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Wavegarden “The wave” Bristol: istruzioni per l’uso

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Articolo di Federico Tenerini | @fede.tenerini
Supported by @waveshop2010 | @michelepuliti_olasurfboards | @matuse_italy_distribution

Un anno fa apre a Bristol “The Wave”, piscina che genera onde artificiali sfruttando la nuova tecnologia di Wavegarden chiamata “the cove”.
“The cove”, grazie al suo nuovo brevetto “modular technology”, riesce a generare onde di diversa forma ed intensità, così da soddisfare surfisti di ogni livello, dal principiante all’esperto, creando dal nulla una cosa come 1.000 onde in un’ora…che dite basteranno per placare la “fotta” del surfista italiano?

Sogniamo una piscina con le onde da quando eravamo bambini, così mi sono chiesto…ora che c’è, perché non andare? Visionando attentamente i primi video che circolano in rete decido di far passare l’inverno, in modo che le rigide temperature di Bristol non rovinino l’esperienza tanto attesa.

Bloccati con i biglietti in mano dal Lockdown, rimandiamo tutto a metà settembre.
Arriviamo a Bristol la sera del 17 con volo Easyjet da Pisa, alle 7 del giorno dopo abbiamo la prima session. Alla wavepool chiedono di presentarsi 1 ora prima per effettuare registrazione e briefing; 15 minuti di taxi separano l’albergo dalla struttura mentre altri 15 minuti a piedi sono dal parcheggio alla pool (il perché di questa passeggiata rimane tutt’ora un mistero)…quindi, sveglia alle 5.
Tocca fare alzataccia anche per surfare in piscina.

Il Wavegarden Cove può generare diverse tipologie d’onda:

– Beginner: consiste nel surfare le schiume prodotte dalle altre modalità d’onda, nella parte inferiore della laguna

– Intermedio: onda di 1 metro scarso di pendenza morbida con take off nella parte medio alta della wavepool

– Advanced: la tipologia più sfruttata dal “the wave” nella “reef area” (parte alta della laguna), altezza dell’onda al momento del take off sopra al metro, partenza facile con prima sezione morbida, poi l’onda si irripidisce offrendo una seconda sezione divertente, da 2/3 manovre

– Advanced plus: l’onda del comparto avanzato che offre più possibilità di manovrare in velocità, costante nel suo srotolare, alterna una prima sezione adatta per un potente top turn ad una più ripida per manovre più secche, altezza 1.5 m circa, take off non impegnativo, ma da non sottovalutare

– Expert: altezza e take off molto simili alla tipologia advanced plus, la differenza sostanziale tra queste 2 modalità consiste nella sezione tubante che la expert offre nella seconda parte dell’onda

Dopo l’appello dei partecipanti alla session, vi è un rapido briefing per informare sulla poche e semplici regole da seguire una volta in acqua.
Ogni lato della laguna (sinistra e destra) ospita dai 13 ai 17 surfisti a seconda del livello di difficoltà dell’onda. Una volta in acqua, i surfisti si dirigono verso il picco in fila ordinata remando lungo i lati del pontile che coincide con il canale per la risalita. Una volta sul picco, lo steward a bordo piscina impartisce le ultime direttive, tutto è pronto, si parte!
Le onde iniziano ad arrivare dal nulla, lo stupore è inevitabile come il sorriso sul viso di chi le vede per la prima volta.

Il surfista prossimo alla partenza si sposta affianco al muro in cemento, posizionandosi sotto le bande colorate affisse sulla parete che stanno ad indicare il punto ideale per un corretto take off, se quest’ultimo per un qualsiasi motivo non dovesse riuscire e l’onda viene persa, il surfista ha diritto a provare una seconda volta, fallita anche questa, bisognerà spostarsi verso il canale il più rapidamente possibile, per agevolare la partenza del collega sull’onda successiva.

In caso di wipeout sul take off, il surfista dovrà pagaiare verso la parte bassa della laguna (a riva per intenderci), bisognerà attendere il segnale dello steward perché il surfista successivo possa partire.

Il “Cove” genera un set da 20 onde ad intervalli di circa 3 secondi una dall’altra, garantendo così ad ogni surfista almeno una corsa.
Una volta finito il set, cosa che non mi sarei mai aspettato, il Cove si spegne, quindi effettua una breve pausa di circa 3 minuti (che diventano 30 se percepiti da una surfer italiano).

Non ho capito esattamente il motivo di questa pausa, ma credo che serva a far calmare l’acqua della piscina per evitare l’effetto del backwash. Durante tale pausa i surfisti hanno modo di riprendere fiato e riposizionarsi ordinatamente lungo il channel, pronti per un’altra corsa….set is coming.
Ogni session ha una durata di 55 minuti in cui si riescono a prendere una media di 13/15 onde, non male.
Le modalità expert ed advanced plus erano fino alla fine di settembre prenotabili solo alle 7 o 8 del mattino e a giorni alterni. Grazie però a numerose sollecitazioni da parte dei clienti, la direzione di “the Wave”, ha deciso già da questo mese di mettere a disposizione entrambe le onde nello stesso giorno e ad orari più comodi per i viaggiatori.

Il consiglio per chi volesse provare la wavepool di Bristol è di prenotare entrambe le modalità (expt ed adv plus), in quanto sono le uniche che valgano il viaggio ed il suo costo, l’advaced la terrei al limite come terza e quarta session. La modalità advanced invece mi sento di consigliarla molto ai surfisti intermedi, in quanto permette un ottimo focus sull’aspetto tecnico della surfata e quindi del miglioramento.

Tavole da utilizzare
Il minor galleggiamento dato dall’acqua dolce si percepisce, è vero, ma una volta sull’onda cambia poco, comunque sempre meglio un litro in più che un litro in meno. Epoxy o clark foam sono a discrezione del surfista, io ho usato entrambe riscontrando un buon feeling.

Muta da portare
Ci sono all’incirca 7/8 gradi in meno rispetto all’Italia, aggiungi 1 mm alla muta che usi qua a seconda della stagione. (Ad esempio: se è periodo di 2.2 mm, porta una 3.2, se è periodo di 3.2, porta una 4.3, se è periodo di 4.3… non andare ahahah).

CONCLUSIONI
Surfare al The Wave di Bristol è un’esperienza sicuramente da fare, le onde sono molto divertenti anche se lontane da quello che può offrire una session di qualità in mare.
Purtroppo l’onda generata dal “the wave” sembrerebbe essere inferiore, in termini di lunghezza e potenza, rispetto a quella di Urbnsurf” di Melbourne (Australia), nonché a quella del “Wave park” della Corea del sud, che al momento è la laguna del Wavegarden ad offrire le onde e i tubi più lunghi di ogni altra wavepool aperta al pubblico (escludendo l’onda privata di Slater).
Ma non disperiamo perchè è solo questione di tempo, viste le prossime nuove e numerose aperture mostrate sul sito di Wavegarden, prima fra tutte quella in Svizzera [Alaia bay, scopri di più in questo articolo o sul sito cliccando qui] che aprirà nella primavera 2021….ma in Italia?

Articolo di Federico Tenerini | @fede.tenerini

Thanks to: @waveshop2010 | @michelepuliti_olasurfboards | @matuse_italy_distribution

Photo: Courtesy “The Wave” @wavebristol

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URBNSURF: prima recensione del Wavegarden Cove

 

 

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