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Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro

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Si parla e si scrive di Shimano Dura Ace Di2 12 velocità. L’azienda giapponese lancia la nuova piattaforma che comprende il pacchetto Dura Ace R9200 e Ultegra R8100. Entrambi saranno disponibili nella configurazione con i freni a disco e calipers, ma con la sola piattaforma Di2. Una rinnovata interfaccia che fa collimare la soluzione Wireless e la batteria con il cavo. Sono tante le tecnologie in comune, per un sistema Dura Ace che migliora ulteriormente le performances della versione precedente e con l’Ultegra che alza l’asticella della gamma media. Entriamo nello specifico. Di seguito vedrete le immagini e i dettagli del pacchetto Shimano Dura Ace, con alcuni richiami ad Ultegra. Quest’ultimo lo vedremo meglio in futuro quando avremo l’opportunità di toccarlo e provarlo in modo sostanzioso come nostra abitudine. Durante la presentazione abbiamo visto, toccato con mano e lavorato solo sulla configurazione disco.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro
La nuova guarnitura

Shimano Dura Ace e Ultegra, ci sono anche le ruote

Shimano Dura Ace Di2 R9200 e Ultegra Di2 R8100, le due trasmissioni che nel linguaggio comune saranno identificate come le 12 velocità di Shimano. Dal punto di vista tecnico si tratta di una rivoluzione per l’azienda giapponese, che va a proporre una piattaforma con un funzionamento ibrido, capace di combinare il wireless al cavo elettrico e alla batteria e che, al tempo stesso-abbandona i cambi meccanici. Al pari delle trasmissioni nasce anche la nuova famiglia di ruote, con tre prodotti per tre profili diversi: C36, C50 e C60. Ma in merito alle ruote dedicheremo un articolo specifico nei prossimi giorni. Ora ci concentriamo sulle trasmissioni.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro
Durante la presentazione ufficiale di Shimano, abbiamo affrontato la salita di Luz Ardidenne, la medesima percorsa dal TDF 2021. Qui la bici utilizzata, Canyon Aeroad CF SLX con le ruote C36 TL (tubeless).

Un cuore ibrido

Si è proprio così, i nuovi Dura Ace e Ultegra Di2, adottano un doppio protocollo di funzionamento per il pacchetto della trasmissione. I due shifters non sono collegati via cavo, ma comunicano con il bilanciere posteriore in modalità wireless. A sua volta il cambio posteriore è collegato ad una batteria interna al telaio della bicicletta e con il deragliatore, tramite un cavo dal diametro ridotto (rispetto al passato), di matrice identica a quello utilizzato per l’unità elettrica EP8 (quella delle e-bike). Stiamo scrivendo di una trasmissione che nella sua totalità è più veloce del 66% rispetto alla versione precedente, con infinite possibilità di customizzazione e che permette di semplificare le operazioni di montaggio e manutenzione.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro
In questo le Shimano Dura Ace C60 TL.

Gli shifter, maggiore e migliore appoggio per le mani. Ma c’é di più…..

E’ sempre bene iniziare da quello che vediamo con i nostri occhi e che possiamo toccare, accarezzare e percepire in modo diretto. Questi sensi ci permettono di capire meglio anche quello che rimane celato e nascosto.

I due manettini, rispetto alla versione precedente, sono stati completamente rivisti, nelle forme e nella sostanza.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro

Sono wireless

Loro stessi sono una sorta di centro di controllo indipendente e comunicano in modalità wireless con il cambio posteriore, senza cavi. Immaginiamo uno scambio di dati più lento rispetto al passato? Tutt’altro, perché i numeri ci dicono di una rapidità di cambiata maggiore e quantificabile nel 58% (facendo il confronto con il Dura Ace Di2 precedente e combinando lo shifter con il motorino di azionamento del bilanciere posteriore). Centesimi di secondo è vero, ma che nell’economia di una performance sempre più estremizzata, fanno la differenza.

nuovo shimano dura ace 12s

I due shifter funzionano grazie ad una batteria CR1632 (una per parte), che è nella parte alta ed interna del manettino. La sua durata è stata quantificata in 18/24 mesi, lasso temporale che varia anche in base alle condizioni atmosferiche e dall’intensità di utilizzo.

Non è solo una questione di numeri

L’ergonomia dell’intero comparto è un altro aspetto che merita di essere argomentato ed approfondito.

  • Le leve, in materiale composito, sono svasate verso l’esterno e i quattro pulsanti (due per ogni leva) hanno uno spessore maggiorato di 1,5 mm, se messi a confronto con la versione Di2 anziana. Tradotto: maggiore e migliore feeling anche nel caso si vadano ad affrontare situazioni al limite della guidabilità ottimale del mezzo. I pulsanti così disegnati offrono dei punti di contatto sempre ottimali. La corsa delle leve è regolabile.

shimano dura ace r9200

  • La superficie di appoggio del palmo della mano è stata aumentata, così come l’ampiezza inferiore del manettino (4,6 millimetri). Questo si traduce in un comfort aumentato, maggiore sicurezza in fase di presa alta e accessibilità maggiorata verso le leve ed i pulsanti della trasmissione. Al pari dello shifter è stato cambiato anche l’inserto in gomma dove appoggia il palmo, grippante e confortevole anche nel caso non si utilizzi il guanto. Su entrambi gli shifters sono stati mantenuti i pulsati alti, che trovano diverse possibilità di configurazione: per la cambiata anteriore e/o posteriore, per ottimizzare le funzioni automatiche della trasmissione, oppure per cambiare le pagine del bike gps device.
I manettini contengono un piccola batteria “a moneta”

I terminali alti dello shifter sono curvati verso l’interno del manubrio e nelle fasi di pedalata fuori-sella, trasmettono un senso di rigidità maggiore. Inoltre, ci sono anche due led, utili a verificare lo stato della batteria CR1632. Il meccanismo interno, quello relativo all’impianto frenante è stato cambiato, migliorato ed evoluto, con l’obiettivo di creare un sistema sempre efficiente e con un feeling ottimale.

Il Servo Wave, tanta roba per la frenata

Ora è integrato il Servo Wave (al pari dei sistemi frenanti mtb, XTR e XT), una sorta di servo assistenza alla leva che ha il compito principale di diminuire drasticamente lo spazio vuoto dell’azione frenante, rendendo questa più efficace e modulabile fin dalle prime battute. Questa soluzione permette di aumentare anche la potenza della frenata (grazie anche all’ergonomia della leva). Non in ultimo la possibilità di associare alcuni pulsanti aggiuntivi (detti anche switch), anche questi cambiato rispetto al passato, particolarmente apprezzati da scalatori (versioni al manubrio) e dai velocisti (nascosti nella curva per la presa bassa).

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Doppio pairing, via app e con il cavo al pc

Non possiamo dimenticare il codice QR che è impresso sul lato interno dei pulsanti, fondamentale per scansionare ed attivare il pairing della trasmissione e configurare la stessa con la app E-Tube dello smartphone (Android ed iOs).

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro
La nuova Pinarello Dogma F con la trasmissione Shimano Dura Ace R9200 Di2 e le ruote C50 TL.

Il comparto della trasmissione

Andiamo per ordine, cercando di suddividere le varie sezioni. Nella nostra descrizione e nell’immaginario è composto dal bilanciere posteriore e dal deragliatore, dalla guarnitura e dalla catena, senza dimenticare i pignoni. Sintetizza al meglio e a nostro parere l’evoluzione delle trasmissioni Shimano Dura Ace e Ultegra, sempre funzionali e capaci di far collimare la sostanza dei materiali, senza troppo fronzoli, la funzionalità e la precisione.

La sintesi di un percorso evolutivo

Argomentiamo un comparto che sfrutta anche le ricerche in fatto di penetrazione ottimale dello spazio, perché ogni dettaglio conta e che riprende una soluzione “safety oriented” già adottata nella versione precedente e che ci è piaciuta particolarmente. Ovvero gli ingombri contenuti verso l’esterno del cambio posteriore, per una salvaguardia del bilanciere, del forcellino e del telaio della bicicletta. Prima di approfondire vogliamo fare menzione ai pesi dichiarati dei pacchetti completi. 2506,5 grammi per il Dura Ace, senza power meter e nella configurazione 52/36 e 11/30. Mentre l’Ultegra viene dichiarato a 2706,5 grammi, nella stessa configurazione.

Il cambio posteriore

Partiamo dal cambio posteriore, con un design che a tratti ricorda l’XTR da mtb, ma che in realtà ha un concept tutto suo. Il corpo è in alluminio, con il braccio in materiale composito. Ha un design molto aggressivo, aerodinamico e al tempo stesso asciutto, capace di contenere gli ingombri verso l’esterno della bicicletta una volta posizionato sul pignone da 11 denti. Questo significa una buona protezione in caso di caduta, per il cambio e anche per forcellino e telaio.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro
La porta di ingresso del cavo.
Il bilanciere visto da sotto, dove si nota anche il pulsante di controllo che sostituisce di fatto il “vecchio brain” (centralina).
Cambiare è solo una tra le varie funzioni

Nella totalità, il bilanciere supporta 4 funzioni: quella di cambio vero e proprio, centralina di comunicazione con gli shifter wireless, distribuzione dei segnali di cambiata e porta di accesso del cavo di ricarica della batteria interna (e di accesso alla app del pc). Cosa significa tutto questo: prima di tutto che sono stati eliminati la centralina esterna (quella che in precedenza era posizionata sul tubo obliquo della bici, oppure al manubrio) e l’antenna D-Fly per la comunicazione Bluetooth (che a volte non era inclusa in alcuni montaggi) e tutti i cavi interni che scorrevano nel telaio dall’alto verso il basso.

Il cambio posteriore è un centro di controllo vero e proprio. Qui c’è il piccolo pulsante che permette di attivare il Bluetooth, oppure di mettere la trasmissione in modalità neutra per effettuare le microregolazioni. Il cavo è il medesimo, per trasmissione e power meter.

Anche in questo caso i pignoni Dura Ace. Si nota il design di ingaggio per la ruota libera.
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La ruota libera Dura Ace.

I pignoni 12 speed, il know how off road è importante

Fisicamente il bilanciere supporta le nuove cassette a 12 velocità:

  • 11/28, 11/30 (in entrambi è stato aggiunto il pignone da 16 denti) e 11/34 (il pignone aggiunto, rispetto alle 11 speed è il 34 finale). Le cassette Dura Ace sono in titanio ed alluminio.
  • Due invece sono quelle Ultegra 11/30 e 11/34, tutte in alluminio.

I pignoni Ultegra sono compatibili con la trasmissione Dura Ace e vice versa, comunque con la catena 12 speed Hyperglide+ (che è la stessa utilizzata per la piattaforma 12 velocità off road, XTR e XT). Una nota interessante per gli utenti, che riprenderemo successivamente quando approfondiremo il comparto ruote, è quella che si riferisce agli ingombri dei pignoni: le dodici velocità hanno la stessa larghezza e spaziatura delle vecchie 11 (ulteriori dettagli in merito alla pagina delle ruote). Questo si è reso possibile grazie ad una soluzione di design combinata: l’ultimo pignone alto, a prescindere dai denti è leggermente concavo, mentre l’11 ha i denti leggermente convessi (guardano verso l’esterno della bici).

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Il deragliatore

Il deragliatore ha subito un’importante cura dimagrante. È più piccolo e l’area di impatto frontale è stata ridotta del 33%. Il valore alla bilancia del singolo componente è stato diminuito di ben 99 grammi. Rispetto alla precedente versione è più veloce del 45%, rapidità che si nota una volta che viene messo su strada. È collegato con il cavo alla batteria interna al bike frame. Anche la gabbia è stata ridisegnata, eliminando del materiale in eccesso, non fondamentale ai fini della performance del rinnovato sistema.

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Una guarnitura muscolosa e c’é la doppia 54/40

La guarnitura è completamente in alluminio, con bracci cavi (Hollowtech II) e asse passante da 24 millimetri. Stesso diametro delle precedenti versioni e medesima soluzione di accoppiamento al movimento centrale, con l’asse che è un tutt’uno con la parte drive (lato delle corone) e con la pedivella non drive che si estrae. Le corone hanno quattro punti di ancoraggio, tramite bulloneria Torx. Le combinazioni del doppio plateau sono tre per la versione Dura Ace e due per l’Ultegra. Rispettivamente: 50/34, 52/36 e 54/40 (quest’ultima voluta e sviluppata con i team pro), 50/34 e 52/36 per Ultegra. La crankset ha un fattore Q di 148 mm ed è disponibile in ben sette lunghezze, dalla 160, fino alla 177,5 mm (cinque lunghezze per il sistema Ultegra, dalla 160 fino alla 175).

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro

Non dimentichiamo il power meter, anche per Ultegra

I due pacchetti R9200 e R8100 vedranno la disponibilità anche dei power meter integrati nelle guarniture. Già disponibile in versione Dura Ace, comunque rivisto ed aggiornato, è davvero interessante il fatto che verrà prodotto anche per la piattaforma Ultegra, utilizzando la medesima tecnologia e concept del top di gamma (tra le funzioni spicca sicuramente la rilevazione bilaterale. La batteria è ricaricabile e a lunga durata, si parla di oltre 300 ore di utilizzo con una sola carica).

shimano dura ace 12s
I power meter Shimano lavorano una rilevazione bilaterale. Questa è un’immagine del sensore applicato alla parte drive (quella delle corone).

I misuratori di potenza entrano ufficialmente anche nella gamma media e con la possibilità di averli già montati al momento dell’acquisto.

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La batteria rinnovata nel terminale dove si innestano i cavi.

Elettronica da toccare e remota

Ci confrontiamo con una piattaforma (la gestione per Shimano Dura Ace e Ultegra è la stessa) che fa dell’elettronica e della personalizzazione, dei punti forza che nascono dal passato e che si sono evoluti al pari delle trasmissioni e delle tecnologie fruibili in ogni epoca. Ricordando che la prima trasmissione Shimano Di2 è datata 2009, rispetto ad allora i passi in avanti sono stati enormi. È però importante sottolineare, quanto è la combinazione tra i vari componenti e il perfetto matching delle tecnologie a fare la differenza.

Il pacchetto nella sua totalità fa la differenza

Oltre all’efficacia, qui abbiamo anche una piattaforma efficiente, perché il sistema ibrido consuma il 75% in meno di energia, rispetto al precedente dotato solo di cavi elettrici. Il corpo della batteria è lo stesso ma con dei terminali diversi, per supportare i nuovi cavi e i due ingressi. La stessa batteria garantisce un’autonomia di oltre 1000 km, con una singola carica ( si parla di una distanza ben superiore a quella dichiarata, come per la versione precedente, ma ci atteniamo ai dati forniti e garantiti).

Nuova configurazione di Shimano E-Tube

Come accennato in precedenza, la piattaforma Di2 di ultima generazione ha mantenuto la funzione totalmente manuale della trasmissione e le due automatiche (semi-synchro e full-synchro), customizzabili tramite app e/o pc. Il lavoro che è stato effettuato sull’interfaccia di controllo di E-Tube non è banale, perché sono state implementate alcuni funzioni di controllo e migliorata l’accessibilità con lo smartphone. Il futuro della categoria passa anche da qui.

Impianto frenante più forte e più facile

Le rivisitazioni più importanti riguardano la serie R9200 (Dura Ace). Le pinze sono un monoblocco in alluminio con due pistoni interni e utilizzano la stessa tipologia di pastiglie della versione precedente. Le pinze dell’Ultegra sono sempre in alluminio, ma con due parti che si uniscono tra loro. Il bullone di chiusura e rilascio idraulico sulla pinza è stato separato dal condotto per l’ingresso e lo spurgo del liquido.

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Il classico innesto della guaina idraulica, nello shifter.

Soluzione Servo Wave Action! Tanta roba

Al pari di un’idraulica diversa dei manettini, completata con il Servo Wave, le pinze permettono una spaziatura aumentata del 10% tra pastiglie e dischi del freno. Inoltre, sia Dura Ace che Ultegra, abbandonano il design “pieno” dei dischi, utilizzando il medesimo della piattaforma mtb, più scaricato sulla pista frenante e anche al centro. I dischi sono sempre in alluminio.

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L’asola di scorrimento del pistoncino Servo Wave e in alto la sede (chiusa) della batteria

Cosa significa nell’insieme: abbiamo un impianto che offre un feeling migliore anche a chi arriva dai calipers, che al pari di spazi vuoti minimizzati, permette di “pelare” il freno e di utilizzare lo stesso impianto anche per controllare la direzionalità del mezzo. Questo si traduce anche in frenate più corte, oppure con un’zione perentoria ed immediata, comunque a favore di una longevità aumentata dell’impianto, dei componenti e del liquido interno.

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In conclusione

L’evoluzione, che sia essa positiva e/o negativa ci obbliga a fare delle scelte. Qualche volta sono una strada obbligata, in altre occasioni è la trasformazione di un percorso. La nuova piattaforma Di2 di Shimano, sia essa Dura Ace e Ultegra è in un certo senso la sintesi di queste due considerazioni. L’elettronica e l’ingegneria informatica sono entrati in modo esponenziale nel quotidiano di ognuno di noi, nello sport così come nelle normali attività. Così è per il cambio e la trasmissione di una bicicletta, uno strumento ricercato e complicato, che esige la perfezione in ogni piccolo dettaglio e che al centro ha sempre un’enorme variabile: l’uomo.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro

L’atleta può essere modificato, migliorato, ma sarà mostrerà sempre dei limiti, rispetto alla possibilità di plasmare una tecnologia. La stessa tecnologia, se opportunamente personalizzata, permette inoltre di limitare le influenze negative delle variabili in gioco. E poi c’è la trasformazione ed il sacrificio: chi avrebbe mai pensato che le gloriose trasmissioni meccaniche, venissero sostituite da quelle a batteria? Evoluzione si dice, ma anche necessità produttiva e dell’industria moderna. Con tutta probabilità, al giorno d’oggi costa di più mantenere una piattaforma meccanica che in termini di utilizzo offre minori garanzie di precisione rispetto ad un sistema controllato da un chip elettronico. Integrazione, funzionalità ed efficienza, con l’obbligo (e la necessità) di azzerare il più possibile le variabili in gioco. In questi anni, chi ha imparato a sfruttare le potenzialità di un cambio elettronico, difficilmente vorrà tornare ad una trasmissione meccanica.

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Il primo assaggio

Le prime ore di test ci dicono di un sistema che ha migliorato ulteriormente quello già esistente, più veloce e fluido (in particolar modo sul deragliatore anteriore nella fasi di risalita e discesa, ma anche in fase d’ingaggio della catena dalla corna piccola a quella grande) e molto più silenzioso. Anche l’impianto frenante è stato reso “più facile” e prestazionale al tempo stesso, meno invadente anche dopo le lunghe pinzate, quando il rumore dei dischi sulle pastiglie poteva creare dei fastidi e dei dubbi. Sarà il tempo e le ore di test che effettueremo in futuro a trasmetterci le reali performances dei nuovi Dura Ace e Ultegra Di2.

Shimano Dura Ace R9200 Di2 12 velocità, il futuro

La prossima puntata sarà interamente dedicata alle ruote.

a cura della redazione tecnica, immagini della redazione tecnica e Courtesy Shimano (Irmo Keizer e Andreas Dobslaff).

shimano.com

 

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