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Sram introduce il freno caliper direct mount S-900

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Sram ufficializza la produzione e l’inserimento a catalogo dei freni calipers, di tipo direct mount, S-900, per ruote tradizionali, non disco. Potenza e con un feeling di livello superiore, Sram S-900 è il primo freno di tipo direct mount nel catalogo SRAM.

Il sincronizzatore che regola i pattini per un contatto simultaneo sul cerchio, sfrutta un disegno offset: non è posizionato centralmente. Questa soluzione permette di ridurre notevolmente la forza che tende ad allargare i bracci, come anche l’energia che viene dispersa sul telaio e sulla forcella. Il risultato porta ad una migliore modulazione con possibilità di sfruttare tutta la potenza per l’azione frenante, senza spugnosità sulle leve e con un efficace ritorno.

Il freno S-900 entrerà in azione nel WorldTour sulle bici del team KATUSHA ALPECIN e sarà disponibile a partire dal mese di Marzo 2018. Il passaggio ruota è ampio, 28mm, e i pattini sono distanziati per lasciare luce ai moderni cerchi dalla sezione maggiorata. Un set pesa appena 326g.

Compatibile con tutte le leve SRAM ad azionamento meccanico, comprese le SRAM RED eTap. Il freno S-900 permette di creare un insieme completo SRAM per qualsiasi bici che prevede gli attacchi a doppio bullone direct mount e completa un’offerta ampia di differenti categorie di prodotto. Il freno Sram S-900 può essere venduto singolarmente e include i pattini SwissStop Flash Pro. Il prezzo suggerito del corpo freno è di 130 euro (iva inclusa).

foto credits Sram

sram.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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