Las Virtus 220 grammi di tecnicità tutta italiana

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Las Virtus è l’ultima creazione dell’azienda italiana, specializzata nella produzione di caschi dal 1974, una storia di oltre quaranta anni che ha come soggetto la protezione degli atleti. Virtus è l’ultimo nato, un casco che in soli 220 grammi racchiude un enorme valore tecnico.

Las Virtus vanta la certificazione LDHR, acronimo di Lateral Deformation High Resistence. Questo è un vero e proprio protocollo atto a garantire la massima efficienza del prodotto alle forze di compressione laterali. Virtus vuole alzare l’asticella in termini di sicurezza ed è frutto di due anni di ricerca. La forma e il suo design non sono stati sviluppati a caso con particolari che vanno oltre la semplice valutazione estetica. La penetrazione dello spazio è ottimale con resistenza all’aria minimizzata e il design con Soluzione Venturi rende il Virtus efficace anche alle basse velocità. La costruzione in-mold è arricchita da una sorta di frame interno per una maggiore robustezza. In questo senso, Las ha produce due versioni differenti tra loro: una con il telaio in policarbonato, la seconda con telaio dalla struttura in fibra composita, più leggero rispetto al precedente. Le feritoie per lo scambio dell’aria sono 22. Una volta indossato la regolazione è totalmente customizzabile, orizzontalmente e verticalmente. Il buckel a chiusura delle fibbie è di tipo magnetico. L’imbottitura interna permette di montare a piacere la retina anti-insetti. Due le taglie disponibili, S-M e L-XL, con pesi che vanno dai 220 ai 260 grammi, mentre sono nove le combinazione di colore.

lashelmets.com

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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