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Video: Una discesa a la moda veja

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Una discesa dove l’improvvisazione è la protagonista assoluta, in parte su sentieri e in parte nel fitto del bosco per scoprire linee nascoste inventare il proprio stile di guida.

Per chi ha vissuto l’epoca pionieristica delle ruote artigliate, la mountain bike era soprattutto libertà e scoperta. I mezzi non permettevano grandi evoluzioni, ma lanciarsi da un pendio sconosciuto, andare alla ricerca di nuove linee, o sperimentare il ‘foliage alarm’, erano situazioni all’ordine del giorno.

Una discesa come una volta

Una discesa a la moda veja - 02Come potete vedere nel video che segue, ho cercato di mischiare un po’ le carte alternando tratti sui singletrack sicuri e conosciuti, a improvvisazioni nei boschi che circondano l’Alpe Camasca (qui la precedente avventura cicloalpinistica).

Un esperimento interessante, un’attitudine che si avvicina molto all’interpretazione del freeride sciistico, fatto di linee improvvisate, di boschetti immacolati e di alcune sorprese.
La partenza del nostro esperimento è dal Monte Mazzuccone, per gli amici L’aquila. Un promontorio nell’alto Piemonte da cui il panorama è di quelli fuori categoria. Monti, laghi e ghiacciai circondano questa guglia da cui lanciarsi è sempre un piacere.

Come si va nel bosco?

Una discesa a la moda veja - 01Tutti noi sappiamo come condurre la bici sui trail più famigliari, abbiamo ormai imparato a far scorrere la bici, anticipare le curve; ollare ed alleggerire son termini familiari, ma come si deve interpretare un bosco senza sentieri? Una faggeta è simile ad un bosco di pini piuttosto che a un castagneto?

Domande più affini a una rivista di botanica piuttosto che a chi mastica le ruote artigliate, ma in effetti se la posizione in sella non cambia, a rendere differente il modo di interpretare la bici è proprio l’ignoto che abbiamo davanti a noi.

Una discesa a la moda veja - 03Quindi sguardo avanti, velocità più controllata e tratti abbastanza brevi per cercare di avere sempre idea di dove ci troviamo. Infatti, i punti di riferimento all’interno di una pineta non sono molto chiari, quindi è importante fermarsi ogni tanto per orientarsi e per capire se la linea scelta porta da qualche parte, oppure a un certo punto ci troviamo costretti a un portage inatteso (evento accaduto…).

A parte questi incidenti di percorso, è stata un’avventura interessante, sicuramente da ripetere; magari anche su qualche bel pratone su montagne più alte. Per adesso godetevi le immagini e buone pedalate!

[testo, foto, video: Marco Tagliaferri]

Un’avventura enduro bikepacking da Acqui Terme a Finale Ligure

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