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Poc Omne Air Spin il casco che va bene per tutto

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Stagione dopo stagione Poc ci ha abituato a novità interessanti che propongono un design sempre unico, capace di distinguersi dai normali standard del mercato. Pensate al modello Octal, all’aerodinamico Ventral e proprio all’ultimo, in ordine temporale, Omne. Ognuno di questi ha qualcosa di differente, un dettaglio, un particolare, forme e soluzioni che diventano iconiche; non è un caso se oggi molti dicono “metto il Poc”, come dire “indosso il casco”.

Una vista laterale della colorazione yellow.

Omne Air Spin non è differente dai suoi predecessori, capace di far collimare il design al comfort, la sicurezza alla funzionalità, senza dimenticare alcuni ritrovati tecnologici di livello eccellente. La sua costruzione parte da un composto in EPS a densità ottimizzata, così studiato per assorbire e distribuire le forze negative in caso d’impatto, senza gravare sul peso totale del casco.

In bianco, la parte posteriore di Poc Omne Air.

Si spiega così una sorta di forma slim, più sottile in alcune parti dove non è necessario avere uno spessore aumentato. Omne Ar Spin sembra essere la combinazione di due parti, la più bassa che protegge la fronte, la porzione parietale inferiore e la zona temporale, oltre alla sezione occipitale.

Una vista frontale. Le aperture laterali sono anche il naturale alloggio degli occhiali una volta rimossi dal viso.

La seconda , quella più alta, dedicata alla parte superiore della testa e alla ventilazione con un costante ricambio di aria. All’EPS è applicata una calotta esterna che ottimizza l’impatto estetico e completa il prodotto. Il sistema di ritenzione è affidato alle fibbie e al rotore posteriore con aggiustamento a 360°. Omne Air adotta i pads interni Spin, una sorta di imbottiture a base siliconica dalla durata elevata, sistema brevettato a marchio Poc. Tre le taglie disponibili, small (50-56), medium (54-59), large (56-61), con un valore alla bilancia di 295 grammi dischiarati nella misura media. Sette le colorazioni disponibili.

La livrea AVIP, una delle più interessanti e impattanti.

pocsports.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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