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Dolomiti Paganella Bike Area: il dietro le quinte

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MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cover
In primo piano Ezio Cattani, Danger Zone Trail Solution

Andiamo alla scoperta di esperienze, problematiche e soluzioni tipiche nei bike park, insieme a Ezio Cattani, a capo del team di trail builder di Dolomiti Paganella Bike.

La seconda giornata del convegno MTB Talks, dedicata al workshop sui sentieri, abbiamo visto e toccato con mano le situazioni più comuni vissute dai gestori dei comprensori a misura di mountain bike. Queste riguardano principalmente le aree non regimate oltre ai trail, dove l’utente può scegliere con relativa facilità la traiettoria. Vediamo ora, attraverso le parole di Ezio Cattani, come stanno lavorando in Paganella Bike per far fronte ai diversi problemi e criticità riscontrati negli anni.

Qui invece potete leggere la nostra sintesi degli interventi al convegno di sabato pomeriggio.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - relatori
I relatori di MTB Talks 2021 insieme a Luca d’Angelo, Destination Manager per APT Dolomiti Paganella

L’utenza è cambiata

La maggior parte dei problemi che abbiamo avuto negli ultimi due anni in Dolomiti Paganella Bike è derivato dal cambio del tipo di utenza, sicuramente meno “professionale” rispetto a quella che avevamo anni fa, e da un flusso molto più elevato.

Il successo di Willy Wonka e dei flow trail

L’ormai iconico passaggio della chiocciola sul Willy Wonka è stato fatto soprattutto per questioni sceniche. Molto infatti vengono qui anche per fare foto e video. Realizzato fra l’estate e l’autunno 2017, è il primo flow trail della Bike Area di Andalo, aperto ufficialmente a giugno 2018. È stato un successo incredibile, che ha contribuito in maniera determinante al quasi raddoppio degli accessi da una stagione all’altra.

Il merito è di Willy Wonka ma anche del lavoro fatto sui sentieri flow, compresi quelli della Molveno Zone. Più o meno è partito tutto insieme, noi abbiamo un blocco di crescita molto forte a livello di trail. La costruzione di Big Hero, Blade Runner, Willy Wonka, Hustle & Flow è avvenuta in circa 18 mesi. Dopodiché purtroppo siamo fermi, da circa tre anni, principalmente per mancanza di permessi.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - Molveno Zone
Molveno Zone è diventato il regno dei flow trail di più facile accesso, per una sicura progressione in bici – foto: Cristiano Guarco
MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - Willy Wonka
Sull’iconica chiocciola del trail Willy Wonka di Andalo Zone

La questione sicurezza

Quello della sicurezza sui trail è un problema in effetti, nel momento in cui i biker si fanno male. Willy Wonka supera i 100 mila passaggi, probabilmente arriveremo a 50 infortuni. La media degli infortuni è comunque di bassissima entità. Sono cambiate le persone che si fanno male. Due anni fa si infortunavano quelli bravi (livello medio/alto), già ben equipaggiati di loro (casco integrale e protezioni).

Quest’anno invece abbiamo avuto situazioni dovute a principianti e persone alle prime armi, con l’inserimento sui percorsi di salti più facili. In pratica gli ostacoli più facili hanno fatto in modo che tutti gli andassero comunque a provare in velocità, senza il benché minimo controllo della bici. Adesso stiamo facendo dei ragionamenti su come andare a variare la situazione, perché al momento è stato utilizzato il layout dei salti chiamato “step over”, che permette a tutti di saltare a qualsiasi velocità. A quelle alte è ovviamente necessario avere un controllo della bici, è una questione di cognizione e di buon senso.

Ma questi, nonostante i cartelli informativi disseminati nelle stazioni di risalita e all’inizio di ogni trail, sono i risultati. Tant’è che gli infortuni hanno riguardato gli avambracci, i polsi, e il volto (con il casco aperto).

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - Hustle & Flow
A inizio di ogni trail, come su Hustle & Flow di Andalo Zone, sono collocati cartelli informativi molto esaustivi – foto: Cristiano Guarco
MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - Willy Wonka ingresso
L’ingresso di Willy Wonka, chiaramente segnalato – foto: Cristiano Guarco

Zone e punti vendita e noleggio

Ho presentato il mio primo progetto qui in Dolomiti Paganella Bike nel 2008, nel 2016 invece è stato aperto il primo punto vendita/noleggio Danger Zone a Molveno. In genere, questo è avvenuto contestualmente all’apertura dei nuovi trail delle varie zone. L’ultimo nato è il Trail Center di Andalo, l’unico fuori dall’area sciabile, collegato a pump track e skill area. Ci sarebbe anche un mini percorso DH servito da un tapis roulant, aperto in prova la stagione scorsa, mentre quest’anno è rimasto chiuso a causa dei lavori di installazione di un tappeto più lungo, che sarà sicuramente attivo nel 2022.

Come è cambiato il flusso dei biker

Il flusso degli utenti di Paganella Bike è soprattutto su Andalo Zone, perché Willy Wonka soddisfa un po’ tutti, dal beginner a quello che va forte, anche chi va veramente forte sebbene tenda a non dire che gira qui. C’è questa sorta di idea che i biker “veri” saltano il passaggio su questo trail, ma poi alla fine ci girano lo stesso.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cabinovia Andalo
Alla partenza della cabinovia di Andalo, quella più utilizzata negli ultimi anni

Come sono cambiati i transiti tra le varie zone

Funziona ancora tanto il passaggio tra le varie zone di Paganella Bike, anche se i transiti si sono spostati tanto. Prima delle aperture dei più recenti trail in Andalo e Molveno avveniva soprattutto sui trail naturali (70-80%), perché non avevamo sentieri di collegamento per questioni normative.

Adesso invece il 60% dei transiti avviene o sulla strada forestale in quota, o addirittura sulla strada asfaltata in basso. Il transito sui trail da una zona all’altra è diventato minore, proprio per l’abbassamento del livello tecnico dei biker, che non sono in grado di affrontare i tracciati naturali.

Ma questo è positivo, perché i trail naturali ringraziano, avendo avuto un calo dei flussi. È stata una soluzione anche questa, che non abbiamo adottato noi, ma è arrivata appunto in modo “naturale”.

A proposito di Fai della Paganella

Fai della Paganella rimane come destinazione preferita da chi ama il gravity duro e puro. Ha la sua utenza, anche se molti biker si stanno spostando su Andalo per il tipo di percorsi, ma a Fai c’è proprio un tipo di ambiente di un certo tipo, si è create negli anni una vera community numerosa con le sue abitudini e la sua chiara identità, ed è bene che sia così.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cabinovia Andalo intermedio
Alla fermata intermedia di Dosson, dove è iniziato il workshop di domenica. Primo argomento: passaggi regolamentati ed erosione

Le problematiche: passaggi regolamentati ed erosione

All’inizio di Willy Wonka, nei pressi dell’intermedio – Dosson – della cabinovia Andalo-Doss Pelà, abbiamo l’esempio del primo problema. Abbiamo dovuto chiudere l’attraversamento, inizialmente con dei paletti, che non hanno funzionato perché venivano semplicemente abbattuti. Abbiamo poi messo delle reti, ma a volte vengono abbattute anche queste nonostante ci siano 70-80 m di visibilità, perché i biker attraversano in velocità questa zona, in arrivo dal trail Hustle & Flow. È un passaggio trafficato, anche d’estate dai pedoni.

L’anno prossimo, permessi permettendo, cambieremo proprio il layout, con un passaggio obbligato, perché abbiamo visto che non riusciamo proprio a regimarli in nessuna maniera.
Qui abbiamo anche un esempio di erosione sul tratto della pista da sci, dove per scelta non era stato fatto il trail perché nel momento in cui sono state fatte le domande in provincia è stato risposto che in sostanza un metro di percorso delimitato avrebbe rovinato la vista del prato erboso.

Ora però c’è una linea di transito superiore ai dieci metri e una situazione problematica da sistemare in stagione, perché siamo aperti quasi tutti i giorni, diventando impossibile lavorare soprattutto in zone aperte come queste. Situazioni come queste sono risolvibili lavorando di notte – come stiamo pensando – o a inizio stagione.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cartelli 04
Reti che delimitano l’uscita da Hustle & Flow, alla stazione intermedia Dosson, prima di prendere Willy Wonka – foto: Cristiano Guarco

Le problematiche: i passaggi sulle piste da sci

Come risolvere il problema dei passaggi, molto frequenti, dentro e fuori dal bosco sulle piste da sci? Nel caso di Willy Wonka, all’inizio la società degli impianti inizialmente ha vietato di scavare sul prato. Il risultato è stato quello di tentare di realizzare una chicane con i paletti in fondo al prato, che veniva abbattuta regolarmente. Sono stati poi messi dei tronchi, ma non è servito, fino alla soluzione adottata attualmente.

È stata realizzata sotto il livello della pista da sci, con balle di paglia ai lati del passaggio obbligato, delimitando l’ingresso nel bosco. I mucchi servono anche perché poi andremo a coprire la parte scavata per limitare la quantità di neve che altrimenti riempirebbe il buco. A livello costruttivo è stata realizzata martellando la pista perché il fondo è molto roccioso. La roccia è stata frantumata, il materiale così ottenuto è stato riutilizzato.

Abbiamo poi impiegato un legante naturale (fatto di lignina, polimero ottenuto dagli alberi) che nasce come soppressore di polvere utilizzato nelle cave. È sfruttato anche nei bike park per sopperire al problema estivo dello sgretolamento del fondo e quindi della formazione di polvere e detriti fini.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - piste da sci
Il passaggio sulle piste da sci è problematico…
MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - piste da sci 02
…questo è l’approccio scelto, con un passaggio obbligato delimitato dalla paglia e un legante naturale utilizzato sul terreno per limitare l’erosione – foto: Cristiano Guarco

Le problematiche: il controllo della velocità e il fotografo

Nei punti veloci, ci sono biker che non riescono affrontare curve in sequenza, inserite per divertimento ma anche per controllare la velocità. Questo porta anche a un problema di sicurezza, perché se la prima curva viene superata, la seconda invece no, portando nei casi peggiori a una caduta.

Un altro aspetto curioso, sempre legato alla sicurezza, è legato alla presenza del fotografo sul sentiero. Con incidenti localizzati in orari e su ostacoli fissi, quando e dove era posizionato per l’appunto il fotografo. Stiamo pensando a soluzioni, come a una postazione automatica.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - curve strette
Non tutte amano le curve strette in sequenza… un vero peccato!

Le problematiche: fine trail e cartelli

Abbiamo rilevato la presenza di molti pedoni che risalivano i sentieri dalla fine in Paganella Bike – ad esempio alla chiusura di Willy Wonka – nonostante un’infinità di cartelli di divieto. Ma non solo, anche di utenti eBike che risalivano in bici per la semplice presenza di un cartello con scritto “bikes only”. Poi c’è il problema relativo ai conflitti, con gruppi numerosi fermi a fine trail su una strada di servizio di un’area abitata.

In modo provvisorio abbiamo installato una recinzione, spostando il traffico al di fuori della strada, una soluzione che ha funzionato molto bene, senza grossi problemi. I conflitti si verificano in genere nelle aree limitrofe al paese (o all’interno di esso) e vicino ai rifugi. Sui trail invece sono rarissimi.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cartelli 01
Attenzione agli incroci! – foto: Cristiano Guarco
MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cartelli 03
Accesso vietato ai pedoni, come chiaramente indicato – foto: Cristiano Guarco
MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - cartelli 02
Rallentamento e uscita controllata a fine Willy Wonka – foto: Cristiano Guarco

Le problematiche: erosione dei trail naturali

Un sentiero come 787/Ribs Trail – uno dei più gettonati in Paganella Bike per gli amanti del tecnico e ripido – ha sofferto molto l’erosione in una fascia temporale intorno a 2/3 anni fa, perché comunque il livello dei biker era più alto così come la frequentazione era più elevata. Adesso abbiamo avuto un leggero calo degli accessi perché il collegamento tra Fai e Andalo non avviene più in via prioritaria su questo trail ma su una forestale prevalentemente pianeggiante in quota, o attraverso la statale asfaltata a valle. Qui abbiamo già fatto alcuni interventi sperimentali nella parte alta un paio di anni fa, che hanno funzionato abbastanza bene.

Di recente c’è stata una chiusura poche settimane fa, per sistemare alcuni passaggi.
Infatti, in alcuni punti si creano più linee oltre all’originale, allargando il passaggio sino a 4-5 metri. I lavori hanno ripristinato il passaggio classico, con un’evidente delimitazione utilizzando materiale naturale, come rocce.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - trail naturali 01
L’obiettivo sui trail naturali è di evitare la creazione di linee alternative che possono peggiorare l’erosione del terreno

L’obiettivo è indirizzare il biker sulla traccia principale, scoraggiando l’apertura di passaggi alternativi, che vanno a erodere il fondo in aree critiche per il passaggio dell’acqua. Quindi sono state create anche canaline di scolo proprio per ovviare a questo problema, molto evidente su pendenze che superano anche il 35%.

In alcune situazioni particolari, viene lasciata più libertà di scelta della linea, come sul 787: a fianco del sentiero segnato, con fondo scavato, è presente una vecchia trattorabile, che mostra ancora tratti lastricati. Qui abbiamo solo eliminato le linee più esterne – più dritte e ripide – aperte nel tempo dai biker, sempre delimitando i passaggi principali. Questo avviene a mano o, dove possibile, con mezzi meccanici che posizionano massi inamovibili.

MTB Talks Dolomiti Paganella Bike - trail naturali 04
Ezio Cattani, di spalle, durante il workshop sul sentiero 787/Ribs Trail

Utilizzo di materiale vegetale e pulizia dei sentieri

La chiusura di traiettorie alternative ma dannose per l’erosione che portano sui tratti più ripidi, è avvenuta anche utilizzando materiale vegetale, recuperato dai boschi in cui corrono i trail. Stiamo provando a capire l’effetto a lungo termine delle foglie di faggio impiegate per la creazione di una lettiera a lato del percorso. Le abbiamo posizionate a fine estate 2021, per ora l’esito è positivo dopo le prime piogge di quest’ultimo periodo. Abbiamo pensato alle foglie perché questo strato permette di proteggere il terreno dalla pioggia.

Collegato a questo approccio è quello relativo al metodo di pulizia dei sentieri. Abbiamo iniziato anni fa con una pulizia molto marcata, sia attraverso il soffiatore sia i rastrelli. Era molto bello vedere il sentiero totalmente pulito, arrivando quasi a scavare con il soffiatore. Ora abbiamo cambiato totalmente sistema: i trail vanno puliti a inizio stagione in modo leggero, con il soffiatore usato non più verso il basso ma verso l’alto.

Il motivo è semplice: puntando il getto d’aria in basso si tende a togliere materiale. Ovviamente il nuovo metodo – soffiando in modo indiretto – è più complesso e lungo. Ma almeno non si contribuisce più all’erosione del percorso. Alla fine, quel leggero strato di foglie, oltre a rendere il tutto più naturale, contribuisce a proteggere il sentiero.

Le problematiche: il passaggio dell’acqua

Un problema sorto di recente, a causa dell’apertura di una nuova pista da sci, ha riguardato l’accesso al sentiero 787/Ribs Trail. Abbiamo preferito chiudere l’ingresso originale, che tendeva a incanalare in modo dannoso l’acqua. È stato creato un nuovo sentiero, insieme a una serie di canalette di scolo opportunamente posizionate. La vecchia traccia è stata sistemata per uniformarla con il prato circostante, bloccandone l’accesso con tronchi.

Qui maggiori informazioni su Trail Generation, la società che si occupa della rete sentieristica di Dolomiti Paganella Bike

Dolomiti Paganella: outdoor a 360°

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