Quattro chiacchiere con il CEO di Bianchi

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabrizio Scalzotto, CEO Bianchi. Una breve intervista che ci ha portato nelle logiche e nella filosofia che animano l’azienda di Treviglio, storia e futuro della bicicletta, in Italia e al di fuori dei nostri confini. Domande e risposte che e ci hanno accompagnato alla scoperta dei nuovi orizzonti verso cui lo storico brand sta puntando, come quello delle eBike.

Un faccia a faccia con il CEO Bianchi

Buongiorno dottor Fabrizio, cosa significa occupare la posizione di CEO in un’azienda simbolo per il ciclismo come Bianchi?

Bianchi è un marchio storico che ben rappresenta l’imprenditorialità italiana, quella “voglia di fare” che da sempre ha permesso alle nostre aziende di posizionarsi nei mercati come veri gioielli di eccellenza. Per essere CEO di un’azienda che produce gioielli di tecnologia da oltre 135 anni, bisogna avere rispetto, umiltà ma soprattutto una grande passione.

Lei arriva comunque dal mondo del ciclismo, fondamentale per una disciplina tanto innovativa quanto legata alle tradizioni; ci può descrivere il suo percorso lavorativo?

Nasco in una famiglia di artigiani, quindi in casa mia c’è sempre stato un rispetto quasi “religioso” nei confronti del lavoro. Le mie esperienze nel settore ciclo iniziano nel 1998 come Sales Director in Selle San Marco. Nel 2007 passo al gruppo Campagnolo come General Manager della Fulcrum, diventando poi CEO di vari branch office nel mondo. Dal 2018 sono felicemente il CEO di F.I.V. E. Bianchi. A chi desiderasse fare carriera nel settore della produzione di biciclette, darei solo un consiglio: ricordarsi sempre che il ciclismo è prima di tutto una passione, poi anche un lavoro.

Quali sono gli orizzonti temporali e i tempi di programmazione di un’azienda come Bianchi, così come la vediamo oggi?

Non esiste un tempo medio di sviluppo prodotto. Tutto dipende da cosa stiamo progettando. Noi, in Bianchi, non riteniamo chiuso un progetto e quindi non rilasciamo al mercato un prodotto, se non passa tutti i test qualitativi ed estetici. L’ultima parola spetta ai nostri colleghi delegati alla produzione, che da più di 40 anni lavorano con noi assemblando biciclette. Se i nostri assemblatori ci dicono che è un bel prodotto, allora siamo certi che sarà un successo.

Un’immagine della e-mtb E-Suv, presentata durante l’ultima edzione di Eurobike e già oggi un grande successo per Bianchi.

Il futuro come opportunità

La sensazione è che la Bianchi di Treviglio sia un brand molto moderno, non solo sotto il profilo tecnico ma anche in termini di approccio alle differenti categorie, per esempio le eBike. Qual è la visione futura di Bianchi?

Nel nostro settore stiamo vivendo un momento di grandi cambiamenti. L’elettronica è di fatto entrata nel mondo del ciclismo, sconvolgendo ciò che dà decenni era il concetto di bicicletta. La eBike è un prodotto completamente nuovo, non si tratta di fare solamente una bici con un motore elettrico, ma di ingegnerizzare un nuovo mezzo di trasposto con geometrie e caratteristiche molto diverse dalla bicicletta muscolare. A tal fine in Bianchi abbiamo aperto la divisione Lif-e. Per noi di Bianchi è fondamentale non deludere le aspettative dei nostri clienti e operiamo quindi con due distinte divisioni: una specializzata nelle bici muscolari e una in biciclette a pedalata assistita.

Sempre in merito alle bici con assistenza alla pedalata, qual è il suo pensiero e opinione personale di questa categoria, amata e odiata al tempo stesso, oggetto di discussione su molti fronti, in particolare nelle nazioni storiche del ciclismo: Italia, Spagna, Francia, Belgio?

Le eBike stanno andando a coprire una domanda specifica di mercato che potremmo dividere in due macro-famiglie: da un lato abbiamo il mondo della mobilità urbana dove le eBike sono uno splendido mezzo di trasporto efficiente ed ecologico, dall’altra parte abbiamo molti nuovi consumatori che, con l’ausilio di MTB a pedalata assistita, si stanno avvicinandosi sempre più numerosi al mondo del ciclismo.

Non possiamo fare finta di nulla di fronte al fatto che il successo delle eBike abbia portato capitali extrasettore e abbia fatto crescere nuovamente l’interesse verso il nostro sport. Secondo lei si rischia di sconfinare in modo eccessivo verso il mondo informatico e dell’automotive? Le bici di oggi utilizzano troppa tecnologia?

La Bike economy, come spesso viene chiamata, è ancora all’inizio del suo sviluppo. Città sempre più congestionate e stili di vita troppo sedentari stanno chiamando molte persone a riscoprire il piacere di pedalare. La eBike è un mezzo di trasposto assolutamente non inquinante e salutare. Questo mix di vantaggi sta generando importanti numeri di vendita, con conseguenti aumenti di fatturato delle aziende del settore, tutto ciò sta chiaramente attirando i grandi investitori. Ritengo che ancora grandi e sorprendenti sviluppi tecnologici arriveranno nei prossimi anni sulle eBike.

Dal punto di vista dei numeri, qual è il vostro mercato più importante, con quale categoria di prodotti?

Nella sua lunga storia, Bianchi ha prodotto tantissimi diversi mezzi di trasporto. Nel cuore di Bianchi c’è la competizione sportiva, una passione che ci lega al ciclismo road ed off-road agonistico. Come azienda esportiamo in tutto il mondo, ma siamo fortemente eurocentrici.

Un suo pensiero sulla crescita delle vendite on line e dell’e-commerce in generale.

Siamo in piena epoca omnichannel e l’on line è solo uno dei mezzi con cui arrivare al consumatore. Dobbiamo tutti abituarci a usare ogni mezzo a nostra disposizione, per effettuare i nostri acquisti previlegiando quello a noi più comodo od opportuno, in funzione delle varie situazioni. Io personalmente continuo ad acquistare dai miei negozianti di fiducia perché, oltre a un prodotto, ho bisogno spesso di un parere qualificato.

Se avesse la bacchetta magica, per cosa la userebbe?

Per collegare ogni singolo villaggio o paese con una pista ciclabile.

Vuelta Espana 2019 – 74th Edition – 16th stage Pravia – Alto de La Cubilla 144,4 km – 09/09/2019 – Primoz Roglic (SLO – Team Jumbo – Visma) – photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2019

Successi e conferme, il legame con il Team Jumbo Visma

Abbiamo parlato di eBike, ma il cuore Bianchi batte forte anche su strada…

Nel 2019 stiamo gioendo dei successi che il Team Jumbo Visma continua a regalarci. È una stagione speciale nella quale il team da noi sponsorizzato si è confermato come una delle formazioni WorldTour più competitive, capace di vincere quasi 50 gare da febbraio a oggi, tra cui la Tirreno Adriatico, il Giro di Romandia, tappe in tutti e tre igrandi giri e la classifica finale della Vuelta Espana con Primoz Roglic. Abbiamo vinto in volata, in salita, in fuga e a cronometro. Bianchi sarà innovation partner del Team Jumbo Visma anche nel 2020: una stagione che ci vedrà tra i favoriti nei grandi giri grazie anche all’inserimento di Tom Dumoulin.

a cura della redazione tecnica  ||  foto: courtesy Bianchi | foto action: bettiniphoto

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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