La scatola del movimento centrale episodio 1

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Scatola del movimento centrale. Bottom bracket e bb. Snodo centrale ma anche collettore. Tanti nomi e definizioni, alcuni acronimi, tante misure e una convinzione comune: la scatola del movimento centrale è per tutti il cuore della bici. In parte è vero, non fosse altro perché è al centro del progetto e per molte aziende la costruzione del telaio parte proprio da qui.

Da sinistra verso destra: le scatole centrali di Exept, Bianchi Oltre XR4 Disc e la MCipollini Bond2. Sono tutte scatole da 86,5 mm di largheza press fit, eppure ognuna di queste tre ha design, forme e sviluppo differenti.

Un primo approfondimento

Forme e misure diverse, cerchiamo di scoprire. Questo è il primo approfondimento, una sorta di cappello introduttivo e un’infarinatura in merito ad una sezione fondamentale per il “progetto” bicicletta. Nei prossimi giorni seguirà un altro articolo più dettagliato, interessante e a tratti sorprendente, specifico sulle prestazioni che genera questa zona della bici.

Uno dei grafici che troverete nel prossimo articolo. Il grafico mette a confronto la massa dei materiali più utilizzato nel campo della bici.

Non solo una funzione meccanica

Con lo sviluppo tecnologico, non solo in merito ai telai ma di tutta la componentistica, la scatola del movimento centrale modifica il suo utilizzo. Prima era una sorta di punto di snodo e punto di congiunzione, ora diventa anche un collettore e contenitore. All’interno di essa infatti, passano cavi e guaine e con l’era del carbonio, ancor di più se si pensa alle bici con freni a disco, questa funzione ha assunto un ruolo ancor più importante. I volumi di questo componente (perché è un componente del frame) sono aumentati in modo esponenziale, per sviluppi legati all’aerodinamica, per garantire rigidità ed equilibrio alla struttura, ma anche per agevolare il passaggio di vere e proprie “autostrade” di fili. Pensate ai tubi idraulici per il liquido dei freni!

Quando viene utilizzata una trasmissione elettrica o elettromeccanica, molto spesso la batteria è inserita nel seat-post. Il cavo collega la batteria a tutte le periferiche e proprio la scatola centrale è il punto principale dove i fili proseguono per le varie direzioni. Cambio posteriore e deragliatore. Shifters e ancora la centralina, senza dimenticare le guaine e i cavi per l’impianto frenante.

I numeri del mercato

Tante aziende corrispondono a diversi standard e ognuno ha una validità. Parliamo di larghezze. Rimanendo nell’ambito dei telai in composito le larghezze partono dai 65 mm delle Pinarello, che adottano anche la filettatura (passo italiano) per le calotte (esterne) del movimento centrale. Si passa ai 68 mm, la seconda misura più adottata in ambito road. Specialized e Ridley (per il brand belga la soluzione da 68 mm è adottata solo su alcuni dei suoi progetti di alta gamma, per citarne uno la Huelium SLX), solo per fare due esempi. Una scelta dettata con l’obiettivo di ottenere un rapporto ottimale tra rigidità e peso del telaio.

Cannondale ha la “sua” misura

Una scatola del movimento centrale larga 73mm. Cannondale ha fatto la scelta di sviluppare un comparto asimmetrico in tutte le sue parti, per ottimizzare la linea catena e poterla sfruttare al massimo delle sue potenzialità. Inoltre ha una sua guarnitura con perno passante dedicato: la Hollowgram. L’albero passante della Hollowgram SISL2 è il più corto con i suoi 9,3 cm e ha un diametro di 30mm. Non è possibile montare questa guarnitura sui bb da 86,5 in su.

BB86 una sorta di standard del mercato attuale

BB86, ovvero 86,5 mm di larghezza che per molti è lo standard del mercato. In termini di numeri è la prima misura del settore ciclistico, adottata da molti e per diversi segmenti di prodotto. In un certo senso è quella che permette di sfruttare al meglio tutte (o quasi) le guarniture. A prescindere dal diametro dell’asse passante della guarnitura (24 o 30 mm) e dalla tipologia di quest’ultima, evita l’impiego di spessore laterali (piccole rondelle a parte). Infine la scatola del movimento centrale BB92, normalmente usata da Trek, la più voluminosa.

Non di rado il progetto parte proprio da qui

Monoscocca o fasciato che sia, nella maggior parte dei casi la bozza, il progetto e la costruzione parte proprio da questa sezione della bici. Ci sono varie metodologie per il suo sviluppo. Chi assembla questa parte direttamente nello stampo che darà forma al frame. C’é chi all’interno dello stampo costruisce il blocco centrale per poi far prendere forme alle tubazioni. C’é chi “pre-confeziona” la scatola del movimento centrale come se fosse un componente separato dal resto. Progetto e resa sono due cose differenti, ricordiamoci questo. Tratteremo delle sue performances, lo faremo in modo più dettagliato in un altro articolo in fase di composizione.

Un esempio dello stampo specifico di una scatola centrale.

Una considerazione

La scatola del movimento centrale è fondamentale ed è anche il punto dove si applicano delle forze esterne. Questo significa che la rigidezza della bici si costruisce altrove e lo chiariremo meglio in un prossimo articolo. Un’anticipazione: il punto dove si concentra la maggior parte delle deformazioni è la zona tra tubazione obliqua e quella dello sterzo. La zona del BB deve essere rigida a sufficienza per garantire un fissaggio solido del movimento centrale.

a cura della redazione tecnica, foto della redazione tecnica e courtesy Exept.

 

 

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