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Under Armour HOVR Sonic 5 Storm: il TEST

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Under Armour HOVR Sonic 5 Storm, l’autunno ci invade con le sue foglie e i brand propongono scarpe specifiche per le stagioni più fredde e piovose, ecco la proposta di Under Armour testata per voi.

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Membrana sì…membrana no?

Facendo un rapido calcolo, le membrane presenti oggi sul mercato, utilizzate su calzature da running che assicurano piedi sempre asciutti, anche in condizioni limite come giornate piovose o copiose nevicate, sono almeno 4, me ne esiste sicuramente un numero maggiore!

Gore-Tex Invisible fit e Surround

A condurre il gioco, da oramai oltre 20 anni troviamo il brand Gore-Tex che propone differenti soluzioni di membrana traspirante utilizzata dai principali brand di calzature running come Nike e La Sportiva. L’obiettivo è quello di rendere la calzatura impermeabile tanto quanto un capo di abbigliamento che adotta la stessa membrana, senza per questo perdere le caratteristiche di traspirabilità fondamentali per il benessere e il comfort del piede, soprattutto durante le attività di endurance, in cui la sudorazione risulta essere più abbondante.

FUTURELIGHT, la membrana di The North Face

Hanno lavorato insieme per anni…TNF e Gore-Tex, poi un bel giorno di qualche anno fa, The North Face, stufa di pagare royalties a Gore-Tex, ha deciso di sviluppare una membrana traspirante e impermeabile tutta sua. E così è nato il FutureLight, adottato oggi su tutti i principali capi di abbigliamento e calzature da trail running.

Shield, lo scudo di Nike

Il colosso americano, pur continuando il proprio accordo con Gore-tex, ha deciso di creare una membrana che adotta su differenti modelli votati al running estremo sotto la pioggia e a quello prettamente invernale. E’ il caso della nuova Pegasus 39 Shield, che testeremo a breve o della super performante Nike Trail 4 Gore-Tex.

STORM, adesso tocca a Under Armour

Sempre pronta alle sfide e a garantire la massima protezione ai propri affezionati estimatori, Under Armour non poteva sicuramente tirarsi indietro in un challenge tra competitor davvero avvincente.

Nasce così STORM, ovvero l’innovativa tecnologia del brand americano, nata per garantire corpo, mai e piedi asciutti in ogni condizione climatica. E’ questo il caso della nuova Sonic 5 che ho testato nella versione invernale, con tecnologia STORM

Il TEST della Under Armour HOVR Sonic 5 Storm

La parola all’azienda

La UA HOVR™ Sonic è la scelta ideale per i runner che amano la distanza, ma desiderano maggiore flessibilità, traspirabilità e il Form Coaching in tempo reale di UA MapMyRun™ per migliorare la corsa a ogni falcata, che registra e analizza ogni dato della tua corsa per aiutarti a migliorare le prestazioni.

I numeri della Sonic 5

CATEGORIA: road massimo ammortizzamento
TIPO DI APPOGGIO: Neutro
DROP: 8 millimetri
PESO: 281 grammi (Rilevati da noi 322 grammi US 10,5 uomo)

Tecnologie

UA STORM – La tecnologia UA Storm applicata alla tomaia respinge l’acqua senza compromettere la traspirabilità.
Il contrafforte esterno in TPU fornisce una struttura leggera e sostegno per una maggiore stabilità
La soletta sagomata in EVA offre più comfort, resistenza e ammortizzazione per correre a lungo
L’ammortizzazione UA HOVR™ reattiva riduce l’impatto e restituisce energia a ogni passo per spingerti ancora più avanti
Gomma al carbonio nel tallone e in punta per maggiore trazione e resistenza e avampiede in gomma soffiata per restituire energia

DESIGN

Le cuciture se le sono proprio dimenticate! A parte quelle di rinforzo sulle asole dell’allacciatura, la tomaia della Sonic 5 è rigorosamente seamless!

“Molto filante, profilo piuttosto basso

con buona proporzione dei volumi.”

Rocker non eccessivamente accentuato nella parte anteriore, garantendo quindi una buona base di appoggio su tutta la lunghezza del piede. Tomaia molto particolare, con puntinatura di rinforzo differenziata a seconda delle zone di maggior carico e usura. Puntale rinforzato con particolari di supporto applicati a caldo. Contrafforte esterno in TPU ben in evidenza che, oltre ad ottimizzare la tenuta del piede, migliora la linea complessiva nella parte posteriore della calzatura. Collarino molto svasato con particolare arancio fluo per tutta la sua lunghezza, che riprende il logo del brand e quello della tecnologia STORM sui fianchetti.

Intersuola non sovradimensionata, come già detto, che conferma la fluidità di forme della Sonic, come già nella versione precedente, molto apprezzata in sede di test. Particolari catarifrangenti nella parte posteriore della conchiglia che ne migliorano la visibilità notturna, molto utile soprattutto quando si è costretti a correre su strade trafficate.

FINITURE

Beh, dal momento che si tratta di una calzatura sviluppata in modo specifico per correre “anche” sotto la pioggia battente, ma non solo, spero proprio che le finiture, con l’utilizzo, confermino di essere all’altezza! Non è certo il caso di fare dell’ironia, anche perché Under Armour è un brand che basa il proprio successo sui fatti e non su schede tecniche sapientemente compilate da “guru” della comunicazione. Under Armour è ciò che vedi, pochi fronzoli, tanta sostanza. Nello specifico la Sonic 5 è rifinita con grande attenzione, i particolari di rinforzo della tomaia sono applicati a caldo e, se la Sonic 5 funziona bene come la Sonic 4 STORM testat un anno fa, non penso proprio che ci saranno problemi di sorta. La Sonic 5 si dimostra molto solida, ben strutturata e, scusate se mi ripeto, complessivamente molto ben rifinita.

CHIUSURA & ALLOGGIAMENTO

Sebbene il materiale della tomaia non sia particolarmente morbido, l’alloggiamento del piede è di gran pregio, assicurando un ottimo comfort e un’estrema facilità della chiusura dei lacci, grazie alle asole longitudinali direttamente integrate al tessuto della tomaia.

Niente occhielli quindi, ma ripiegature all’interno delle quali i lacci scorrono molto facilmente. Lacci arrotondanti, leggermente elastici, che ottimizzano il fitting e facilitano la personalizzazione della chiusura, che ho comunque trovato molto semplice. Si tirano i lacci dalle loro estremità, un nodo e via, senza bisogno dii intervenire in modo più specifico su ogni asola.

La linguetta è piuttosto spessa, ben imbottita e perfettamente sagomata sullo shape della tomaia per rendere la chiusura confortevole e ben fasciante. L‘alloggiamento del piede non gode di spazi eccessivamente larghi. Io ho una larghezza standard e ho apprezzato lo spazio a mia disposizione. Le dita sono ben avvolte, ma non “costrette”, anche se stiamo parlando di un modello piuttosto affusolato, rispetto per esempio alla Machina o alla Infinite, altri due modelli di casa UA.

IMPATTO INIZIALE

Abituato come sono a correre oramai quasi esclusivamente con calzature dal rocker estremamente accentuato, ritornare con i piedi nella SONIC 5 è stato un po’ un ritorno alle origini! Scarpa che mi piace per la sua semplicità e la sua facilità di rullata, sebbene non abbia il classico rocker con l’avampiede tipo scarpe di Aladino… Un impatto iniziale che mi ha fatto apprezzare la solidità dell’appoggio, privo di vuoti fastidiosi.

Una geometria piuttosto tradizionale in cui si apprezzano tutte le caratteristiche del materiale dell’intersuola, ovvero l’HOVR che si conferma ottimo per ammortizzare, ma assolutamente non troppo morbido. Una buona risposta in fase di spinta, caratteristica dell’HOVR, che pur in assenza di piastre supplementari in carbonio, nylon o fibra di vetro, rende l’azione di corsa della Sonic 5 piuttosto frizzante anche a ritmi contenuti intorno ai 6 minuti per ogni chilometro percorso. La sensazione provata è di comodità e sostegno, due caratteristiche assolutamente non facili da combinare nella stessa calzatura.

Uso con plantari

Da notare l’estrema facilità nell’alloggiamento di plantari supplementari in sostituzione della soletta interna, grazie alla buona abitabilità complessiva, anche della zona dell’avampiede.

COMFORT?  “Grazie HOVR!”

Scarpa complessivamente confortevole, ma non aspettatevi sensazioni da canotto di gomma con intersuola sovradimensionate.

Piuttosto pensate alla Sonic 5 come ad una calzatura sviluppata per far correre i runner a lungo e quindi con caratteristiche che vogliono rispettare la naturale conformazione del piede, sostenendolo il necessario, soprattutto nelle lunghe percorrenze quando si comincia a sentire la fatica.

TRASPIRABILITA’

Nell’uso intensivo l amembrana STORM funziona egregiametne, assicurando un buon interscambio di aria “in&out”, senza compromettere l’impermeabilità, caratteristica di grande pregio di questo modello di calzatura da running.

GRIP

Buona la prima uscita sotto alla pioggia! Il compound della suola regge tranquillamente il confronto con le giornate piovose e gli appoggi insidiosi su asfalto bagnato.

La geometria dei tacchetti, soprattutto nella parte anteriore, grazie alle ampie scanalature su tutta la sua lunghezza, permette una buona deformazione della suola.

Assicurato un buon grip in fase di spinta. Anche in ingresso la suola regge bene il peso del runner e non scivola sull’asfalto bagnato. Ovvio che i limiti su pavé umido ci sono, ma stimao parlando di casi limite e isolati. Quindi la Sonic 5, nata per correre sotto alla pioggia è promossa a pieni voti!

STABILITA’

Spesso, nel descrivere una calzatura, utilizzo l’aggettivo “solida”, che include anche la stabilità complessiva, ovvero… Quando definisco solido un appoggio, intendo dire che il contatto del piede con il suo suolo è stabile e sicuro e soprattutto mi dà sicurezza, senza invadere o costringere troppo quello che è il movimento naturale della rullata.

La Sonic 5 è stabile, teine bene il piede e, anche se si tratta di una scarpa nata per chi ha appoggi neutri, può essere utilizzata tranquillamente anche da runner con problemi di leggera pronazione.

PROTEZIONE

Sicuramente una scarpa protettiva, che però concede quel piacevole feeling con il terreno… che mi piace così tanto. Non si tratta infatti di una calzatura dotata di intersuola oversize, ma che lascia ampio spazio alle sensazioni. La pianta del piede, a chi piace questo tipo di sensazione, è sempre a contatto diretto con il terreno, pur godendo di una più che soddisfacente protezione, grazie all’ottima azione sinergica di suola e intersuola con tecnologia HOVR.  questo non voglio 

CAPACITA’ DI AMMORTIZZARE

Se posso permettermi, per descrivere la capacità di ammortizzare della nuova Sonic 5, vorrei porvi un quesito, a cui a mia volta rispondo volentieri…

Ma quanto deve essere morbido un materiale per ammortizzare a sufficienza il peso del nostro corpo, nell’impatto al suolo con il terreno?”

Io, rispondendo con sincerità, vi posso dire che se un materiale è troppo morbido e il piede affonda, la sensazione di ammortizzazione è immediata. Ma non corrisponde ad un reale beneficio. E questo lo dico con la massima convinzione! Dopo tanti chilometri passati a correre tra strade e sentieri posso tranquillamente affermare che la capacità di ammortizzazione di un materiale è dato dal… Perfetto bilanciamento dell’azione biomeccanica del piede. Una volta toccato il terreno, necessita oltre che del comfort opportuno, della capacità di continuare la propria azione in modo corretto. La Sonic ammortizza molto bene, in quanto guida il piede dal primo all’ultimo istante dell’appoggio complessivo, garantendo sostegno e bilanciamento, senza privare il nostro comfort di quel giusto comfort di cui abbiamo bisogno per correre al lungo. Non fatevi quindi ingannare dagli appoggi che possono sembrare un po’ legnosi all’inizio, ma che vi daranno ottimi risultati chilometro dopo chilometro!

CONSIGLIATA PER…

Consiglio con orgoglio la Sonic 5 anche a runner sopra ai fantomatici 75 chilogrammi, anche se non mi butterei troppo oltre, preferendo calzature con maggior struttura. La Under Armour Sonic 5 è perfetta per correre a lungo a ritmo variabile. Accetta molto bene ritmi intorno ai 6 minuti al chilometro, anche più lenti, assicurando buone sensazioni anche a ritmi più veloci. Io mi sono spinto fino a 4.50-5′ al chilometro e mi sono piaciute, anche se le vedo perfette per correre a 5’30-5’45 “ritmo chiacchiera con gli amici”.

Ottima on/off!

Ottimo comportamento sia su strada asfaltata, che su strade bianche e offroad facile. Grazie all’ottima tassellatura della suola e alle profonde scanalature, in caso di pioggia o terreno sporco, scaricano molto facilmente i detriti. Per chi ha bisogno di tanto spazio per le dita, non è la scarpa perfetta per eccellenza. In punta tende a “chiudere” un po’ rispetto ad altri modelli dello stesso livello. Buono il peso ed il bilanciamento complessivo. Ottima calzatura per chi ha qualche piccolo problema di appoggio e pretende da una calzatura un buon sostegno. La si apprezza generalmente dopo le prime due tre uscite. All’inizio può sembrare un po’ “gnucca”, suggerisco pertanto di usarla come sneaker per un paio di giorni, in modo che si possa adattare meglio al nostro piede, per poi iniziare a correrci…insieme e a lungo!

 

 

 

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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