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Shimano Dura Ace disco

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Parliamo continuamente di futuro ma in realtà tutto è pronto, l’universo delle bici road con i freni a disco è “ready to go” e in un certo senso “ready to race”; ora tocca al mercato recepire i nuovi standard e piattaforme di utilizzo. Nel corso del camp in Calpe, costa spagnola meridionale, lo staff del marchio giapponese ha presentato il sistema a disco idraulico abbinato al protocollo Di2 elettronico, oltre alle ruote C60 e C40, sempre con predisposizione al disco. Lo abbiamo provato nel corso di una giornata fredda, bagnata, con tanta neve, all’interno di un percorso vallonato reso esigente dalle condizioni meteo: sotto il profilo estetico, per i puristi dell’estetica, potrà anche non piacere e lasciare qualche dubbio ma in fatto di efficacia e prontezza d’azione, Shimano Dura Ace Di2 Hydro Disc fa dimenticare in fretta il passato.

 

Si parla sempre di più delle bici road con i dischi, la nuova frontiera del mercato delle bici da strada, un tormentone ormai. Eppure c’è tanto da scoprire perchè Dura Ace Di2 Hydro Disc è tutto nuovo, capace di stravolgere e cambiare completamente quanto visto fino ad oggi in questa categoria ( anche per chi come noi, ha un background che arriva dalla mtb). Buona parte del suo sviluppo arriva dalla piattaforma XTR ( off road) di ultima generazione, con opportuni adattamenti dell’impianto idraulico, delle pinze e dei freni, oltre al design degli shifter Sti Di2 con funzionamento idraulico ( per la parte dei freni).

Come fatto in precedenza per la presentazione del Dura Ace R-9150 Di2, cerchiamo di fare una sorta di sezionamento della versione disco in questione, cercando di fare ordine e di approfondire il più possibile.

GLI SHIFTER STi Di2 Hydro

Adottano un design che in questa ultima versione è una sorta di family feeling voluta dai tecnici del marchio giapponese, in modo da avere subito il medesimo approccio quando si sale sulla bicicletta e si impugnano le leve. Il primo aspetto che colpisce è l’azione di snellimento che è stata compiuta rispetto al passato, con l’eliminazione del voluminoso prolungamento verso l’alto che caratterizzava i vecchi STi, funzionali ma poco race all’impatto visivo. Rispetto alla versione che equipaggia i freni tradizionali caliper, le differenze sostanziali sono nascoste sotto i gommoni poggiamani, nella zona dei pulsanti di setting ( nella parte superiore dei manettini). Nonostante ci sia stata una riduzione nelle dimensioni, il sistema di pompaggio è maggiormente efficiente, fluido, permette di integrare meglio i tubi idraulici, ha un aspetto maggiormente race, è più aerodinamico ed è studiato per lavorare al meglio e far lavorare in modo ottimale le pinze flat mount. La meccanica che permette di agire sull’impianto è posizionata dietro alla leva e non più sopra come in passato La profondità delle leve ( il reach) è regolabile. Le immagini che vedete di seguito, mettono a confronto i manettini idraulici ( prima foto) con quelli tradizionali (seconda foto)

LE PINZE FLAT MOUNT

Sono state studiate appositamente per il reparto road, con un pistone interno in vetro ceramica, stabile e dal peso ridotto, immune ai cambi di temperature repentini e sensibile ai cambi di pressione: ad esempio quando il corridore aziona solo in minima parte la leva del freno. Il pistone, cosi’ composto reagisce meglio e non si deforma con temperature elevate, a tutto vantaggio di una maggiore stabilità e durata del liquido interno ai tubi. La struttura della pinza, in alluminio, ha un design maggiormente compatto rispetto al passato e necessita di un frame e di una forcella con predisposizione apposita: le pinza flat mount non possono essere montate sui telai mtb, solo per fare un esempio. Questa serie Dura Ace nasce per dischi dai diametri di 160 ( i più utilizzati)e 140 millimetri. Il rinnovamento ha coinvolto anche i tubi per il passaggio del liquido, appositamente studiati nei diametri e nei materiali, per garantire un’efficacia costante anche in caso di flessioni non volute e per resistere meglio ad un calo drastico della temperatura esterna, facendo rimanere fluido il liquido ( di base minerale). Queste guaine sono le medesime usate per gli impianti XTR mtb di ultima generazione. La dimensione delle pastiglie (pads) è ridotta rispetto alle versione specifiche per mtb.

I DISCHI

Sono oggettivamente belli al primo impatto, tanto eleganti quanto aggressivi, un design che garantisce rigidità e un’ascesa limitata delle temperature. I fori hanno delle forme ed un posizionamento differente rispetto alla vecchia edizione, soluzione votata alla dissipazione del calore ma che tiene conto anche di una riduzione dell’impatto frontale nello spazio. I dischi, nella loro porzione posteriore e interna, vicino al serraggio con il mozzo, hanno del materiale ( una sorta di alette) che tende ad irrobustire e rendere ancor più rigido il rotore, oltre a scaricare il calore che è generato durante le discese più lunghe, in modo che quest’ultimo non vada ad inficiare il funzionamento del mozzo e della chiusura del disco.

Questa nuova generazione di prodotto è caratterizzata dalla tecnologia di raffreddamento Ice Technology Freeza, un upgrade della precedente Ice Tech. La disponibilità, per quanto concerne il serraggio, è doppia, Center Lock e 6bolts ( 6 viti).

LE RUOTE

Un breve cenno alle nuove ruote C40 e C60 full carbon disc brake, disponibili nelle versioni per tubolare, clincher (copertoncino, tubeless ready) . Le prime hanno un profilo di 40 millimetri, completamente in carbonio con un peso di circa 1400 grammi (versione tubolare) e 1700 grammi circa per il secondo pacchetto. La larghezza totale del cerchio è di 28 millimetri (tubolare), 23 mm invece per l modelli tubeless/clincher ( con canale interno da 17 mm), piuttosto bombato e voluminoso nella parte centrale, arrotondato nella porzione superiore vicino ai nipples. La raggiatura, 24 raggi in totale per l’avantreno e il retrotreno, con profilo aero, adotta una soluzione di incrocio in seconda, ad eccezion fatta per il lato non drive del mozzo posteriore, con soluzione radiale. I mozzi sono abbondanti nei volumi ma non esagerati, con una elegante finitura polish black/silver e delle flange leggermente rialzate ed alleggerite. Le dimensioni: partendo dal presupposto dell’asse passante ( è possibile utilizzare anche il kit per il quick relaise), l’anteriore supporta un asse passante da 100×12 mm, il posteriore da 142×12 mm. La prima immagine si riferisce all’asse posteriore, la seconda all’anteriore.

Le C60 adottando le stesse soluzioni per il loro sviluppo, con la differenza di un cerchio alto 60 millimetri e l’aggiunta di un millimetro di larghezza totale del cerchio ( che passa da 23 a 24 mm) per le soluzioni clincher/tubeless. Le C60 hanno valori alla bilancia compresi tra i 1500 grammi circa (tubolare), per passare ai 1650 grammi circa nel modello tubeless. Nelle foto trovate il modello C60.

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