L’anno che verrà: riflessioni sulla mobilità in bici

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Cannondale eCity Action
Foto: Cannondale

Questa pandemia ha portato con sé anche alcuni semi che, se fatti germogliare in modo corretto, potrebbero contribuire ad una nuova primavera della bici. Gli incentivi per chi acquista e un sentimento di interesse verso una mobiltà dolce possono essere fondamentali per la riscoperta della nostra amata due ruote. Sfruttando anche questo momento magico dell’outdoor abbiamo contattato la presidente della commissione trasporti, la ligure Raffaella Paita, con cui abbiamo avuto modo in di dialogare del decreto prima e di realizzare una call con alcuni esponenti di primo piano dell nostro ambiente come Enrico Guala, Maria Luisa Surico e Riccardo Negro per il finalese, e William Basilico e Daniele Herin, rispettivamente della Val di Fassa e Cervinia, coinvolgendo anche un piccolo produttore come Fulvio Canadelli di Fulgur Cycles. Di questa call parleremo più nel dettaglio durante questo articolo, prima sarà giusto spendere due parole sul Decreto.

Arrivano gli incentivi per l’acquisto della bicicletta

500 euro: per molti ma non per tutti

La prima costa che balza all’occhio di ogni persona che utilizzi la bici è l’incentivo per l’acquisto di bici monopattini o similari, un contributo fino a un massimo di 500 euro o per il 70% del valore del mezzo. Un’azione sicuramente di impatto, utile ad accompagnare a un cambio di mentalità che in molti auspicano da tempo, ma che non è semplice da attuare, sia per la mancanza di una rete infrastrutturale ampia e armonizzata, sia per una mentalità che vede la bici più come mezzo di divertimento per bambini o come strumento per le performance di atleti di alto livello o di appassionati della fatica. La bici è sicuramente tutto questo ma potrebbe essere molto di più, speriamo che la strada imboccata dal governo aiuti a comprenderlo.

Come per ogni decreto anche la parte dedicata alle due ruote è stata oggetto di giudizi, critiche a volte costruttive altre meno e di un unanime soddisfazione per la via intrapresa. Vi è chi ha manifestato alcune perplessità valutando l’incentivo troppo basso in proporzione al costo medio di una eBike affidabile e sicura; un’obiezione che per certi versi potrebbe essere giustificabile, in considerazione del fatto che una eBike ben strutturata per la città, costa all’incirca 2.000 euro, una cifra importante. Se immaginiamo di accompagnare una platea di persone verso quello che per molti è un vero e proprio salto nel buio, magari sarebbe necessaria una spinta maggiore; in quanti saranno disposti a investire una cifra così ingente per un cambio di mentalità radicale?

Bosch eBike City
Foto: Bosch eBike Systems

Bisogna però essere realistici, pensando che si parla comunque di un incentivo cospicuo, con l’augurio che questo sia soltanto l’inizio, che accanto a questo primo intervento ci siano poi incentivi per ‘rottamare’ vecchie bici ormai inutilizzabili, migliorando e implementando le vie dedicate alle bici, e facendo una campagna di promozione e marketing che contribuisca a costruire una percezione diversa della mobilità. Allora se il progetto avrà un respiro di lungo periodo con un progetto ben articolato, anche gli incentivi attuali potranno essere visti come un’ottima opportunità.

A oggi è probabile che sarà più facile che questo contributo verrà utilizzato da appassionati già inseriti in questo ambiente per sostituire i loro mezzi, piuttosto che per allargare la platea; ma come scritto sopra, se verrà visto come un punto di partenza sarà comunque positivo, inoltre un’operazione simile potrà aiutare il settore a uscire da una situazione difficile che ha visto i negozi chiusi nei mesi maggior fermento. Quindi il bonus, seppur giudicato insufficiente da alcuni, va visto nella sua prospettiva migliore, quindi ben venga!

eBike Brinke Élysée 2
Foto: Brinke

L’aspetto su cui invece vorrei soffermarmi, riprendendo il titolo di questo capitolo dell’articolo, riguarda la discrezionalità legata agli abitanti. Senza tanti giri di parole questo lo ritengo un grossolano errore. Una discriminazione di questo tipo è prima di tutto antipatica, e in seconda istanza sbagliata dal punto di vista degli obiettivi che la proposta aveva. In una realtà come quella italiana, fatta di mille distinguo e di svariati comuni, immaginare che solo i capoluoghi di provincia e le città con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti possano godere di questi incentivi, significa ad esempio escludere quasi per intero la pianura padana, dove sarebbe più semplice organizzare una rete di ciclabili. Anche le periferie delle grandi città si troverebbero in una situazione difficile con comuni confinanti trattati in modi differenti. Abbiamo evidenziato questa situazione all’onorevole Paita, trovando interesse e condivisione, ora l’auspicio è che in commissione si riesca a migliorare la situazione.

La ripresa vista dagli operatori: Val di Fassa

Bici monopattini, hoverboard e affini…

Nome ne volgiano i produttori di monopattini e simili, ma credo che se l’obiettivo di questo decreto è quello di rivedere la filosofia con cui ci si dovrebbe spostare per lavoro nelle città, allora forse bisognerebbe concentrare le attenzioni sulla bici. Gli altri strumenti sono cool, sicuramente suggestivi e interessanti, ma quanti sarebbero in grado di fare più di 1 km per andare al lavoro su un monopattino con le ruote da 12 pollici oppure su un hoverboard? L’impressione è che in questo modo, un numero imprecisato di ragazzini quest’anno avrà in regalo alla fine di questo strano anno scolastico uno di questi mezzi di locomozione, ma che poi gli stessi saranno realmente utilizzati per lo scopo che ci si era prefissati, personalmente ho dei seri dubbi. Molto meglio destinare tutte le risorse alla bici, con la quale chiunque potrebbe fare una decina di km in sicurezza, che tornerebbe utile anche nei weekend per le gite fuori porta alla scoperta di angoli di cui magari non si conosceva nemmeno l’esistenza.

Monopattino Brinke
Monopattino elettrico, per molti la soluzione ideale in città – foto: Brinke

Quindi l’augurio è che nelle commissioni preposte si cerchi di ottimizzare le risorse andando nella direzione migliore per accompagnare le persone vero una mobilità differente. Per il resto bene e che ne si parli che si prenda coscienza delle opportunità.

[testo: Marco Tagliaferri]

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