Dal Lazio alla Liguria inseguendo la tempesta

Dal Lazio alla Liguria passando per la Toscana inseguendo la grande tempesta di scirocco di fine ottobre.

01/11/2018
scritto da Fabio Calò

Tre compagni di viaggio, più di 2000 km, tanti amici incontrati e anche nuove conoscenze, ma soprattutto 4 giorni di onde e vento inseguendo questa epica perturbazione dal Lago di Garda verso la Toscana, per poi andare nel Lazio, tornando al Garda con una deviazione in Liguria.

Ma non posso essere spensierato ed “esaltato” dopo questa avventura per scrivere questo articolo finalmente oggi che sono tornato davanti al mio computer in ufficio, perché mentre noi eravamo in questi 4 giorni solamente alla ricerca del divertimento, intorno a noi sono successe diverse tragedie, alcune di queste ci hanno solo sfiorato (in senso fisico), altre ci hanno colpito nel cuore.
Le previsioni parlavano chiaro e sapevamo che sarebbe stata una mareggiata e perturbazione epica, ma non potevamo immaginare, o meglio non volevamo pensare, alle possibili conseguenze che si sono rilevate in diversi casi devastanti. Noi volevamo solo giocare con le onde e con il vento, forse siamo stati egoisti, forse siamo stati azzardati, forse semplicemente non ci abbiamo solo pensato e ci siamo fatti trascinare dalle nostre emozioni e dalla passione infinita per questo meraviglioso sport.
Come potevamo immaginare che lunedì dopo la nostra uscita nucleare mentre stavamo per finire di caricare il furgone in spiaggia a Sant’Agostino (Roma) a pochi metri dal mare siamo stati investiti da una bomba d’acqua e di vento (che ha girato improvvisamente da mare) che era talmente forte da impedirci di aprire le portiere per entrare a ripararci. Noi eravamo in spiaggia e abbiamo semplicemente rischiato che un’onda di marea ci investisse, ma da li a poco a Roma si sarebbe scatenato il finimondo provocando diverse vittime, alcune di loro rimaste schiacciate dai grandi alberi caduti, come quelli che abbiamo incontrato sulla nostra strada, un viale alberato, che abbiamo percorso un attimo dopo la bufera per tornare sulla strada principale.
E come potevamo sapere che quel nero in cielo con fulmini violenti che vedevamo davanti a noi… sempre davanti a noi… mentre tornavamo in autostrada verso il nord dal Lazio alla Lombardia, avrebbe da li a poco portato la devastazione nella già martoriata Liguria, con i risultati che tutti voi già sapete. Nel nostro piccolo mondo due le realtà più colpite di cui siamo per ora a conoscenza, il centro di Bordighera di Andrea Franchini e quello di Riva Ligure (IM) di Christian Ferraro, che ho personalmente visitato ieri mattina. Ma sappiamo che i ragazzi sono già al lavoro per sistemare e tornare operativi ancora più forti di prima.
E mentre noi continuavamo a cercare di leggere le previsioni per scegliere lo spot giusto, altre due tragedie introno a noi, due kiter sono morti in circostanze simili, lunedì Mario a Cattolica e ieri Domenico a Santa Marinella (Roma),  siamo vicino al dolore dello loro famiglie e amici.

Proviamo per un momento a distrarci e tornare sulle orme di quello che sarebbe dovuto essere questo articolo, ovvero il viaggio di tre amici per inseguire la tempesta.
Le previsioni cambiavano ad ogni aggiornamento ma venerdì pomeriggio abbiamo deciso di dirigerci verso il mar Ligure e Tirreno e non sull’Adriatico per sfruttare più giornate di vento possibili (a Porto Corsini- Ravenna- comunque sia domenica che lunedì si sono divertiti alla grande). Nel “difficile” Wind Alert di venerdì pomeriggio, redatto mentre eravamo già in strada, avevamo scritto che saremmo andati in Liguria alla Spiaggia d’Oro. Ma una sosta un po’ più lunga del previsto venerdì sera nel piacentino (punto di incontro del team) a causa di una “cena” impegnativa, ci ha fatto decidere di continuare il nostro viaggio sabato mattina. Sveglia all’alba e controllate le previsioni decidiamo di non proseguire verso Imperia (causa pioggia) e di dirigerci in Toscana, per un cambio di programma dell’ultimo momento. Verso Livorno sentiamo il nostro “gancio” che ci consiglia di andare a Principina a Mare, sotto Grosseto. Vento side da 4.5 e un metro d’onda per tutto il giorno come riscaldamento. Temperatura d’aria e d’acqua talmente calda da permettere di uscire con lo shorty.

Il giorno dopo, domenica, puntiamo il nostro furgone verso Marina di Grosseto. Arriviamo presto in spiaggia, ancora una volta da 4.5 e onde decisamente più spesse del giorno prima. Peccato che dopo che abbiamo iniziato a divertirci il vento è girato da mare e poi calato. Alla sera abbiamo saputo che alla Punta nel Lazio si sono divertiti alla grande.

Lunedì mattina, la bufera di onde e vento. Da Grosseto decidiamo di andare a Banzai (Roma). Arriviamo in spiaggia, onde enormi, disordinate e che chiudevano anche il canale in baia, vento side-off da 4.2. Il team 4Windsurf prova comunque ad uscire. Session al limite della sopravvivenza, onde grosse e spesse ma che ci hanno fatto intuire l’alta qualità di questo famoso spot romano (dobbiamo tornarci a tutti i costi). La session di Banzai per il team 4Windsurf si è conclusa come da nostro “presentimento”… con l’arrivo di un set fuori misura che ha chiuso completamente il canale di uscita. Frullata (poche volte in vita mia sono stato così tanto sott’acqua) e viaggio di andata senza ritorno verso la “spiaggia” di rocce sottovento.
Decidiamo poi di andare a vedere uno spot consigliatoci dai local, il più riparato dal vento nelle vicinanze: Sant’Agostino. Una baia di sabbia riparata con vento nucleare da 3.7 side off e onde dal metro al metro e mezzo. Uscita davvero divertente peccato solo per le raffiche da 60 nodi…
Foto di Roberto Da Costa CLICCA QUI per la gallery completa.

Torniamo poi verso il nord, il team 4Windsurf per impegni lavorativi deve tornare a casa, io decido di giocarmi l’ultima carta per seguire fino in fondo questa perturbazione: martedì mattina partenza per Imperia, Spiaggia d’Oro.
Alle 9 sono a Imperia, anche oggi onde enormi, un po’ disordinate, vento più side di quello previsto e quindi un po’ rafficato a riva, ma con la 4.7  non ci sono stati alcun problemi. Il primo ad entrare in acqua un certo Matteo Iachino, seguito da me e da pochi altri local (Edo, DeRox e Alfredo). Molti altri hanno optato per Andora. Stefano Brugnola (CLICCA QUI per la gallery completa) e Luca Germi (CLICCA QUI per la gallery completa) pronti ad immortalare l’azione con le loro fotografie.

Ancora un pensiero alle vittime di questa tempesta.

 

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