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Tutto è biomeccanica

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Le poche righe che seguono sono un semplice approfondimento, alcune considerazioni che fanno parte di una collana di punti tecnici che svilupperemo in seguito, sulla rivista cartacea ma anche sulla piattaforma web.

Quanto influisce la biomeccanica sulla bicicletta, inteso come mezzo meccanica? L’atleta fa parte del concetto biomeccanica?

A prescindere da come un ciclista esprime il suo gesto, dal segmento a cui appartiene, se semplice appassionato, agonista, professionista, alle prime armi, giovane o vecchio, tutto fa parte della biomeccanica e in qualche modo di questa non si può fare a meno. La posizione in sella e il risultato che arriva da essa è una combinazione di fattori, dal telaio e dalla sua geometria, passando dalla sella (il suo design e le sue dimensioni), dal manubrio, dalla serie sterzo, dalle variabili di quest’ultima che hanno cambiato in toto la bicicletta degli ultimi dieci anni, i manettini del cambio ma anche l’alimentazione che influisce sul benessere fisico e sul comfort quando si pedala (quando in inverso si prende qualche kg, oppure un pò di pancetta dopo le feste, sono fattori che influiscono sulla performance atletica, sulla posizione in bici e di conseguenza sul concetto di biomeccanica): tutto fa parte della biomeccanica.

Lo studio della posizione in sella ottimale è una scienza concreta e tangibile ma non precisa viste le sue enormi variabili, proprio come un corpo umano che cambia e si modifica in continuazione: potremmo dire che una posizione non è per sempre ed è necessario adeguarla man mano in base ai nostri cambiamenti. Siamo stati presenti lo scorso Novembre ad un seminario del dottor Alberto Meneghini, appassionato e ciclista praticante, incontro promosso da alcuni importanti marchi del settore: Selle Italia, Canyon, MG K-Vis, Campagnolo solo per citarne alcuni. Oltre al piacere di ascoltare esperti del settore è stato interessante il vedere che tutte le categorie convergono molti dei loro sforzi e studi verso il miglior posizionamento in bicicletta, di come un ciclista può sfruttare una corretta postura a suo favore, perché un corpo che funziona bene permette un’espressione migliore del mezzo meccanico e i suoi componenti, nel breve, medio e lungo termine.