Il global warming aumenta la potenza delle onde

La potenza media delle onde dal 1948 sta aumentando dello 0,47 % all’anno sui nostri mari e oceani, una delle conseguenze dirette del riscaldamento globale.

18/01/2019
scritto da Michele Cicoria

Secondo uno studio pubblicato su “Nature Communication”, il riscaldamento dell’oceano sta influenzando il comportamento del moto ondoso a livello planetario. Borja G. Reguero, ricercatore presso l’Institute of Marine Sciences dell’Università della California (Santa Cruz) ha effettuato lo studio insieme ai suoi colleghi arrivando alla conclusione che l’energia dell’onda trasferita dal vento sulla superficie degli oceani è aumentata mediamente dello 0,4 % all’anno negli ultimi 70 anni.

Per ricavare la potenza globale delle onde i ricercatori hanno combinato l’altimetria ricavata da dati satellitari ed i risultati di simulazione da un modello fisico-matematico. Reguero e il suo team hanno inoltre dimostrato che l’aumento della “wave power” è accelerata durante gli ultimi due decenni, aumentando dal 1994 di un 2,3% all’anno rispetto alle annate precedenti.

Guardando le temperature marine in superficie di questo gennaio si può solo confermare che siamo in pieno “Ocean warming” – Dati: Copernicus/INGV

Mentre la maggior parte di noi si sta già sfregando le mani sognando mareggiate più frequenti e consistenti per il Mediterraneo, che ha tutti gli effetti sta risentendo in modo notevole del riscaldamento, il resto della popolazione dovrà invece preoccuparsi di questa situazione. L’aspetto da valutare infatti, che potrebbe compromettere molte della attività in prossimità del mare, è quello dell’impatto sulle coste di questo aumento di potenza media.

Come abbiamo potuto constatare durante l’eccezionale mareggiata del 29-30 ottobre 2018 (CLICCA QUI per leggere la nostra analisi), gli effetti di fenomeni estremi più frequenti possono essere davvero disastrosi.
Insieme a swell più frequenti e consistenti va dunque considerato un maggiore rischio di inondazioni, effetto che sarà sempre più amplificato se aggiungiamo all’aumento di potenza media anche l’innalzamento del livello del mare previsto e causato dallo scioglimento dei ghiacci.

L’Oceano Australe, che risulta il bacino più energico al mondo, è stata la regione che ha subito un maggiore aumento di potenza; subito dietro troviamo l’Oceano Indiano, al terzo posto il Pacifico e quarto l’Oceano Atlantico.
Gli effetti su un mare chiuso come il mediterraneo non sono ancora del tutto certi, però è facile attendersi che possano seguire la stessa tendenza dei bacini più grandi, soprattutto considerando i valori medi di temperatura registrati, ogni anno sempre più elevati.

Gli scienziati infatti hanno trovato delle ottime correlazioni tra la temperatura superficiale del mare e la potenza globale delle onde, il che significa che più gli oceani sono caldi, più grandi e potenti saranno le onde.
Lo studio infine sottolinea anche l’importanza di considerare la potenza globale delle onde come “un segnale a lungo termine dei cambiamenti climatici”, in atto su tutto il pianeta e che ormai, “grazie o a causa” degli effetti più tangibili, stanno raggiungendo la coscienza un numero sempre maggiore di persone.

Sotto: una recente mareggiata a Levanto, tra le più consistenti del 2018. 
Rider:  Andrea Nacci – Photo: GDan Ilo

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