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Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel

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Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel

La nuova Trek Checkpoint si sviluppa su tre differenti livelli, ognuno con un indirizzo ben preciso: SLR, ovvero la corsaiola, SL, una vera bici gravel experience e la Checkpoint ALR, quella in alluminio della serie Alpha 300.

Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel
La presentazione ufficiale della nuova Trek Checkpoint durante l’Italian Bike Festival di Rimini.

Gravel, racing e adventure, la nuova Trek Checkpoint

Già da un paio di stagioni ci troviamo a scrivere di una disciplina e di un’intera categoria, quella gravel, che conferma il suo dilagare in termini di consensi e delle sue potenzialità (molte ancora inesplorate) anche in ottica futura. Il gravel non è solo un movimento legato alla bicicletta, ma è un punto di unione tra lo sport e il turismo, l’avventura e la scoperta, l’experience nel senso puro del termine.

Non è tutto, perché il ciclismo richiama l’agonismo, che è forse l’espressione più grande del nostro sport, in termini fisici e tecnici. Un motivo, non secondario, per il quale aziende come Trek si orientano allo sviluppo di una nuova piattaforma gravel che prevede una bicicletta con una forte vocazione racing. Come scritto in precedenza, la rinnovata Checkpoint si basa su tre versioni, SLR, SL e ALR.

Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel

Anime diverse

  • La prima è quella “leggera, veloce e performante”, costruita con il carbonio OCLV700 (tessuto composito pregiato, quello che una volta si usava per le top di gamma road) e uno shape aerodinamico delle tubazioni. Inoltre la Checkpoitn SLR utilizza l’IsoSpeed nel profilato orizzontale.
Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel
L’IsoSpeed della SLR
  • Trek Checkpoint SL, in un certo senso è “la viaggiatrice”, costruita con il carbonio OCLV500 e, anche in questo caso viene integrato il dissipatore che sfrutta maggiormente l’elasticità delle fibre del tubo sella (non è presente la guida interna al profilato orizzontale).
  • Infine c’é la ALR in alluminio, che permette di sfruttare un rapporto qualità/prezzo ottimale, al pari di finiture comuni all’alto di gamma (non ha l’IsoSpeed).

Il richiamo alle bici è forte e poi c’é l’aerodinamica

Con particolare riferimento ai due modelli in carbonio, il loro impatto estetico ricorda e riprende il design delle stradali Domane e Madone (ma anche émonda). E poi c’é la geometria definita progressiva, che in questo caso è specifica per il mondo gravel, con un avantreno più lungo di 2 cm se paragonato alla versione Checkpoint della vecchia generazione (anche gli stay bassi del carro sono stati allungati).

C’é la possibilità doppia possibilità di montaggio delle ruote, le 700c, oppure le 650b. A prescindere dalla versione, tutte le Checkpoint sono predisposte per il rotore anteriore del freno con diametro da 160 mm e quello posteriore da 140. A completamento del nuovo progetto Checkpoint, Trek e Bontrager hanno sviluppato la gamma dei borsoni specifici e la piega manubrio GR Elite gravel, con una svasatura esterna di 13° (75 mm di reach e 128 di drop) per quattro misure (38, 40, 42 e 44). Tutte le immagini di questo approfondimenti si riferiscono alla versione SL.

Trek Checkpoint, rinnovata la piattaforma gravel
La versione SL della Trek Checkpoint che abbiamo visto a Rimini, qui la zona del dissipatore e il seat-post tradizionale da 27,2 mm di diametro. Inoltre si vede il ponticello di unione dei due foderi che diventa anche il supporto per il parafango.

Trek Checkpoint SLR

Prima di tutto il significato dell’acronimo SLR: Super Light Race, un aggettivo che non lascia spazio a molte interpretazioni. Il volume e il design delle tubazioni, con alcuni dettagli, ad esempio la zona dello sterzo con i suoi spessori, ricordano da vicino la Madone e la sua aerodinamica. Un parallelo tecnico, che riguarda la scatola del movimento centrale, che è uguale alle bici road, con una larghezza di 86,5 mm e adotta le sedi dei cuscinetti con soluzione T47 (anche per la SL). Questo permette il montaggio di tutte le guarniture che offre il mercato.

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Il frame è costruito con la tecnologia monoscocca e il tessuto composito OCLV700, così come la forcella. La bicicletta integra il dissipatore IsoSpeed che separa il tubo verticale da quello orizzontale. Nel punto di inserzione è presente un elastomero che funge da cuscinetto e da protezione, mentre internamente si sviluppa grazie ad una guida per il movimento orizzontale del piantone. Questa soluzione meccanica sfrutta in minima parte l’elasticità orizzontale del piantone. La forcella è full carbon, adatta ad interfacciarsi con una tubazione dello sterzo che è il naturale passaggio di cavi e guaine. Anche per questo motivo, ad oggi, non è possibile montare una forcella ammortizzata e non è possibile montare un reggisella telescopico.

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Ruote e gomme, molto più che un dettaglio

La bicicletta è ottimizzata per l’impiego degli pneumatici con larghezza di 40 millimetri e con le ruote da 700c è possibile montare anche i 45 (che in pollici corrispondono ad 1,8). Il discorso cambia quando si montano le ruote con diametro da 650b, con gomme che possono arrivare fino a 2,1” di sezione (tradotto in millimetri 53,5).

Trek Checkpoint SLR ha il vano portaoggetti nel tubo obliquo, sotto il portaborraccia: i punti totali di ancoraggio del portaborraccia sono tre. Frame e forcella sono predisposti al supporto dei parafanghi. Il frame è predisposto al supporto dei borsoni. Gli allestimenti sono quattro, SLR 9 eTap, 7 eTap, 7 (con trasmissione Shimano) e 6 eTap, tutti personalizzabili con ProjectOne. Il telaio supporta la monocorona (fino ad un massimo di 46 denti), ma anche il doppio plateau (con la corona più grande che può avere un massimo di 50 denti). Queste caratteristiche tecniche relative alle corone, sono valide anche per la versione SL. Sei invece le taglie disponibili: 49 e 52, 54 e 56, 58 e 61. I prezzi: 11999 euro (SLR 9 eTap), 8499 euro (SLR 7 eTap), 8299 e 6999 (rispettivamente per SLR 7 e SLR 6 eTap).

La versione SL

Dal punto di vista del design e con riferimento al primo impatto estetico, le differenze, rispetto alla SLR sono minime. Cambia la tipologia del tessuto composito, che in questo caso è l’OCLV500, un modulo inferiore rispetto al 700. Questo si traduce in un telaio con un peso leggermente più alto (a parità di taglia) e comportamento differente, a tratti più docile e meno briosa rispetto alla SLR. Cambia anche l’IsoSpeed, che pur adottando la soluzione che separa il piantone dall’orizzontale, espleta la sua performance grazie all’elasticità delle fibre del seat-tube. Quest’ultimo è compatibile con i dropper-post dal diametro di 27,2 mm.

Anche le geometrie sono le medesime dell’altissimo di gamma, dettaglio non banale, che grazie ad un reach aumentato permettono di sfruttare una bici con uno stem più corto (se messo a confronto con il concetto geometrico del passato) e sfruttare a piano le pieghe manubrio con svasatura esterna.

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Una versione “più bikepacking”

La SL è maggiormente adatta ai viaggi e al bikepacking, grazie ad un’ampia possibilità di montare borse e parafanghi. Un breve accenno ai borsoni Bontrager, sviluppati per integrarsi alla perfezione con i vari punti di ingaggio del che mostra la Checkpoint. Come per la versione SLR, c’é il vanno portaoggetti nella tubazione obliqua. Gli allestimenti a catalogo sono tre, SL 7 eTap (6199 euro), SL 6 (4099) e SL 5 (3599), ai quali si aggiunge il framekit (2299 euro).

Trek Checkpoint ALR

Nasce per offrire un’alternativa in più agli amanti del gravel e di chi utilizza la bicicletta anche per spostamenti quotidiani, facendo collimare l’attività fisica. La ALR è una bicicletta con un framekit sostanzioso in lega Alpha 300, ha le stesse geometrie e taglie delle sorelle in carbonio e un’infinità di supporti per borse e parafanghi (sempre considerando la categoria della quale fa parte). Trek Checkpoint ALR non è munita di IsoSpeed, ma è compatibile con i reggisella telescopici da 27,2 mm di diametro.

I prezzi di listino della Checkpoint ALR, disponibile in tre versioni con montaggio completo e un framekit: ALR 5 Driftless (2849), ALR 5 (2449) e ALR 4 (1999 euro), mentre il kit telaio ha un costo di 1049 euro.

A cura della redazione tecnica, immagini di Sara Carena e Trek.

trekbikes.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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