti e sfaccettature dei sistemi calipers. Anche il segmento endurance è portatore del messaggio road disc ma le prestazioni, le performances e l’aggressività dei mezzi è differente, categoria quella endurance che è maggiormente rivolta al comfort.

 

Il progetto Giant Propel viene lanciato ufficialmente nel 2014, durante il Tour Down Under in Australia e diventa da subito una bici vittoriosa e ambita da molti corridori pro, un mezzo capace di abbinare al meglio velocità, equilibrio, guidabilità e stabilità, senza dimenticare una notevole dose di versatilità (aspetto tanto ricercato oggi ma a volte lasciato da parte in passato proprio nella categoria delle bici con forte propensione alla penetrazione dello spazio). Questa Propel Disc 2018 ha debuttato in modo ufficiale durante l’ultima edizione del TDF con Micheal Matthews. Andiamo a snocciolare ed analizzare le varie parti della novità di casa Giant.

IL TELAIO

La gamma 2018 Propel Disc si divide in tre sezioni distinte a cui Giant ci ha abituato: la serie Advanced SL, più leggera, bicicletta da professionista e/o per amatori evoluti ed esigenti e la serie Advanced Pro, con un peso del frame leggermente superiore alla precedente ma con il medesimo design (ad eccezion fatta per il seat post non integrato), senza dimenticare la Advanced, che potremmo considerare una sorta di entry level di qualità superiore.

Advanced SL, Advanced Pro e Advanced sono proposte con le medesime soluzioni geometriche e taglie, misure che sono sei, dalla xs alla xl (xs, s, m, ml, l, xl). Il rake della forcella di 45 mm è comune a tutte le misure di telaio, così come la lunghezza dei foderi posteriori (405 mm), con lunghezze della tubazione sterzo che va dai 120 mm (small) ai 200 mm (extra large).

ADVANCED SL, il top di gamma: il frame si basa su un monoblocco in carbonio in fibra Advanced Grade Composite SL, dallo straordinario rapporto tra rigidità e peso. I numeri parlano di un valore alla bilancia di 982 grammi nella taglia media (la versione della SL con i freni standard ferma l’ago della bilancia a 950 grammi), con 71,1 di rapporto tra rigidità e peso, incrementando di quasi venti punti il valore del frame tradizionale. Il design delle tubazioni, rispetto al passato è stato completamente cambiato, ottimizzando la penetrazione frontale, tubi che oggi sono capaci, nel complesso, di azzerare delle turbolenze negative laterali.

I profilati risultano tondeggianti verso l’avantreno e tutti, dalla forcella alla serie sterzo, tubo obliquo, seat-tube e stays posteriori (fatta eccezione per il tubo orizzontale) hanno un profilo tronco e squadrato nella loro porzione posteriore.

La bicicletta, se osservata dall’avantreno, verso il retrotreno, si nasconde completamente dietro a tubo sterzo e forcella. Le forme e il concetto dei tubi accomunano le tre differenti versioni di new Propel Disc, con il modello SL che integra il seat-post, personalizzabile in altezza ( tre centimetri di margine) con un clamp appositamente studiato e sviluppato, diverso rispetto al precedente ( il vecchio collarino di serraggio non può essere utilizzato su questo modello): il reggissella integrato include anche la batteria della trasmissione ed è facilmente accessibile.

I cavi sono totalmente integrati, completamente nascosti anche nei pressi dello stem (che andiamo a descrivere in seguito), forcella e carro posteriore sono dotati di perni passanti e attacchi pinza flat mount. Giant Propel Disc, in tutte le sue versioni di telaio, adotta il granitico progetto dello sterzo che prende il nome di OverDrive2, la voluminosa scatola centrale PowerCore bb86 e il sensore RideSense posto sul fodero posteriore basso non drive, capace di comunicare con un device in modalità Ant+ e Bluetooth Smart. Due gli allestimenti per questa serie SL Disc, 0 e 1, rispettivamente con Shimano Dura Ace Di2 con abbinamento cromatico carbon smoke blue white, con Shimano Ultegra Di2 nella colorazione carbon smoke red orange.

ADVANCED PRO DISC, la media: come accennato in precedenza le forme e il design delle tubzioni rimangono uguali alla versione SL, con la sola variazione del reggisella, che in questo caso non è integrato. Cambia il peso specifico della fibra, leggermente più elevato rispetto alla matrice SL ma comunque in grado di sorprendere in fatto di numeri e prestazione. La qualità meno pregiata del carbonio, permette di avere un frame dal prezzo più contenuto. Pro Disc sarà proposta in un solo allestimento con Shimano Ultegra Di2, con livrea grafica carbon smoke green white.

ADVANCED DISC, entry level per chi vuole la prestazione: da considerare una entry level di lusso, che sotto il profilo tecnologico ha poco da invidiare alle due versioni descritte in precedenza e che permette all’utente finale di approcciare il segmento aero di Propel con rapporto tra qualità del prodotto finito e il prezzo, tra i migliori che il mercato propone in questa categoria. Solo per fare un esempio, difficile trovare in questa categoria una bicicletta che integra un sensore come RideSense, oltre a tutto il cockpit firmato Giant. Anche in questo caso Giant propone un unico allestimento con Shimano Ultegra meccanico, nella colorazione neon red black.

LA COMPONENTISTICA

La nuova Propel Disc conferma e amplia la tendenza della casa taiwanese di integrare e produrre non solo i telai, introducendo il nuovo aerocockpit, il nuovo set di ruote, senza dimenticare un’evoluzione delle selle Contact (in dotazione di serie sulle Propel Disc).

Partiamo dal sistema manubrio/stem, che potremmo definire una sorta di pacchetto aero semi-integrato. Attacco manubrio e piega non sono un pezzo unico, soluzione voluta e ricercata per mettere una maggiore personalizzazione da parte del pilota ma anche un migliore comfort a lungo termine e qualità superiore del controllo totale della bici. Contact SLR SL Aero, questo è il nome completo è composto da un manubrio full carbon, anche lui sviluppato grazie alla ricerca nella galleria del vento, con una superfice centrale piatta e arrotondata al tempo stesso (anche nella sezione centrale dove chiude lo stem), di natura compact per reach e stack. I cavi passano totalmente al suo interno. Lo stem è in alluminio, leggero e rigido, capace di nascondere le guaine e i fili con una sorta di cappuccio superiore in materiale composito, facilmente smontabile per accedere in caso di registrazioni e manutenzione: questo coperchio, ha inoltre l’obiettivo di aumentare la penetrazione aerodinamica.

Il suo disegno particolare e unico, include, nella parte posteriore, due alette che si aprono quando si gira completamente il manubrio, a destra e a sinistra, soluzione cercata per non strozzare cavi e guiane. Gli spessori presenti tra serie sterzo e stem sono in composito nella porzione frontale e in morbida gomma verso il retro, in modo da garantire flessibilità e libertà di movimento. Le ruote:

si nota come tutti i modelli di Propel Disc, sono dotati di profili differenziati dei cerchi, anteriore (42 mm) e posteriore (65 mm), in carbonio e tubeless ready. In questo caso l’esigenza di avere un pacchetto dall’aerodinamica estremizzata, si sposa con la volonta di offrire un mezzo anche guidabile e piuttosto versatile, tanto veloce quanto facile negli inserimenti in curva. La gamma delle ruote Giant Disc prevede una serie di soluzioni differenti, ridisegnate rispetto al passato per design e soluzioni tecniche. Un esempio in questo caso è il mozzo posteriore, sviluppato da Giant, con un angolo d’ingaggio ridotto della ruota libera (per una propulsione migliore in fase di rilancio) e con il corpetto di natura DT Swiss 240, di facile manutenzione, controllo e semplice da sostituire in ogni parte del mondo ci si trovi.

Questo articolo, questa anteprima sarà presente anche nella prossima uscita di 4granfondo, nelle versioni cartacea e digitale, arricchita da altre immagini e contenuti tecnici.

www.giant-bicycles.com/it/

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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