A San Donato di Lecce, dal 12 al 14 giugno, torna “Lo Sport di Tutti – Le Olimpiadi dell’Inclusione“, un evento che unisce sport, comunità e accessibilità. Un appuntamento che negli anni ha costruito un’identità chiara: atleti con e senza disabilità che condividono gli stessi spazi, le stesse gare e gli stessi tempi, senza corsie parallele o categorie separate. È un modello semplice nella forma ma potente nella sostanza, perché rende lo sport un luogo reale di incontro e partecipazione.


Una manifestazione che cresce e coinvolge
L’edizione 2026 porta numeri che raccontano la dimensione raggiunta: oltre 40.000 presenze attese, 3.000 atleti coinvolti e più di 130 organizzazioni che sostengono un programma ampio, che attraversa discipline tradizionali e sport inclusivi.

Tre giorni di eventi
Per tre giorni il Salento diventa un laboratorio aperto, dove basket e baskin convivono con sitting volley, handbike, danza paralimpica, arti marziali, skateboard, BMX e attività dedicate all’autismo, alla salute e al benessere. Famiglie, associazioni, volontari e spettatori provenienti da tutta Italia trovano un contesto che unisce sport, comunità e accessibilità senza retorica.



Testimonial e storie che ampliano il significato dell’evento
La presenza di figure come Nadia Lauricella, Benedetta De Luca, Carlo Calcagni, Luisella Frumento, Leonardo Melle e molti altri aggiunge un livello ulteriore di lettura. Le loro storie portano dentro la manifestazione un racconto che va oltre la competizione e che contribuisce a definire un’idea di inclusione concreta, vissuta e condivisa.



Un programma che valorizza territorio e partecipazione
L’apertura del 12 giugno, la ciclopedalata dell’inclusione, le gare del sabato e le finali della domenica compongono un percorso che si muove con continuità tra sport, comunità e territorio. L’evento è inserito nel calendario dei grandi eventi della Regione Puglia e rientra nel progetto Coesione Italia 21-27, confermando una dimensione che supera la competizione e punta a valorizzare il territorio attraverso un modello di partecipazione accessibile e condiviso.









