Selle Italia lancia la nuova Novus Boost Evo

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Quando Selle Italia lanciò il progetto SP-01 Boost, da molti venne visto come un azzardo, la volontà di fare una sella nuova ai limite dell’eccesso. Una sella corta per il ciclismo quotidiano e non solo per le prove contro il tempo e le bici da crono. Oggi le selle corte sono un punto fermo del mercato.

Selle Italia lancia la nuova Novus Boost
Novus Boost Evo in action

Novus Boost Evo e non solo

La versione Evo che vi presentiamo in questo spazio è l’evoluzione della Novus che era già presente in gamma. Ve la ricordate? La prima versione della Novus risale al 1994, ma qui di seguito riprendiamo il nostro test di Giugno 2018, della Novus Boost Superflow.

Selle Italia Novus Boost, la sella corta e comoda

Anche se non è trascorso molto tempo, da allora fino ad oggi il segmento delle selle corte si evoluto parecchio e con lui tutto quello che ruota attorno a questa categoria: biomeccanica, concetti di posizionamento in sella e studio degli appoggi. L’obiettivo è sempre quello di massimizzare la performance atletica del corridore, ma senza dimenticare il comfort e ancor prima le caratteristiche soggettive dell’individuo. Ecco perché la novità non si ferma solo alla Novus Boost, ma sconfina in una evoluzione di tutto il sistema IDMatch. Ma andiamo per ordine.

Le caratteristiche della nuova sella

La peculiarità sta nel fatto che la Novus Boost Evo è una sella con design waved, non piatta e adatta a chi ha una rotazione pelvica posteriore. Cosa significa? Un prodotto sviluppato per chi scarica i glutei e la zona lombare verso il posteriore, nel momento in cui si piega in avanti. A conferma di quello che vi stiamo scrivendo, la nuova Novus Boost Evo è stata disegnata nella sola versione L3 IDMatch (240×145 mm, lunghezza e larghezza).

Le differenze con le altre della gamma

Prima di andare alle versioni del prodotto, ci sembra corretto fare una panoramica delle selle Boost, in mod da avere un quadro ancor più completo.

  • Selle Italia SLR Boost e SP-01 Boost, adatta a chi ha una rotazione pelvica neutra e si, capace di adattarsi a differenti shape in fase di seduta.
  • Flite Boost, ovvero uno dei simboli in termini di sella flat, con seduta piatta. Questo prodotto si rivolge a quegli atleti che hanno una rotazione pelvica anteriore. In questo caso, l’individuo ha una notevole elasticità lombare e si piega in avanti senza dover scaricare lombi e glutei all’esterno del corpo.

Quattro versioni e i prezzi

È realizzata in quattro versioni, con rail in Carbonio (+10mm), in TI316, in Manganese e un’inedita versione con rail in Fec Alloy per permettere al consumatore di beneficiare di una ulteriore fascia di prezzo.

La versione Kit Carbonio Superflow presenta un rail più lungo di 10 mm per una maggiore escursione nella regolazione della sella.

  • La Novus Boost Evo Kit Carbonio Superflow: 269,90 euro
  • Versione Novus Boost Evo Superflow (TI316): 199,90 euro
  • Novus Boost Evo TM Superflow: 99,90 euro
  • E la Novus Boost Evo Superflow (Fec Alloy): 79,90 euro

IDMatch e la rotazione pelvica

Il sistema idmatch sviluppato nel reparto ricerca e sviluppo di Selle Italia. Un’esperienza certo, ma anche un dato oggettivo per migliorare la posizione in sella, a favore della prestazione, della comodità in sella e durante lo sforzo fisico. Il protocollo permette, attraverso precisi strumenti di misurazione, di individuare la taglia della sella ideale e la migliore posizione in bicicletta, in maniera soggettiva, ciclista per ciclista. Con la presentazione della Novus Boost Evo, abbiamo evidenziato il grado di rotazione pelvica, una valutazione che si aggiunge alla filosofia rotazione pelvica idmatch.

Come si identifica la rotazione pelvica?

I parametri sono due e alternativi tra loro:

  • da una parte il comportamento dinamico o statico del soggetto in sella durante la pedalata e dall’altra il movimento della rotazione pelvica quando il ciclista non è sotto sforzo. Identificare il “profilo” del ciclista è piuttosto semplice: quello “dinamico” si muove molto sulla sella, alla ricerca naturale di diverse posizioni; mentre quello “statico” tende a tenere il bacino fermo e una posizione stabile anche per lungo tempo.
  • Per valutare la rotazione pelvica c’è un modo semplice e preciso, che prevede di posizionarsi in piedi con le spalle, i glutei e i talloni adiacenti al muro: se la distanza tra la parete e la parte bassa della schiena è molto evidente, si tratta di una rotazione anteriore del bacino, mentre se la lombare tocca il muro, allora la rotazione è posteriore. Esiste poi una posizione neutra quando, appoggiandosi a un muro, la curva lombare è allineata in modo naturale con il resto della colonna vertebrale.

selleitalia.com

 

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