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Pro Vibe Evo, il futuro dei manubri integrati

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Pro Bike Gear lancia il nuovo cockpit integrato, versatile e facile da utilizzare sui diversi modelli di bici road, ma anche performante ed aerodinamico. Si chiama Pro Vibe Evo ed è una piattaforma integrata che parla anche un po’ di italiano. Il progetto è stato sviluppato all’interno dell’Hi Tech Campu di Heindoven, dove ha sede le filiale Europea di Shimano. Pro fa parte della grande famiglia del colosso giapponese e nello staff troviamo anche Marco Giacomin, ingegnere italiano. Vediamo i dettagli tecnici principali ed i primi feedback.

Pro Vibe Evo, il futuro dei manubri integrati
Pro Vibe Evo, qui il sistema completo con l’appendice frontale per il bike device.

Pro Vibe Evo è tutto in carbonio

Si tratta di un manubrio integrato, piega e stem full carbon, costruito con il tessuto composito T700 (non sono state utilizzate le fibre Innegra). Ha un design e uno shape marcatamente muscolari che sfruttano in modo importante le potenzialità aerodinamiche del comparto. È stato ottimizzato per l’utilizzo dei sistemi Di2. Le presenza di due asole nella sezione interna, tra lo stem e la piega, ci porta a pensare anche ad una evoluzione dei pulsanti aggiuntivi (quelli utilizzati dagli scalatori) proprio delle trasmissioni Di2.

Non si vede un filo ed una guaina, tutto nascosto

Il passaggio di cavi e guaine è completamente interno, per il manubrio e per l’attacco, con un’ampia interfacciabilità nei confronti degli steli delle forcelle di ultima generazione, che talvolta prevedono anche forme squadrate (per agevolare il passaggio delle guaine idrauliche). Inoltre, notiamo subito un vero e proprio inserto siliconato tra la parte superiore del manubrio e la curva, che prende il nome di Corner Grip.

Pro Vibe Evo, il futuro dei manubri integrati
Il punto in cui il manubrio si accoppia con lo shifter. L’asola permette la perfetta integrazione degli shifters con la predisposizione dei freni a disco e conseguente passaggio della guaine idrauliche.

Questo è intercambiabile e ha l’obiettivo di aumentare il grip in fase di appoggio dei polsi e dell’avambraccio, oltre che aumentare la qualità del comfort ed il connubio tra shifter e manubrio. E’ previsto un braccetto frontale, con inclinazione regolabile, per il device gps. Pro Vibe Evo è una sorta di manubrio concept, con un reach di 80 millimetri e un drop di 132 millimetri, con una curva svasata all’esterno di 5°.

Pro Vibe Evo, il futuro dei manubri integrati
Il clamp posteriore, dove si vede anche la calotta superiore che copre completamente la zona dello stelo della forcella. La stessa calotta permette di accedere a cavi e guaine, che scorrono all’interno dello stem.

Larghezze e lunghezze oltre gli standard del mercato

Sono interessanti anche i suoi numeri. Tre le larghezze, 40,5/42,5 e 44,5 cm, con altrettante lunghezze disponibili, 10,5/11,5 e 12,5 cm. Ognuna di queste ha un’inclinazione specifica, rispettivamente di 7,5/8,5 e 9,3°. Per sviluppo di questa piattaforma e dei suoi valori, sono stati considerati i reach e lo stack medi del mercato delle biciclette. Si tratta inoltre di un prodotto dal peso ridotto, con i suoi 390 grammi dichiarati, con un prezzo di poco superiore ai 500 euro, per nulla eccessivo se consideriamo la categoria della quale fa parte il Vibe Evo.

Pro Vibe Evo, il futuro dei manubri integrati

I primi feedback

Abbiamo avuto l’opportunità di testarlo per qualche km, nella speranza di utilizzarlo con sostanza e con le tempistiche adeguate in un prossimo futuro. Si tratta di un cockpit molto rigido, che alle forme voluminose è capace di abbinare un comfort di altissimo livello, in presa bassa, con le mani sugli shifter (posizione pursuit) e anche con le mani in presa alta, da scalatore. Ecco, proprio in questo frangente non diventa fastidioso ed ingombrante, anche per chi ha il palmo delle mani con dimensioni ridotte. Lo shape alare del manubrio, permette di far correre le mani verso l’esterno, senza limiti. Dal punto di vista tecnico inoltre, il Pro Vibe Evo ha una serie infinita di adattatori, capaci di adattare il cockpit a qualsiasi base delle serie sterzo: piatte, oppure a goccia, ma anche tonde.

A cura della redazione tecnica, immagini redazione tecnica e Pro (Irmo Keizer).

pro-bikegear.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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