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Scialpinismo primaverile: 5 gite nel Ghiacciaio dei Forni

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Fra i vari posti dove praticare scialpinismo primaverile, la zona del Ghiacciaio dei Forni – in Alta Valtellina – offre tantissime possibilità fino a fine stagione. Vediamo insieme qualche gita da mettere nella propria to do list*.

Ghiacciaio dei Forni, come arrivare

Il Ghiacciaio dei Forni è situato in Valfurva, in Alta Valtellina, Lombardia. Da qualsiasi punto arriviate dove puntare a Bormio ed entrare in Valfurva. La strada prosegue passando da varie frazioni fino a Santa Caterina, ultimo paese della valle. All’imbocco del paese si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni per i rifugi. Al parcheggio della Fonte bisogna fermarsi a fare il ticket per proseguire sulla Strada dei Forni, che è regolamentata al traffico. Con il ticket sul cruscotto proseguite in salita fino al grande parcheggio sotto al Rifugio Forni posto a quota 2150 metri circa.

Tutto il territorio si sviluppa nel Parco Nazionale dello Stelvio, in ambiente fragile e controllato. Tenetelo presente quando vi recate qui per sciare.

La maggiorparte delle gite si svolgono su ghiacciaio, per questo ricordatevi di portare con voi tutto il materiale necessario a questo terreno.

Pizzo Tresero

Tra le più classiche mete scialpinistiche della zona c’è la salita al Pizzo Tresero (3594 m), sentinella della Valfurva. La gita non presenta grandi difficoltà nei suoi 1500 metri di dislivello, ad eccezione del fatto che si passa sotto qualche grande seracco nella parte alta della gita. Se l’innevamento lo consente si arriva in vetta con gli sci, o si portano in spalle per un trattro brevissimo.

A questo link trovate i dettagli della gita e la traccia GPS.

Punta San Matteo

Dopo aver salito e sciato il Tresero, dovete assolutamente mettere in conto di andare a Punta San Matteo. Lo sapevate che questa montagna ha visto il conflitto armato più alto in quota fino a quando il record è stato battuto in medio oriente?

Il San Matteo offre delle bellissime sciate e non presenta grandi difficoltà. In salita il punto più difficile da superare, perchè spesso si trova ventata, è la spalla prima di arrivare al grande pianoro prima della vetta.

A questo link trovate i dettagli della gita e la traccia GPS.

Monte Cevedale

Mentre le gite precedentemente citate si trovano nella pianoro occidentale del ghiacciaio, ci sono tantissimi altri classici in Val Cedec e in Val Rosole. Tra i classici della Val Cedec va senz’altro nominato il Cevadale, meta ambita da tantissimi alpinisti e scialpinisti che la salgono da tutti i versanti. Il ghiacciaio del Cevedale è molto seraccato: bisogna attraversarlo con dovuta prudenza.

A questo link trovate i dettagli della gita.

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Gran Zebrù

Ben più difficile delle altre gite, ma di estrema soddisfazione alpinistica, il Gran Zebrù è una montagna che regala sempre forti emozioni. Si arriva all’imbocco del collo di bottiglia con gli sci ai piedi, ma da qui bisogna effettuare tutta la salita con gli sci in spalla.

Con un po’ di concentrazione e di sudore si arriva in fondo alla giornata, portandosi a casa dei ricordi indimenticabili.

A questo link trovate i dettagli della gita e la traccia GPS.

Le 13 cime

La houte-route dell’Ortles Cevedale! Percorsa prevalentemente in estate, può anche essere compiuta con gli sci ai piedi. Una bella avventura, per chi ha voglia di mettersi in gioco sul serio!

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Punti d’appoggio nel Ghiacciaio dei Forni

Anche se le gite di cui abbiamo parlato sono tutte fattibili in giornata (ad eccezione delle 13 cime), si può pernottare in rifugio per avere un campo base dal quale spararsi una gita dopo l’altra. Per pernottare, mangiare o bere una birra potete visitare il Rifugio Branca, il Rifugio Pizzini e il Rifugio Forni. Sulla strada dei forni c’è anche il Rifugio Stella Alpina, aperto tutto l’anno.

 

* per ogni gita bisogna considerare il proprio allenamento, le proprie capacità e le condizioni nivo-meterologiche. Se avete dubbi prima di programmare la vostra gita contattate le Guide Alpine locali.

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Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.

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