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Rose presenta Reveal la nuova bici endurance

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Rose Bikes lancia la nuova piattaforma di bici endurance che prende il nome di Reveal. La nuova bici sarà disponibile con due tipologie differenti carbonio (Four e Six), come vuole la tradizione e il dna Rose.

Un telaio leggero

Anche Rose conferma la tendenza che vede il ritorno di forme sfinate ed eleganti per le bici del segmento endurance e superlight. Così è per il modello Reveal, simbolo di quello che sarà il nuovo corso della piattaforma road dell’azienda tedesca. Si parla di un frame di 900 grammi, con passaggio dei cavi totalmente integrato nelle tubazioni e buona parte della componentistica dedicata al progetto. L’immagine qui sopra, evidenzia proprio uno dei particolari più rappresentativi della Reveal, ovvero il piantone scaricato nella parte alta, dove il reggisella si va da innestare. Il seat-post ha un seat-back di 8 oppure 25 mm.

Aerodinamica

Tutte le tubazioni hanno un disegno che offre il miglior impatto frontale possibile per questa categoria di mezzi. Gli ingegneri hanno fatto largo utilizzo del D Shape, ovvero, sezione frontale arrotondata e quella posteriore piatta e squadrata. Il profilato dello sterzo è conico, con sezione 1 ½“ to 1 ½“ e scatola del movimento centrale è di tipo BB86 (larga 86,5 mm).

Rose Reveal Four e Six

Le geometrie e alcune colorazioni

Sette le taglie disponibili, che vanno dalla 50 alla 64.

Le quote geometriche di ogni taglia.

 

rosebikes.it

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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