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Pensieri sparsi per il 2021: le previsioni per il mondo MTB

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Pensieri sparsi 2021 - cover
Foto: Lear Miller

Le nostre previsioni sulle cose che potrebbero accadere nel 2021 nell’industria del ciclismo, concentrandoci sul mondo a noi più caro, quello off-road.

Il 2020 ha messo in subbuglio le nostre vite, e chi sperava in un nuovo inizio con l’arrivo del 2021, finora è rimasto deluso. In generale le cose sembrano piuttosto deprimenti, compreso il mondo della bicicletta. La combinazione di una domanda esplosiva, di una carenza della catena d’approvvigionamento, e i vincoli di spedizione a livello globale, probabilmente porteranno a un calo della disponibilità di nuove bici e attrezzatura.

Editoria MTB: 5 cose più una da cambiare

Industria ciclistica: l’anno che verrà

Significa che non vedremo sviluppi nel mondo della mountain bike e del ciclismo in generale? È presto per dirlo, anche se ora stiamo realmente iniziando a percepire le vere ripercussioni della pandemia globale su produzione, spedizione, disponibilità delle materie prime, consegne, ma soprattutto sulle persone che orbitano intorno all’industria ciclistica.
Ci saranno carenze massicce e ritardi apparentemente insopportabili? Non lo sappiamo, ma pensiamo che tutti noi dobbiamo prepararci a un anno molto strano, in tutto e per tutto.

Quello che possiamo fare è prevedere alcune cose che potrebbero accadere nel 2021 nel settore del ciclismo, concentrandoci su quello a noi più caro, il mondo off-road.

Inizia la carestia?

Pensieri sparsi 2021 - BMC
Bici non ordinabile online, contattate il vostro negoziante per conoscere la reale disponibilità. Questo l’esempio di BMC

In tutta l’industria, la pandemia globale da Covid-19 ha scompaginato le catene di fornitura come mai accaduto prima d’ora. Il primo fattore a incidere è stata l’incertezza generale, con molti marchi che – a torto, col senno di poi – hanno ridotto o addirittura annullato alcuni ordini ancora prima che si sapesse come avrebbe reagito il mercato.

Una mossa insensata, perché la domanda di bici, abbigliamento e accessori è salita alle stelle. Il problema che questa richiesta elevata si è scontrata con la chiusura delle fabbriche, con i lavoratori a casa in misura precauzionale. Quando queste hanno riaperto, gli arretrati erano così alti che molti marchi hanno affermato di dover attendere da un anno fino a 18 mesi per la fornitura del prossimo lotto di biciclette. Ma questa è solo una parte della cattiva notizia, perché queste bici sono già esaurite.

Cosa significa? Le bici ci sono, ma non sono ordinabili, come ci è capitato di vedere su alcuni siti che vendono anche online, che indirizzano il potenziale acquirente al negozio locale per capire cosa è effettivamente in arrivo. Ma bloccare una determinata bici con un deposito, nella colorazione e nella taglia prescelte, non assicura assolutamente che arrivi nei tempi previsti, con la data di consegna che potrebbe essere rimandata almeno una volta… nella migliore delle ipotesi. Fate i bravi e non prendetevela con i negozianti – almeno quelli che si interessano realmente al loro lavoro, clienti compresi – perché non è colpa loro.

Questo perché? Anche i sistemi di spedizione globali sono incredibilmente sovraccarichi e logorati dalla pandemia. Pure in questo caso incidono gli orari e il personale limitato nei magazzini e nei centri di distribuzione principali e, fino a quando le vaccinazioni non saranno una cosa certa per tutti, è difficile che gli operatori del settore possano tornare a lavorare a pieno regime in sicurezza. Ovviamente questi vincoli contano non solo per le bici, ma anche per i componenti come trasmissioni, freni, sospensioni, ecc. E per i ricambi, in sostanza per tutto quello di cui avrete bisogno per la vostra bicicletta nel 2021. Le quantità saranno limitate, nel migliore dei casi.

Poche bici realmente nuove…

Pensieri spari 2021 - specifiche
Le specifiche possono variare senza notifica, come comunica Specialized sul proprio sito

A causa di tutto quello espresso finora, è probabile che vedremo pochi modelli completamente nuovi per il 2021. E “completamente” è usato a proposito. Sì, perché iniziamo a chiederci se quelle che saranno introdotte sul mercato non saranno solo bici parzialmente aggiornate.

Pensate alle full suspended. È molto semplice aggiornare anche il carro posteriore, o addirittura il/i link, se non l’ammortizzatore. Questo non significa che i benefici siano limitati per il biker, perché si può godere di una curva d’affondamento più efficace, di una ricalibrazione del travel e della geometria, di maggiore rigidità e robustezza, o anche solo di un passaggio ruota allargato. È già accaduto in passato, e la situazione attuale rappresenta una spinta ulteriore. Tutti piccoli cambiamenti che potrebbero essere sufficienti a rendere ancora più interessante una bici già a catalogo, senza ricorrere necessariamente a un update sostanziale.

Per i grandi marchi, che hanno la capacità di realizzare numerosi prototipi e di testarli in laboratorio prima e sul campo poi, è tutto più semplice. Per loro il ciclo di lancio di una determinata bici, o componente, dura spesso 2-3 anni, quindi qualsiasi cosa avessero in mente di lanciare nel 2021 è stato concepito già nel 2019 se non nel 2018. Tutti gli altri brand, che non hanno la forza di creare attrezzi e stampi, o ancora di provare i prototipi in piccoli laboratori di ricerca e sviluppo, risentiranno maggiormente di questa situazione, anche perché i loro ordini limitati sono di solito rimandati, o addirittura respinti, in alcune fabbriche. Un problema che se ne aggiunge a un altro, come se non dovesse bastare.

Crediamo che in generale alcuni grandi marchi, ma anche alcuni di quelli piccoli, ritarderanno i lanci previsti di settimane se non di mesi, in attesa dell’arrivo dell’inventario previsto.

…e con specifiche non sempre aggiornate

Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere…

Sì, perché le forniture limitate di parti di ricambio possono avere ricadute anche sulle bici già nel magazzino centrale, con il telaio previsto ma con l’equipaggiamento che non corrisponde esattamente a quello indicato sul catalogo. Un catalogo ovviamente stampato mesi prima.

Già prima della pandemia globale molte aziende indicavano “specifiche soggette a cambiamenti senza preavviso” per molti modelli, figuriamoci ora. Non si tratterà di modifiche sostanziali, anche per giustificare il prezzo finale, ma preparatevi ad alcune sorprese.

La Brexit ci mette lo zampino

Pensieri sparsi 2021 - Cotic
Cotic spiega ai propri clienti le problematiche relative alla Brexit, e possibili vie d’uscita. Un’incertezza che aggiunge a un’altra grande incertezza, quella della pandemia globale

Come se non bastasse la pandemia globale, è arrivata anche zampata finale della Brexit (vedi alla voce “potrebbe piovere”). Molti marchi britannici stanno adottando un approccio attendista mentre in casa propria si stanno perfezionando le nuove regole.

Uno dei casi più eclatanti è quello del piccolo ma rinomato marchio inglese Cotic, apprezzato per le bici in acciaio. Il brand di Sheffield – la cosiddetta “steel city”, la città dell’acciaio essendo una storica sede dell’industria siderurgica – ha pubblicato e sta pubblicando aggiornamenti relativi alla Brexit sul suo sito, per tenere informati i consumatori (www.cotic.co.uk/news/2021/postbrexit).

Cy Turner, fondatore e proprietario di Cotic, ha affermato: “Al momento, Brexit sta semplicemente consumando una quantità enorme di tempo e di energie per cercare di trovare risposte alle domande su come le nuove regole devono essere applicate, soprattutto perché l’accordo è stato frettoloso, stretto all’ultimo minuto, e privo di dettagli.”

Gran parte dei possibili effetti collaterali legati all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea per l’industria ciclistica sono una diretta conseguenza del luogo in cui il prodotto viene effettivamente fabbricato. Per rendere l’idea, la condizione di dazi nulli per il commercio con la UE si applica solo ai prodotti fabbricati in UK. Ma cosa accade ai telai grezzi importati da Taiwan o dalla Cina, e poi rifiniti in Gran Bretagna?

Al di là dei naturali dazi, nascono altre problematiche, come la necessità di curare in ogni dettaglio la catena di approvvigionamento e di preparare una documentazione di spedizione più dettagliata, almeno per le spedizioni nei Paesi dell’Unione Europea.

Cosa può accadere? È possibile che il costo di tutto quello che viene prodotto nel Regno Unito salga, un’ulteriore complicazione dei rapporti con l’UE che aggiungeranno costi su ogni livello, dall’aumento di quello delle materie prime ai prezzi delle spedizioni.

Un’altra notizia che ha guadagnato rapidamente attenzione riguarda Brooks England (www.forbes.com/sites/carltonreid/2021/01/02/brexit-halts-sales-of-brooks-bicycle-saddles-made-in-england/): ha sospeso temporaneamente le vendite ai clienti nel Regno Unito. Ma come è potuto accadere a un’azienda britannica? Semplice, le loro selle sono prima spedite al centro logistico in Italia e poi ai clienti in patria, e per questioni che potete immaginare – provenienza, dazi, ecc – hanno sospeso le vendite fino a quando tutto non sarà chiarito.

Altro caso è quello del marchio tedesco Rose Bikes, che vende direttamente online, e che ha interrotto le vendite in UK, giustificando la scelta con la necessità di snellire il processo di assemblaggio, essendo le bici spedite oltremanica montate necessariamente con la leva freno anteriore a destra. Motivazione curiosa, anzichenò.

Canyon, leader nel settore dei mail order, ha invece ripreso le spedizioni delle bici tradizionali in UK il 16 gennaio 2021, mentre sta ancora cercando una soluzione per le eBike, che sono influenzate dalla classificazione della batteria come merce pericolosa, nonché dal peso maggiore e dalle maggiori dimensioni della scatola (www.canyon.com/en-gb/blog-content/december-shipment-update.html).

Come uscirne? È complicato, chi opera a livello globale è preparato a queste evenienze, mentre per altri marchi più piccoli e locali, i loro prodotto potrebbero improvvisamente diventare non disponibili o più cari, a seconda da dove si acquista, o semplicemente da dove quel prodotto è stato realmente fabbricato e/o spedito. Questo aggiunge ulteriore benzina sul fuoco della pandemia, non potendo accadere in un momento peggiore per molti marchi e per molti clienti, che stanno già lottando per la carenza di prodotti e costi di spedizioni alle stelle.

Ritorno alla semplicità

Pensieri sparsi 2021 - Honzo ESD
Hardtail in acciaio, la forma più semplice per potenziare il divertimento e la qualità della guida in MTB

Abbiamo detto che sarà un anno molto strano, in tutto e per tutto. Molte sono le cose negative per noi biker: i viaggi azzerati, le pochissime giornate passate in bike park (per gli appassionati), l’impossibilità di godersi la birra a fine giro al pub, ecc.

Riusciamo comunque a pedalare, in alcuni periodi anche con qualche amico adottando le necessarie misure di sicurezza, tra cui il distanziamento sociale. Il ciclismo in generale e la mountain bike sono esplosi, con molte persone che si sono appassionate a questo fantastico sport. Almeno in questo siamo fortunati, pensate ad esempio a chi si trovava settimanalmente a giocare a calcetto…

Per molti, le limitazioni hanno rappresentato una spinta per il ritorno alla semplicità. A una forma di riding forse desueta. L’arrivo di hardtail con ruote 29er e geometrie radicali ha costituito, per il sottoscritto soprattutto, un farmaco rinvigorente, che ha magicamente ridato luce e colori a questi altrimenti tempi grigi e bui.

Con mia grande sorpresa – ma neanche tanto grande – una delle mie bici preferite del 2020 è basata su un’idea vecchia: Kona Honzo ESD, front in acciaio però modernissima per stile, geometria, performance e piacere nella guida (qui la nostra intervista al product manager responsabile del progetto). Cosi divertente da non credere che fosse possibile ottenere così tanto da così poco.

Guidare di nuovo una hardtail come questa Kona è stato dannatamente rinvigorente, per il corpo e per lo spirito. Ma anche per un altro aspetto, quello dei nuovi skill che la geometria spinta della Honzo ESD obbliga ad acquisire e mettere in pratica (ne potete leggere più sotto). Scendere dalla Kona e salire sulla mia bici per test di lunga durata, la full suspended da enduro Trek Slash 9.7 con i suoi 160 mm al posteriore e 170 mm all’anteriore, rappresenta uno shock, o quasi. Ma questo non sposta di un millimetro la lancetta del divertimento, fissa sulla zona rossa del fuorigiri.

Usato e 27,5” sotto i riflettori

Entro nel campo delle ipotesi. Ma la domanda è lecita. Cosa succede a tutte le bici invendute, sempre che ne siano rimaste dopo un anno pazzo come il 2020?

Le mountain bike dell’anno scorso, e di due anni fa, tornano a essere di nuovo preziose, per tutte le ragioni di cui sopra. Basta assicurarsi che rispettino gli standard più recenti, che poi le ruote siano da 27,5” invece che da 29” è solo un dettaglio. Il discorso vale non solo per gli stock a magazzino ma anche per il mondo dell’usato, fermo restando il rispetto di alcuni requisiti, come l’anzianità non superiore a 2-3 anni, per pedalare prodotti attuali per caratteristiche tecniche (geometria compresa) e possibilità di sostituzioni/aggiornamenti.

Mi soffermo sul discorso 27,5”, un diametro ruota che sembrava ormai superato, ma ancora ben supportato da alcuni produttori, come Santa Cruz. Il lancio della quinta generazione dell’iconica Nomad parla chiaro: una bici che punta tutto sul divertimento (ve ne abbiamo parlato qui). E non scriviamo nulla di scandaloso quando affermiamo che una mountain bike progettata a dovere con questa standard ruota è più facile e meno stancante da guidare, oltre che più agile e reattiva.

Preferite il divertimento alla velocità pura? Allora fregatevene delle 29er, perché se vi piace da morire giocare su ogni singola caratteristica dei trail, dalle curve ai dossi, le 27,5” come la Nomad, ma non solo, sono la scelta naturale.

Nuovi skill per le bici moderne

Pensieri sparsi 2021 - Scott
Geometrie moderne per una guida più attiva e produttiva – foto: Markus Greber

Sposto l’attenzione dalla bici a come si guida una bici. Non mi sarei mai sognato di trovarmi meglio in questa fase della mia vita su una mountain bike. Rimangono i soliti limiti, come i doppi e alcuni drop e wallride, ma molto è migliorato.

Gli anni passano, il conto alla rovescia per i 50 è iniziato, ma sto guidando con più sicurezza, meno cadute (sembrerà strano a chi mi conosce da una vita, intanto la toccatina è d’obbligo), ho abbassato qualche tempo su alcuni dei miei trail preferiti, e sono tornato su bici che ho sempre amato (vedi alla voce Kona Honzo ESD).

Gran parte del merito va alle moderne quote geometriche, che mi hanno riportato – finalmente – al centro dell’appagamento nella guida e del raggiungimento del massimo potenziale, anche per le pure performance. Pedalare bici attuali, che a primo acchito possono apparire estreme per angoli e misure, ti costringe ad attuare alcune modifiche, con la guida che migliora immediatamente. Finalmente una posizione redditizia, sia con la sella alta sia con questa abbassata. Cambia l’approccio, più aggressivo, più basso sulla MTB, caricando l’anteriore senza paura di ribaltarsi in avanti, anzi, per ottenere il massimo grip e sviluppare il massimo potenziale del mezzo.

Ma anche componenti più performanti hanno il loro peso, in senso stretto e in senso lato. Eh sì, perché la leggerezza non più in primo piano nello sviluppo di nuove mountain bike – come scritto qui – ha riportato la guidabilità, il comfort e la sicurezza al centro dell’esperienza di riding. Chissenefrega se gli pneumatici enduro pesano più di un chilo per una 29er, quando regalano tutto quel grip e quel supporto per imparare – nuovamente – ad andare più forte e più sicuri, col sorriso sulle labbra.

Telescopici mainstream (e più lunghi)

Pensieri sparsi 2021 - telescopico
Telescopico da 200 mm, esagerato!

Confesso, ero scettico sull’effettiva necessità di reggisella telescopici dall’abbassamento esagerato. Sono da sempre un grande fan di questo componente, dai primi Gravity Dropper acquistati direttamente negli Stati Uniti, che sembrano ormai appartenere alla preistoria. Il telescopico è un mai più senza, come gli pneumatici tubeless, da ben più di un decennio, con i naturali alti e bassi nell’evoluzione di una piattaforma ancora non completamente matura.

Ma con i telescopici lunghi confesso di aver commesso un iniziale errore di valutazione, sin dal primo con 170 mm di abbassamento provato qualche anno fa su una Nukeproof Mega da enduro. Pensavo che, per la mia altezza di 183 cm e cavallo “lungo” ben 91 cm, ne bastasse uno da 150 mm.

Quando, l’anno scorso, ho riprovato un modello da 170 mm, ho cambiato improvvisamente idea. La stessa cosa è successa con quello da 200 mm montato sulla Honzo ESD (sempre lei). Inizialmente ho pensato che non l’avrei sfruttato completamente, ma alla fine ne ho sfruttato ogni singolo e maledetto millimetro. Anche se, in verità, in verità vi dico… ho trovato la pace dei sensi con il 170.

In realtà la disponibilità di misure così esagerate va a braccetto con quella di telai dal triangolo anteriore sempre più compatto e con il piantone sella sempre più corto. Una sella bassa – il giusto – permette di piegare più la bici in curva, ma anche in aria se solo ne fossi capace. In ogni caso, consente di muoversi più facilmente sulla bici quando è richiesta una guida dinamica. Non dovete avere paura di grattugiarvi le chiappe sulla gomma posteriore con la sella così bassa, perché con una moderna MTB non è più necessario abbassarsi e arretrare come in precedenza (vedi alla voce precedente, nuovi skill).

Se siete alti, e/o avete gambe molto lunghe, vi consigli vivamente di provare un telescopico di ultima generazione, sempre che il telaio della vostra bici vi permetta il suo montaggio. Non ve ne pentirete.

Il peso delle bici: è così importante?

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