Shimano e il quiz per vincere i pedali DuraAce

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concorso shimano
shimano s-phyre

Shimano e il concorso che mette in palio 15 coppie di pedali Dura Ace. Il concorso è attivo fino al 31 Ottobre, ecco alcuni dettagli.

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Questa è l’ultima versione del pedale Dura-Ace, il premio del concorso.

Bastano 3 domande corrette

Come accennato, il concorso promosso da Shimano offre l’opportunità di vincere una coppia di pedali top di gamma Dura-Ace, piattaforma che non necessita di presentazioni. Attraverso il link attivo, qui di seguito

https://vincipedaliduraace.leevia.com/

è possibile rispondere ad alcune domande. Sono sufficienti tre risposte esatte e si accede all’estrazione.

15 coppie di pedali Shimano in palio

Le coppie di pedali Dura-Ace in palio, sono quindici in totale ed è possibile rispondere alledomande fino al 31 di Ottobre.

Alcune caratteristiche tecnica dei pedali

Alcune caratteristiche principali di questi pedali: questo prodotto è identificato con la sigla R9100, ha la struttura in carbonio ed è disponibile anche in una versione con asse allungato di 4 mm. Ha un valore alla bilancia di 228 grammi (dichiarati), ma è concepito per essere rigido e longevo. Trova la combinazione ottimale con le tacchette Shimano Road SPD-SL, disponibili in tre versioni: gialle, blu e rosse. Ogni colore permette una libertà di movimento sul pedale (ad esempio la rossa è fissa).

a cura della redazione tecnica

altre informazioni sono disponibili

bike.shimano.com

 

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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