Veloflex presenta due nuovi tubolari high level

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Quando nel ciclismo si parla di Veloflex, il pensiero viaggia da subito verso pneumatici di altissimo livello, ambiti e desiderati dai pedalatori di tutte le categorie. Veloflex, azienda con sede a Presezzo (BG), lancia due nuovi prodotti sviluppati per un impiego ai massimi livelli, senza compromessi: Servizio Corse e Service e Course.

La costruzione di questi tubolari parte da una carcassa da 350Tpi a due strati (350 fili per pollice), una costruzione che è orgoglio del marchio. Questo si traduce in pneumatici dal peso contenuto (infatti una gomma con sezione da 25 mm ha un valore alla bilancia pari ad una gomma con sezione da 23 mm di un competitor), ad elevata resistenza, grip ottimale e bassa resistenza al rotolamento, oltre che essere molto flessibili. torniamo alla costruzione: le tele sono in Corespun compresso con l’aggiunta di una membrana di Calico (una sorta di cotone grezzo) ad elevata resistenza nei confronti delle forature.

La camera d’aria interna è in lattice con una valvola Presta da 42 mm di lunghezza (intercambiabile). Il battistrada Veloflex è in gomma naturale con una composizione esclusiva del marchio lombardo. Le pressioni di esercizio consigliate sono comprese tra i 6 e 9 bar. La dimensione disponibile è di 700×25 con un peso di 265 grammi.

Gli pneumatici sono dati di un nuovo disegno che è anche il logo aziendale.

Il prezzo per un tubolare di entrambi i modelli è di 82 euro.

veloflex.it

 

 

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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