Le due metà del cielo

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Se vi siete persi la pubblicazione, in attesa (tra pochi giorni) del numero di Aprile, cartacea o in versione digitale,

ecco la seconda puntata di Tacchi&Tacchette, una delle rubriche di 4Granfondo dedicata ai due universi della bicicletta, una sorta di espressione quotidiana, di modo di vivere la bicicletta tra uomo e donna.

“Lui:

… mi aspetta sempre, e so che questo puó risultar noioso, ma… lui è lì. Mi incita ogni volta che rallento, mi rimprovera quando mi distraggo e una macchina mi passa accanto, mi consiglia quale marcia mettere per fare meno fatica; prima di uscire mi chiama per accertarsi che abbia messo il giusto capo d’abbigliamento che mi assicurerà di non avere né caldo né freddo durante le nostre pedalate. È così che si occupa di me. Io cerco di ricompensarlo al meglio, riempendo anche la sua borraccia nelle soste, o cercando nei nostri percorsi più lunghi delle trattorie che cucinino il suo piatto preferito. Quando due persone che si amano riescono a condividere una passione, raggiungono davvero l’essenza dell’amore. Pensavate che romantico volesse dire cenare a lume di candela? Beh, forse non vi siete mai fermati in cima a una dura salita a osservare uno scorcio tra gli alberi e restare lì, immobili, a contemplare un lento tramonto sul lago. Se qualcuno mi chiedesse qual è il gesto che più mi ha fatto capire quanto lui ci tenga a me… non avrei dubbi. Per una persona ambiziosa come me, non raggiungere la cima di una salita sarebbe una sconfitta difficile da digerire. Ma quel giorno in cui le mie gambe non ne potevano più di spingere e il sole caldo mi toglieva le poche forze rimaste, lui mi spinse con la sua mano sulla mia schiena, faticando il doppio, ma permettendomi di non staccare le tacchette dai pedali fino alla cima. Ecco, lì capii quanto fosse importante anche per lui pedalare insieme.”

“Lei:

… ha meno esperienza ma una grande passione per questo nuovo mondo, e io voglio che lo viva al meglio, evitandole di sbagliare e aiutandola a cogliere i lati più appassionanti del ciclismo. Mi piace sapere di essere il suo tutor, di dover pensare per due da quando stabiliamo il percorso la sera prima fino a quando si fa stretching al rientro. Mi vesto e vesto correttamente anche lei in base al giro, consigliandole un antivento pure quando fuori sembra esserci un sole caldo. Piccoli accorgimenti che lei non conosce ancora. Gonfio le gomme di entrambi, verifico la sua bici e alla fine provo ad allenarla, così che la prossima estate possa raggiungere anche lei le cime più alte e leggendarie, teatro di sfide epiche. Non mi pesa dover mantenere un ritmo minore rispetto a quanto sono solito pedalare e aspettare che anche lei raggiunga un livello di preparazione fisica simile al mio. Mi interessa che si diverta, che stia bene, che mentre pedala sia felice, che si dimentichi di tutti gli altri pensieri, e che alla fine della nostra uscita, sulla strada del rientro, mi dica: “Oggi questo giro mi è piaciuto tantissimo e mi sento proprio bene”. Ecco, quando pedaliamo insieme e sento queste parole, allora so di aver fatto bene. Una soddisfazione pari alla conquista di una cima. Il mio Ventoux quotidiano da condividere con lei.”

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