Le selle corte cambiano il modo di andare in bici

0

Il primo corridore ad utilizzare con profitto la sella corta, per la bici da crono e per quella tradizionale è stato Tom Dumoulin, con il modello  Stealth Carbon del fornitore Pro Bike Gear, brand nell’orbita Shimano. Pro per l’appunto, Selle SMP, Prologo e Selle Italia sono aziende che credono fortemente in questa categoria, tra i primi ad osare anche per quanto concerne lo sviluppo della categoria e promozione della stessa.

corte vs standard, le selle Prologo

Man mano, anno dopo anno e comunque parliamo di epoche molto recenti, le selle corte hanno iniziato a prendere piede, a farsi notare: in particolare per quanto riguarda i primi montaggi delle bici con forte indirizzo aero. Strane e diverse, buffe per alcuni aspetti, dal design differente a come siamo abituati, sono in realtà un accessorio molto efficacie, rivolto all’agonista, non solo al corridore veloce ed al cronoman.

Un esempio di sella Astute montata su una Cervélo del Team Dimension Data

Prima di tutto, sella tradizionale vs sella corta, la loro lunghezza: larghezza a parte, il valore medio delle selle standard varia tra i 275 e 280 mm, mentre quello delle selle con il becco accorciato varia tra i 245 e 255 mm. Ogni marchio, nell’una e altra categoria ha delle caratteristiche proprie, ci possono essere differenze di qualche millimetro (valori medi).

La larghezza, uno dei valori più importanti di ogni sella

Il setting ottimale e l’impatto visivo: come succede per le selle “normali”, anche per quanto concerne le selle corte è necessario identificare il punto anatomico del prodotto per posizionare in modo corretto la sella sul seat-post. A nostro parere è sempre necessario, se non obbligatorio avere un riferimento preciso fornito da una buona valutazione biomeccanica, non solo ad inizio stagione ma anche durante il periodo agonistico.

Il punto anatomico

 

Ci piace identificare il punto anatomico (ad esempio, per noi è la porzione della sella in cui quest’ultima si allarga ad 8 centimetri, partendo dal naso e scorrendo verso il retro) come la parte comune a tutte le selle, a prescindere dalla lunghezza e larghezza. È altresì necessario non farsi influenzare dall’impatto visivo. A parità di posizionamento, una sella corta rimarrà scarrellata in modo maggiore verso il retrotreno. Un impatto importante per quanto concerne l’estetica di tutta la bici, non sempre gradito, in particolar modo se si pensa al posizionamento (avanzatissimo) delle selle standard dei pro; si sa l’emulazione è una delle caratteristiche degli amatori, del mondo amatoriale in genere. Per combinare un’estetica ottimale, spendibile anche sotto il profilo commerciale e le performances della sella, è stato necessario rivisitare anche la forma del supporto sella. Ecco se volete, spiegata la motivazione di uno sviluppo di seat-post con arretramenti importanti, 3 cm a volte oltre. La nuova Cannondale SystemSix con il reggisella Knot ne è un esempio lampante. Altre arriveranno.

Il seat-post della nuova Cannondale SystemSix

Le sensazioni: abbiamo provato e testato diversi prodotti, dalla Pro Stealth Carbon, passando dalla Dimension di Prologo, diverse Selle SMP, fino ad arrivare alla Novus Boost Sperflow di Selle Italia. Come potete immaginare ogni prodotto ha delle caratteristiche proprie: imbottitura, larghezza, durezza ed elasticità dello scafo, scanalatura centrale etc. Tutte però, sono accomunate dalla mancanza del prolungamento anteriore, dettaglio che colpisce quando si sale in bici e si inizia a pedalare: manca un pezzo di sella. Eppure questo dettaglio, non ci ha creato fastidi, non ci ha trasmesso difficoltà e posto dei limiti, nessuna mancanza, anzi ha migliorato la nostra stabilità in bicicletta, anche in salita. Non stiamo “demonizzando” le selle fin qui utilizzate ormai da anni e che continueremo a testare ed impiegare sulle bici ma è anche vero che la sella corta ci ha colpito parecchio, in modo assolutamente positivo. Oltre a quanto evidenziato sopra, aggiungiamo un comfort di livello superiore, un grado di comodità che arriva dalla stabilità in sella e dalla possibilità di sfruttare differenti porzioni della sella, senza ingombri, senza che si verifichino schiacciamenti in posizione bassa sul manubrio. 

Un altro esempio di sella corta, Selle Italia Novus Boost Superflow

Cosa cambia quando si pedala: quando si pedala a lungo non cambia molto e le caratteristiche tecniche della sella sono di primaria importanza: come per le selle standard è necessario trovare il prodotto che più si adatta ai propri gusti ed è necessario darsi un periodo di adattamento. La sella corta invita a pedalare seduti più a lungo, non crea fastidi sulla parte anteriore, limita e di molto le pressioni sulla zona perianale, a nostro parere permette di sfruttare a pieno l’appoggio delle ossa ischiatiche, lasciando in un certo senso libere le parti molli di una zona decisamente delicata. Questa categoria di prodotti, permette di sfruttare a pieno la pedalata profonda limitano gli spostamenti in sella, avanti e indietro, il tutto a vantaggio di un notevole equilibrio nel breve, medio e lungo termine. Ci si piega verso la parte frontale con maggiore facilità. Ribadiamo: è fondamentale posizionare la sella nel modo corretto e con gli stessi valori di altezza, arretramento e inclinazione della sella “tradizionale”.

Specialized Power, sella corta e molto apprezzata anche in ambito pro, non solo dai corridori sponsorizzati.

In conclusione: le selle corte sono la nuova frontiera di questa categoria merceologica e siamo solo agli inizi, devono essere capite, interpretate, utilizzate nel modo corretto. Secondo noi, chi utilizza una volta questa tipologie di selle ed esprime un giudizio negativo, oppure troppo positivo, non ha capito quasi nulla, oppure è troppo influenzato dall’impatto estetico. Le selle corte ad oggi sono adatte a bici dalle geometrie e forme classiche, tanto quanto alle bici aerodinamiche, sono “strumenti” rivolti ad un pubblico tecnico, che mette la prestazione davanti a tutto: se si trova e pedala bene, quello diventa la base nella ricerca della prestazione massima, un riferimento. Come scritto in precedenza, siamo agli inizi e molto arriverà, molte selle, differenti forme e concetti. L’importante sarà recepire il messaggio e provare a metterlo in pratica e nessuna vieterà di tornare a sedere sulla sella “normale”. Si potranno verificare inoltre, ulteriori sviluppi proprio in merito al design delle corte, costruendo prodotti con un carrello diverso che permetta di mantenere un equilibrio ottimale tra arretramento sella, seduta del corridore ed estetica.

Selle SMP Carbon, sella già da tempo sul mercato e lunga 263 mm

Le selle dedicate alle bici con pedalata assistita? Hanno un senso e confermano la crescita, ESPONENZIALE, di questo segmento ma, questa è un’altra storia.

Prologo Proxima, specifica per le bici con assistenza alla pedalata, solo un esempio.

prologotouch.com

probikegear.com

sellesmp.com

selleitalia.com

specialized.com

 

Articolo precedenteAndrea Franchini in Sudafrica, il video
Articolo successivoAnteprima Kona Gravel 2019
Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui