Sport, bicicletta, ciclismo e business

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Tour of the Alpes 2019— 1 tappa Kufstein-Kufstein km 144 Il vincitore Tao Geoghegan Hart (Gbr). Kufstein, Austria, 22/04/2019. photo:Pentaphoto/Alessandro Trovati.

Lo sport e il business viaggiano paralleli, perché lo sport di oggi è business sotto tutti i punti vista, che piaccia oppure no e il ciclismo è parte integrante di questo circus. Il ciclismo, in particolare in Italia e in Francia è avvolto da una sorta di velo epico, viene narrato citando ricorsi storici. Il ciclismo e la bicicletta lo immaginiamo con i film in bianco e nero, uno sport di sacrifici, rinunce e sofferenza, rendendoci conto che la sua storia spesso diventa un peso e un freno (forse è anche per questo motivo che nazioni come la Gran Bretagna, l’Australia, i paesi del nord Europa sono cresciuti in modo esponenziale nel ciclismo e così il loro business sportivo).

Garnich – Luxembourg Vollering Demi (Netherlands / Parkhotel Valkenburg) pictured during Festival Elsy Jacobs 2019 – prologue – Kahler to Garnich – women’s cycling race in Garnich. Anche il ciclismo femminile è fortemente alla ribalta, una sorta di nuova frontiera e opportunità, oggetti di ingenti investimenti da parte delle aziende.

Il ciclista fà fatica a vedere ed interpretare la propria passione come uno strumento di business, talvolta schiacciato dal confronto con il calcio, eppure tutto lo sport è uno strumento di business, a qualsiasi livello. Perché? La prima risposta è molto semplice, lo sport nasce dalla passione e questa non ha prezzo, ognuno di noi nel suo piccolo è disposto a spendere denaro, investire del tempo sottraendolo alla famiglia e al lavoro, il tutto per dare sfogo all’ego e alla passione, alla gratificazione personale. Giusto, sbagliato? Chi può dirlo, ognuno ragiona con la propria testa, lo fa in modo soggettivo, diventa responsabile delle proprie decisioni e come abbiamo scritto in una pubblicazione precedente, ogni testa è un mondo a se.

La partenza dell’ultima edizione della Granfondo Tarros Montura Città di La Spezia, ben oltre i 2000 partecipanti.

La passione come obiettivo, motivazione, traguardo, opportunità, ambizione o semplice sfogo, proprio come lo sport. Da li al business il passo è molto breve, d’altronde si fanno dei sacrifici nella vita di tutti i giorni per poi avere le attrezzature migliori ( e spendere delle ingenti quantità di denaro) per fare sport, per fare del movimento, per stare bene, per essere in salute, per essere a “posto con se stessi”. Lo sport (il ciclismo ne un esempio) è anche immagine. Lo sport e l’attività fisica “diventano una necessità”: lo dicono gli spot pubblicitari che hanno come soggetto la salute del cittadino. Lo dicono gli studi universitari, di atenei famosi e Pincopallino. Su 10 messaggi che vediamo passare sui canali social, il 50% di questi ci fanno ricordare lo sport. Oggi come oggi ogni disciplina sportiva è un veicolo che è in grado di portare e trasmettere dei messaggi diversi tra loro, ovunque, senza barriere: si promuove il turismo, la cultura, le abitudini, il territorio, lo sport stesso e quello che è interessante sottolineare è che vi è un coinvolgimento che va ben oltre la categoria, che interessa molte aziende extrasettore.

Il Giro di Sicilia 2019 – stage 2 from Capo D’Orland to Palermo. Proprio Toyota, attraverso il ciclismo e la fornitura delle auto al servizio neutrale Shimano, ha lanciato una campagna per le auto ibride.

Per noi ciclisti, ci sono due esempi: il Giro d’Italia e il Tour of the Alps. Se per il primo si parla di un fatturato che sfiora i 70 milioni di euro e molti di questi soldi arrivano dall’esterno ( il Tour de France fa più del doppio), per il secondo evento citato, l’obiettivo principale è quello della promozione di un territorio a cavallo delle Alpi, tra Austria e Italia. In entrambi i casi però, il vero successo non è solo lo share televisivo ma l’espandersi e il dilatarsi di un messaggio, utile all’evento stesso e spendibile ad eventuali investitori.

Uno scatto che si riferisce alla Granfondo Bra Bra Specialized 2019, in un territorio che è patrimonio dell’Unesco.

Il ciclismo è una calamita e una fucina che nell’epoca moderna va oltre il mezzo meccanico e che nonostante il “peso” della sua storia stimola curiosità ed interesse. Non si pedala dentro uno stadio, si attraversano territori differenti tra loro, immagini, colori, cartoline, attività all’aria aperta; per guardarlo non si paga il biglietto. Il ciclismo è sport e business, lo ripetiamo, con le sue in bici ricercate e tecnologiche, frutto delle collaborazioni con i produttori di carbonio che si interfacciano con i risultati espressi dalle gallerie del vento, inspirate alle F1, per fare un esempio (sulle maglie del Team Bahrain-Merida c’è il marchio MCLaren).

Un’immagine dell’ultima edizione del Tour of the Alps

Non dobbiamo dimenticare che la bici di oggi è strizza l’occhio all’elettronica, ai power meter, è anche e-bike, computer, dati, software e hardware, aziende che lavorano nel settore informatico. Il ciclismo è alimentazione, integrazione, richiama aziende che operano nel settore medico e della salute, nello sviluppo dei tessuti, della protezione e molto altro. Ciclismo e business, turismo e natura, la bicicletta come nuova frontiera dell’ecosostenibilità, dello urban mobility, ci stiamo dimenticando sicuramente qualcosa. Il business che si genera e che sfrutta lo sport, utilizza il professionismo e l’agonismo come strumento, perché tutti sono attirati dalla competizione ma il core-business ruota a 360°.

Difficile dare numeri precisi ma avete idea di quanto lavoro genera la bicicletta?

a cura della redazione tecnica, foto Bisti e Pentaphoto (Tour of the Alps), CorVos (Shimano), Sara Carena

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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