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Nuova Cannondale SystemSix, oltre la velocità

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Cannondale ufficializza nella giornata odierna il lancio della SystemSix, un nome evocativo per una bicicletta che non ha nulla in comune con il modello precedente, che comunque, passerà alla storia come una delle bici maggiormente innovative e apprezzate tra i pro. La nuova piattaforma Cannondale SystemSix è progettata per la velocità, per essere più efficiente e rapida nella penetrazione dello spazio. La SystemSix non è la più veloce soltanto nella galleria del vento o solo per un gruppo selezionato di ciclisti che l’hanno testata in situazioni specifiche, ma è la bicicletta da corsa più veloce per chiunque voglia andare più rapidamente, ovunque.

Cannondale SystemSixHM Shimano DuraAce, power meter Power 2max 7499 euro (con guarnitura Cannondale HollowGram Si)
Cannondale SystemSixHM Shimano DuraAce Di2, power meter Power 2max  10499 euro (con guarnitura Cannondale HollowGram Si)

 

 

Cannondale SystemSixHM Shimano Ultegra Di2, power meter Power 2max 7499 euro (con guarnitura Cannondale HollowGram Si)

 

Le tre immagini delle bici che vedete, sono con framekit in versione HM, carbonio in alto modulo.

“La SystemSix è il risultato di un design creato da zero, in cui ogni elemento è ottimizzato in funzione della velocità”, ha affermato Nathan Barry, progettista Cannondale. Cannondale SystemSix si basa su sei elementi – telaio, forcella, reggisella, manubrio, attacco manubrio e ruote, componentistica tutta firmata Cannondale. Il design esclusivo per freni a disco ha permesso alla SystemSix di non dover sottostare ai limiti imposti dai freni a pattino, permettendo ai progettisti di raggiungere nuovi livelli di riduzione della resistenza tra telaio, forcella e ruote. I profili alari troncati in modo preciso utilizzati per il telaio, la forcella e il reggisella (che prende il nome di KNØT, ovvero nodo) permettono di far scorrere il flusso d’aria lungo gli angoli di imbardata importanti e di minimizzare la resistenza aerodinamica, offrendo contemporaneamente un’eccezionale rigidità.

 

KNØT anche per le ruote HollowGram KNØT64 e il SystemBar KNØT Cannondale. Le ruote HollowGram KNØT64 sono progettate per unire il comfort e i vantaggi di pneumatici più voluminosi con l’efficienza aerodinamica del set ruote più veloce al mondo, con canale interno da 21 mm di larghezza, per soddisfare i moderni standard, richieste e per rendere più efficiente il comportamento in frenata, con una larghezza di 32 mm (esterno/esterno). Il SystemBar KNØT offre la bassa resistenza aerodinamica e il look elegante di un sistema manubrio/stem che una sorta di pezzo unico abbinato(in parte ricorda quello della Synapse), regolabile ma e la comodità e versatilità di un sistema a due pezzi. Gli 8 gradi di regolazione dell’inclinazione e la possibilità di cambiare la lunghezza dell’attacco manubrio e la larghezza del manubrio ne facilitano la personalizzazione nella posizione ottimale. Questa bici è dotata anche di altri dettagli interessanti come i misuratori di potenza Power2Max pronti da attivare, perni passanti a rilascio rapido veloci e comodi e un passaggio interno dei cavi che li rende facilmente accessibili per la manutenzione.

Cannondale SystemSix carbon Shimano DuraAce 5799 euro
Cannondale SystemSix carbon Shimano Ultegra 3999 euro

Le due immagini che vedete qui sopra sono le bici in versione CARBON, con carbonio modulo standard.

Le versioni con framekit dal modulo standard, carbonio non HM, prevedono un allestimento con Guarnitura Cannondale HollowGram Si, stem e piega manubrio Vision.

La linea SystemSix è composta di quattro modelli da uomo nelle misure 47, 51, 54, 56, 58, 60, 62 e un modello da donna nelle misure 47, 51, 54, progettata e disponibile per i soli freni a disco.

www.cannondale.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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