Da Dinamo a Solar Surfboards: Lucio Vardabasso Itw

Con Dinamo è stato protagonista di un era del surf italiano, ora è tornato a fare quello che più gli piace nella vita: shapare. Online l’intervista a Lucio Vardabasso di Solar Surfboards.

28/06/2019
scritto da Michele Cicoria

Ciao Lucio, benvenuto su 4surf! Parlaci di te, di chi sei stato, delle cose fatte in passato e di chi sei oggi.
Ciao Michele, come quasi tutti quelli della mia generazione ho iniziato a surfare dopo aver visto “Un Mercoledì da Leoni”. Avevo 16 anni  e andavo a vedere il film di nascosto dal tetto dell’Arena Adriatico scavalcando delle recinzioni insieme ai miei amici. L’Arena Adriatico era un cinema all’aperto sul lungomare pesarese e le musiche del film si confondevano spesso con il liscio della vicina balera!!
In questo periodo è iniziata anche la mia passione per le tavole da surf e la loro costruzione, tanto che io e il mio amico Alberto ne abbiamo costruite un paio e da qui si può dire che la resina mi è entrata nel sangue…

Dopo il servizio militare, a 22 anni, sono andato a lavorare alla Pike, che al tempo era la factory più produttiva in Italia. Nei due anni trascorsi presso questo laboratorio mi sono occupato di tutti i passaggi inerenti la costruzione delle tavole poi, volendo perfezionare la mia tecnica ho deciso di partire per l’Australia e fare esperienza nelle surf factory che avevano risposto ai miei fax….si avete letto bene, proprio fax: al tempo internet non era ancora diffuso e la casella e-mail non l’aveva praticamente nessuno, così inviavo i fax!!! Altri tempi.

Dopo aver fatto degli stage presso la CHP, la Local Motion Australia, aver conosciuto e collaborato con diversi shaper e aver surfato tra le onde più belle della mia vita, ho deciso di rientrare in Italia per aprire un laboratorio e dar vita al progetto che avevo ormai in mente da anni…. Dinamo!!
L’esperienza Dinamo Surfboards è stata fantastica e, anche se è durata solo 6 anni, è stato un periodo molto intenso. Mi ha dato l’opportunità di misurarmi con me stesso, dato che io e i miei ragazzi producevamo fino a 350 tavole l’anno (negli anni più produttivi) vendendole in tanti shop italiani e anche qualcuno in giro per l’Europa. Come immaginerete il livello qualitativo e le rifiniture dovevano essere sempre altissimi, è per questa ragione che ho sempre utilizzato i migliori materiali e mi sono tenuto aggiornato sulle novità e sugli shape viaggiando per il mondo.

Purtroppo la costanza e l’impegno non mi hanno premiato, forse avevo messo in moto un meccanismo troppo grande e i margini non erano sufficienti per coprire tutte le spese fisse che avevo, senza contare il budget pubblicitario, i team riders e tanti altri aspetti che hanno pesato sul bilancio.
Così nel 2002, dopo 1.400 tavole prodotte, ho deciso di chiudere non senza rimpianti. Non è passato anno senza che pensassi di tornare a costruire tavole anche solo per passione, per qualche amico che me lo chiedeva!!
Dopo tanti ripensamenti ho finalmente deciso di iniziare una nuova avventura, così un anno fa è nata la Solar Surfboardsb (IG: @solar_surfboards). La filosofia rispetto alla Dinamo è cambiata radicalmente infatti mi rivolgo direttamente al surfista saltando i surf shop.
Questa è più che altro una scelta dettata dall’esigenza di avere un margine di guadagno sufficiente a sopravvivere e continuare a fare quello che più mi piace nella vita: shapare. Nessun problema con negozi e negozianti, ma la torta è così piccola che non è possibile mangiarci in due.
Inoltre avere un rapporto diretto con il cliente lo considero un beneficio per entrambi, sia per lo shaper che lavora su un progetto definito sia per il surfer che si ritrova una tavola su misura per le proprie dimensioni e livello.

Dopo tanti anni cosa trovi di cambiato nello shaping nostrano?
Nel corso di questa lunga pausa mi sono tenuto aggiornato sulle nuove tendenze e devo ammettere che con il ritorno dei fish, mid lenght e classic long mi trovo molto più a mio agio rispetto ad un tempo.
Io sono figlio degli anni ’90, quando gli shape di riferimento erano le short alla Kelly Slater e mediamente una tavola misurava 6’0” x 17”3/4 x 2” con un micro squash tail….non importava quanto fossi alto, quanto pesassi o il tuo livello di surf!! E’ stato un peccato perché in tanti hanno sprecato tempo e onde con tavole veramente troppo tirate per la loro corporatura e tipologia di onde.
Oggi vedo una maggior apertura mentale nell’abbracciare i più svariati tipi di shape con un ritorno a delle larghezze e a dei volumi più consoni a divertirsi, che poi è il fine principale del surf.

Che tipologia di materiali stai utilizzando per la realizzazione delle tue tavole?
Per quanto riguarda i materiali mi sono orientato su delle scelte decisamente più ecosostenibili rispetto ad un tempo: quando ho cominciato, negli anni ‘90 si trovavano solo poliuretano e poliestere qualitativamente buoni, ora esistono dei polistiroli e delle resine epossidiche che hanno raggiunto dei livelli incredibili.
Personalmente utilizzo EPS (polistirolo) 35 e 40 kg/mc molto denso e quindi con delle sfere estremamente piccole e “strette” tra loro che lasciano poco spazio all’acqua in caso di rottura della tavola e che mi danno la libertà di giocare con il peso e la flessibilità della tavola nel caso dovesse trattarsi di una short ultra leggera ad alte prestazioni o di un classic long dove un po’ più di peso per generare inerzia è assolutamente richiesto.
Il polistirolo è una plastica e come tutti i prodotti plastici può essere riciclato, il poliuretano no. Per produrre il polistirolo ci vuole acqua bollente e la risultante, a lavoro finito, è solo vapore acqueo mentre per la produzione di poliuretano ci vogliono solventi e nell’aria vengono rilasciati vapori tossici.

Per quanto riguarda la resina al momento sto utilizzando la Super Sap Entropy che è una epossidica a base vegetale prodotta negli Stati Uniti, una delle epossidiche più utilizzate oltreoceano. Certo la resina epossidica costa tanto di più rispetto alla poliestere e il ciclo produttivo richiede più passaggi e quindi tempi più lunghi ma la differenza qualitativa sul prodotto finito è netta rispetto alla poliestere: leggero, resistentissimo e flessibile. Una tavola in epossidica ha un’aspettativa di vita molto più lunga rispetto ad una tavola in poliestere.

La resina epossidica non rilascia quasi VOC (composti organici volatili) avendo pochissimi solventi mentre la resina poliestere è ricca di solventi e, sia durante la fase di produzione della stessa sia durante le lavorazioni, rilascia VOC. Pensateci quando dovrete acquistare la vostra prossima tavola se ci tenete all’ambiente.
Per il tessuto di vetro utilizzo Hexcel da 6 e 4 once, uno dei tessuti più conosciuti e utilizzati da tutti i costruttori di tavole nel mondo! L’ultimo passaggio per ogni tavola Solar è un ciclo di 10 ore a 38°C in un hot box per velocizzare la stagionatura che normalmente avviene in 2/3 settimane per l’epossidica, così da consegnare la tavola pronta per l’uso ad ogni cliente.

 

Quali sono gli shape ai quali preferisci lavorare e sei più appassionato?
Già nel 2000, durante gli ultimi anni della Dinamo, mi ero appassionato a longboard classici e mid-lenght dal gusto retro, bordi 50/50, tail block, pigmenti e tinte traslucide, quindi sono contento che la tendenza di questi ultimi anni sia proprio di un ritorno verso i classici, una tipologia di tavole che mi piace shapare. E poi provo una soddisfazione incredibile alla fine di una tavola lucida con degli inserti in tessuto o un bel tail block stratificato, giocare con i pigmenti creando sempre combinazioni e tonalità di colori differenti.

Poi c’è il mondo delle shortboard prestazionali, un mondo che mi appartiene essendo nato sia surfisticamente che professionalmente in degli anni in cui queste tavole dominavano la scena. Ho lavorato tanto sulle short durante il periodo Dinamo e, in collaborazione con i miei team rider (Marco Urtis e Jacopo Conti giusto per nominarne un paio), ho sviluppato parecchie soluzioni di bottom e rocker line interessanti che, riviste con i canoni attuali diventano molto efficaci, soprattutto se accoppiate a materiali come l’EPS e la resina epossidica. Con questi e con l’aiuto del carbonio si può lavorare modificando peso e flessibilità della tavola, che in acqua danno dei risultati sorprendenti!

Come vedi il surfing nei prossimi anni, che tipologia di sviluppi potrà avere secondo te?
Negli ultimi vent’anni il surf in Italia ha subito un’evoluzione incredibile, sia a livello qualitativo che quantitativo: ad ogni mareggiata in acqua ci sono tante persone ed il livello è sempre più alto, quindi penso che l’evoluzione continuerà costantemente anche nei prossimi anni.

Penso che questi cambiamenti siano da attribuire principalmente a internet, al mondo social ed ai voli low cost: le nuove generazioni oggi possono vedere tutto quello che avviene nell’universo surf in tempo reale e tenersi in contatto  con surfisti di tutto il mondo molto facilmente, così come hanno estrema facilità a viaggiare rispetto ad un tempo, grazie alle compagnie aeree low cost!

Bene Lucio, prima di concludere fatti una domanda su un argomento che vorresti apprfondire.
Ok Michele, il tema che mi piacerebbe trattare è“Support your local shaper”. Vorrei lanciare un appello a tutti i surfisti italiani: “sostenete gli shaper locali”….sono tanti i ragazzi in Italia che come me si sono appassionati a questo lavoro, un lavoro difficile sotto tanti aspetti ad iniziare dalla reperibilità dei materiali giusti e al prezzo spesso proibitivo di questi.
E’ un mestiere che comporta tanti sacrifici e molto spesso non ripaga dal punto di vista economico, quindi ci vuole tanta passione e amore per farlo!
Non date per scontato che tutto quello che arrivi dall’estero sia per forza al top, date fiducia allo shaper della vostra zona che conosce il tipo di onda che surfate e le condizioni italiane.
Quando trattate sul prezzo della tavola ricordatevi sempre che è un lavoro artigianale al quale sono state dedicate tante ore e che i buoni materiali costano. Diffidate dalle tavole troppo economiche, di sicuro non sono costruite con dei criteri o materiali appropriati…..
GOOD SURFBOARDS AREN’T CHEAP, CHEAP SURFBOARDS AREN’T GOOD

Grazie mille per il tuo tempo Lucio! Ci vediamo in costa est! Ricordaci come seguirti e contattarti per una tavola Solar. 
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Per prezzi e preventivi su tavole custom contattatemi al numero +39 331 4367299 o scrivetemi a: solarsurfboards@gmail.com

       

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