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Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test

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Le camere d’aria in poliuretano segnano anche un nuovo corso della categoria dei copertoncini. Nell’ottica di una performance racing oriented e per chi vuole risparmiare del peso. PZero SmarTube è la camera d’aria gialla che sancisce l’ingresso di Pirelli in questa categoria.

Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test

Pirelli PZero è sinonimo di racing

PZero significa racing e performance. I prodotti che fanno parte di questa categoria sono la massima espressione della ricerca e dei materiali top level. La camera d’aria SmarTube ne è un esempio.

Il clincher sembrava sorpassato, surclassato prima dai tubolari e poi dall’avvento dei road tubeless di ultima generazione. Poi sono arrivate le camere d’aria in poliuretano, leggere e resistenti, che in parallelo ad una evoluzione tecnica dei copertoncini, hanno dato nuova linfa alla categoria.

Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test

Il giallo fa parte del DNA

Pirelli PZero SmarTube è la camera d’aria che fa del colore giallo un segno distintivo, ma è la sostanza a fare la differenza. Sono costruite grazie ad un composto di poliuretano termoplastico (TPU), più resistente e più rigido rispetto al butile classico. Il tubo della camera ha le due estremità incollate e saldate tra loro, non è un pezzo unico. La valvola, anch’essa incollata, è lunga 60 mm (versione road) ed è di tipo Presta con il terminale superiore che può essere svitato. Il corpo della valvola non ha il metallo a vista, ma una sorta di copertura che permette di limitare lo scivolamento e le vibrazioni una volta inserita nel cerchio, che sia in carbonio e/o in alluminio. In caso di foratura può essere riparata con delle pezze create appositamente per il TPU.

Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test
Alcune SmarTube di “prima produzione” presentano questa dicitura, ma in realtà il prodotto è riparabile (in caso di foratura) con le pezze specifiche per il TPU.

Copre un range di larghezze davvero ampio

Al contrario di altri prodotti della stessa categoria, la PZero SmarTube non trova limiti d’impiego, per ruote con i freni a disco e con i pattini. Un altro bel vantaggio, rispetto alle camere d’aria tradizionali, è l’ampia interfacciabilità con le dimensioni degli pneumatici; copre un range di larghezze cha va dai 23 fino ai 32 mm di sezione. Per completezza d’informazione le camere SmarTube sono tre: la PZero (road) il soggetto di questo test, il modello Cinturato concettualmente pensata per un utilizzo gravel e la Scorpion per la mtb. Il prezzo di listino della PZero SmarTube è di 29,90 euro.

Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test

Le nostre impressioni

Un altro prodotto molto interessante che arriva da Pirelli, sviluppato per un segmento racing oriented, ma ampiamente utilizzabile e sfruttabile da tutte le tipologie di ciclisti. La Pirelli PZero SmarTube fa parte di una categoria di eccellenza, perché è un accessorio costoso e perché è tecnicamente molto valido. Il suo prezzo è alto, ma a nostro parere è sempre necessario adottare un ragionamento che fà collimare i benefici e la resa tecnica. Pesa meno della metà di una camera d’aria in butile di pari fascia di mercato. E’ più resistente e permette di sfruttare un copertoncino al pieno delle sue potenzialità, elevando ulteriormente alcuni aspetti legati al rotolamento e reattività.

Pirelli PZero SmarTube, ecco il nostro test

Tanti vantaggi e la compattezza è uno di questi

Una volta ripiegata su stessa ha delle dimensioni molto più compatte se messa a confronto con una camera standard. Rispetto ad una camera in butile, il TPU è liscio, scivoloso e non è pastoso al tatto, fattori che permettono di azzerare gli attriti che si generano tra copertoncino e camera d’aria. E’ facile da montare e rispetto a un tube tradizionale porta al minimo i rischi di pizzicatura in fase di tallonatura. Pirelli SmarTube può essere facilmente montata anche senza dare pressione al suo interno.

Un paio di dati, che non sono tutto, ma aiutano nella valutazione

Per gli amanti dei numeri abbiamo messo a confronto le ruote montate con i Pirelli PZero TLR (tubeless, con liquido anti-foratura) e le stesse ruote con il binomio clincher PZero Race-PZero SmarTube. Il valore alla bilancia ci dice che abbiamo risparmiato circa 220 grammi con la configurazione copertoncino. Il risparmio si riflette in maniera positiva sulla massa rotante e sul rapporto watt/kg (il nostro ragionamento tiene in considerazione i soli numeri che abbiamo rilevato). Tenendo ben presente che i freddi numeri non sono tutto!

In conclusione

Possiamo scrivere che una camera d’aria di questa categoria è dedicata agli amanti del copertoncino e dei pesi ridottissimi, per chi non ha confidenza con il tubolare e rimane scettico nei confronti dei tubeless. Considerare una SmarTube al pari di una camera anti-foratura, a nostro parere è sbagliato. Se è vero che mostra delle doti di resistenza maggiori rispetto ad un butile di alto livello, è pur vero che non è immune dagli agenti esterni che la possono danneggiare.

E’ una camera d’aria più sicura, sempre facendo un parallelo con un tube classico, perché in caso di foratura il poliuretano ha un carico di rottura maggiore. Questo fattore limita il collasso delle fibre e l’aria esce lentamente (è sempre necessario considerare il diametro del buco). Inoltre, per quello che concerne la performance una volta su strada, la combinazione tra clincher e camera d’aria non sostituisce il tubeless e al tubolare. Ognuna delle tre categoria ha delle caratteristiche ben precise che difficilmente trovano una sovrapposizione.

A cura della redazione tecnica, immagini della redazione tecnica

velo.pirelli.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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