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Schwalbe Aerothan, la camera d’aria senza gomma

di - 23/03/2021

Schwalbe Aerothan è una camera d’aria senza gomma (senza butile). Aerothan è prima di tutto una camera d’aria che rinnova le potenzialità e da nuova linfa a questa categoria di prodotti, ma non è un’alternativa ai tubeless e ai tubolari, perché è un prodotto specifico con delle caratteristiche proprie.

Schwalbe Aerothan, la camera d'aria senza gomma
La Aerothan all’interno del cerchio da 19 mm di larghezza. La categoria Schwalbe Aerothan per le ruote road è categorizzata con la sigla 20E.

Schwalbe Aerothan è fatta di poliuretano

La camera d’aria, in abbinamento al copertocincino, ha il merito e il vantaggio di offrire praticità e una sorta di “facilità” in caso di foratura. Con “l’ingresso ufficiale” dei tubeless road, tutto il comparto tube type è stato messo in discussione e ha subito una sorta di flessione. Grazie a prodotti come Aerothan, la categoria delle camera d’aria torna a proporsi nuovamente come riferimento per gli utenti di differenti livelli e per i cicloturisti, perché no, anche per gli agonisti. I modelli di Schwalbe Aerothan coprono le diverse esigenze: road, gravel e trekking, ma anche mtb. Il materiale con le quali sono costruite è un poliuretano termoplastico, realizzato con la collaborazione di BASF.

test schwalbe aerothan
La configurazione usata durante il lungo periodo di utilizzo, con il clincher Pro One Souplesse da 25 mm di sezione

I vantaggi

Quali vantaggi permette di sfruttare la camera d’aria Schwalbe Aerothan:

  • una maggiore leggerezza che collima con una resistenza aumentata nei confronti di forature e pizzicature. Si tratta di un tube con valori alla bilancia compresi tra i 41 e 81 grammi (dichiarati) in base al modello e valvola inclusa.
  • Una maggiore e migliore adattabilità del prodotto a design del cerchio e coperture.
  • Più sicurezza, grazie alla sua indeformabilità nei confronti del calore (un vantaggio per chi le usa con i freni rim).
  • Una elevata capacità ammortizzante in relazione alla categoria. E’ riciclabile.

Il suo prezzo di listino è di 27,90 euro per camera d’aria.

Le nostre impressioni

Il nostro test si concentra sulla versione Aerothan Road, che per alcune sue caratteristiche è una camera d’aria che offre dei vantaggi notevoli (rispetto ad un prodotto tradizionale e di alta qualità) e tangibili da subito. L’abbiamo utilizzata, abbinata al clincher ProOne Souplesse, per circa 1200 km e abbiamo consumato prima il copertone, rispetto alla camera d’aria, con la quale non siamo incorsi in nessuna foratura. Un eccellente risultato se consideriamo anche il periodo invernale nel quale abbiamo sviluppato la prova (strade ammalorate e con molti residui).

Una tenuta ottimale della pressione

Partiamo dal fattore di tenuta della pressione: il cerchio da profilo di 45 mm ci ha obbligato ad utilizzare una prolunga. La valvola, che al primo impatto sembra essere molto tenera e fragile, si è rivelata estremamente robusta, con una filettatura interna di qualità superiore rispetto alle valvole standard: l’abbinamento con la prolunga è assolutamente perfetto. La stessa camera d’aria ha mantenuto la pressione iniziale (8 atm) per sette giorni consecutivi, un risultato notevole che conferma anche l’eccellente tenuta dalla “saldatura” e della stessa valvola.

test schwalbe aerothan
Abbiamo rilevato il peso delle due camere d’aria, con i due elastici e senza aver tolto i tappini delle valvole.

Facile da ingaggiare al cerchio e nessuna pizzicatura

Quante volte è capitato di pizzicare la camera d’aria, ancor prima di portarla su strada?Aerothan semplifica di parecchio il montaggio e azzera il rischio di pizzicatura. Non forma le grinze tra pneumatico e bordo del cerchio. La superficie liscia e quasi inconsistente al tatto gli permette di non creare attrito tra pneumatico e cerchio.

Lavora meglio anche il copertoncino

Una volta messa su strada, effettivamente, la prima sensazione è quella di un potere ammortizzante maggiore ( a parità di utilizzo con una camera d’aria in butile), rispetto ad un tube in gomma (a parità di pneumatico, ruota e condizioni esterne), fattore che si riflette anche in una migliore scorrevolezza. Non solo, perché una camera d’aria del genere aumenta il delta utile (in fatto di pressioni di esercizio) con il quale è possibile sfruttare un clincher. La dimostrazione è il fatto di aver viaggiato con una gomma da 25 mm di sezione, abbondantemente al di sotto delle 5 bar, per un’uscita su strada di oltre 2 ore. In caso di foratura è possibile aggiustare la camera d’aria con delle pezze apposite.

Le pezze, già pronte all’utilizzo, che possono essere usate per riparare Aerothan.
In conclusione

A nostro parere, un prodotto di questa categoria e di questa levatura non è un’alternativa a tubeless e tubolari, ma è l’evoluzione di un segmento che si deve interfacciare anche con un mercato e una tecnica dei prodotti (biciclette, ruote e gli stessi pneumatici) che stanno cambiando in modo esponenziale. Il prezzo di listino è elevato, ma è anche vero che si tratta di un prodotto di eccellenza e di una tecnologia che solo in quest’ultimo periodo si è affacciata in “maniera ufficiale” sul mercato. E’ altrettanto vero che una camera d’aria standard paragonabile per caratteristiche di peso e a parità di categoria, supera abbondantemente i 10 euro (prezzi di listino) e non offre le stesse garanzie di longevità e adattabilità di Aerothan.

A cura della redazione tecnica, immagini della redazione tecnica.

schwalbe.com

Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.