I vincitori del Blogger Contest 2018 di Alitudini

Ecco i vincitori e premiati del Blogger Contes 2018 indetto da Altitudini. Quest’anno il tema che i 77 partecipanti hanno dovuto sviluppare era quello relativo ai ‘Sentieri Neri’.

13/02/2019
scritto da Eva Toschi

Ecco i vincitori e premiati del Blogger Contes 2018 indetto da Altitudini. Quest’anno il tema che i 77 partecipanti hanno dovuto sviluppare era quello relativo ai ‘Sentieri Neri’.

La 7a edizione del Blogger Contest si è conclusa con 77 unità multimediali ammesse su 77 candidature. Tra tutte le opere sono stati selezionati 39 autori, comprese 6 audio storie, che hanno concorso per la fase finale. Nel corso del mese di dicembre 2018 la giuria di premiazione composta da Franco Faggiani (presidente), Sandro Campani, Eva Toschi, Stefano Lentati, Gianluca Stazi, Eleonora Bujatti ha esaminato le unità multimediali finaliste e, mediante l’applicazione dei criteri di giudizio contemplanti nel regolamento, decreta vincitori della 7a edizione del Blogger Contest:

Racconto breve

1 posto / L’ULTIMO RE DELLO STRADDLE, di Emilio Previtali
L’esperienza della scrittura messa al servizio di un racconto breve che parte da una idea geniale, lontano dal tracciato montano che hanno invece percorso molti altri racconti partecipanti al Blogger Contest. Una storia che prende infatti spunto da una disciplina dell’atletica leggera, il salto in alto, e attraverso un linguaggio semplice, comprensibile ma dove ogni parola ha il suo posto giusto e il suo ruolo per farci riflettere sul fatto che le tracce “che prima sono da battere possono diventare una via da seguire”, quindi che non bisogna mai avere timore  di prendere nuove direzioni, e che comunque “quella di seguire un sentiero nero è una qualità assoluta, sia per chi vuole innovare, sia per chi sente la necessità di resistere e di opporsi al cambiamento”. Ognuno dunque nella vita è il tracciatore dei propri sentieri.

2 posto /  LATRATO, di Chiara Pedrazzoni
Una attenta riflessione e una elegante forma per esprimerla. Su una sensazione paurosa e misteriosa che tutti proviamo quando ci sentiamo persi, “in un bosco nebbioso e buio carico di odori e abitato da creature” o nel reticolo della vita, quando offre ambientazioni e personaggi analoghi. Chiara non è una blogger nel senso classico, anzi un blog suo non ce l’ha proprio, e questo racconto è tra i suoi primi tentativi per trovare il coraggio di rendere pubblici i suoi sentimenti, come lei stessa ha spiegato. Il coraggio vero si può dimostrare in prima linea oppure nel prendere consapevolezza di quel che si è davvero. Chiara dovrà essere consapevole di aver avuto una bella idea e di averla saputo sviluppare con attenzione, abilità narrativa e sentimento.

3 posto / EQUATORE, di Lorenzo Pini
L’autore è un viaggiatore-geografo e un osservatore sensibile dei sistemi eco ambientali in cui si trova immersa la terra, sistemi sempre più delicati e precari. Tutto questo lo ritroviamo molto ben delineato nel suo bellissimo racconto, in una natura davvero selvaggia, quella della foresta pluviale africana, che incute timore per la sua ridondanza a volte opprimente, che suscita ammirazione per la capacità e la naturalezza di coloro che quell’ambiente, così remoto rispetto a quello che noi siamo abituati a frequentare, la sanno vivere. Lorenzo ci fa vivere in poche righe dentro atmosfere magiche, ci fa fare un viaggio che richiede coraggio, descrivendo i luoghi e le persone con le parole calibrate dello scrittore e il dettaglio di uno sceneggiatore di classe.

Audiostoria

1 posto / SIWA E SALE, di Marta Mattalia
L’audio storia di Marta Mattalia ci porta lontano, se chiudi gli occhi anche lontanissimo ma, ugualmente e gentilmente ci riporta alla fatica della quotidianità che, anche in cima ad una montagna di conchiglie fossili, non ti abbandona. Un racconto ricco di visioni e sentieri da percorrere: nel passato, nel presente e, ma solo forse, nel futuro. Siwa e sale è una storia al femminile (ammesso che ne esista il genere) dove le donne l’attraversano, a volte come dee, altre come fantasmi,  ma sempre presenti. Musica, testo e suoni arricchiscono di emozioni forti un racconto che sembra richiudersi alla perfezione con l’incipit iniziale. Alla fine, dopo qualche secondo di silenzio, passato un leggero senso di assenza, ti viene voglia di premere play nuovamente.

2 posto / COL CLAPIER, di Alessandra Longo
Chissà se l’audio storia di Alessandra Longo ha avuto, come ispirazione, l’avventura di un gruppo di inglesi che nel 1959 volle dimostrare che il passaggio di Annibale per il Colle Clapier era fattibile. Forse la storia di Alessandra ci vuole dire anche dell’inutilità delle avventure quando queste vogliono solo soddisfare l’orgoglio degli uomini. Uomini che, se vorranno un futuro possibile per la Terra dovranno ricordarsi di non essere i soli ad avere diritto di viverci sopra.

3 posto / CARUGGI, di Federica Manzitti
Federica Manzitti porta se stessa, e noi con lei, dentro un’ombra del suo passato. Un segno, una via stretta che contiene quella parte di umanità, ultimi e più sotto ancora, che noi abbiamo messo da parte. Non c’è invenzione nel racconto che ascoltiamo, c’è una vita di qualcuno che lotta dentro e fuori da sè stesso. Lotta, non vince, non perde, vive. Federica raccoglie per noi una voce pacata che ci fa conoscere l’altra faccia della luna. Quella scura.

 

Circa 500 anni fa lo scienziato e filosofo francese Blaise Pascal, in fondo a un testo da inviare a un amico, aveva aggiunto: “Scusami se ti ho scritto una lettera lunga ma non ho avuto il tempo per scriverla più corta”. Questo per sottolineare quanto da sempre sia complicato e quanto tempo richieda scrivere un testo breve che sintetizzi in maniera chiara, comprensibile e anche passionale quanto si vuole trasmettere.
Trasmettere emozioni, ricordi, sentimenti che spesso si intersecano, si sovrappongono, si aggrovigliano. Scrivere un testo breve che sia chiaro, semplice e al tempo abbastanza profondo da far riflettere chi lo legge, da lasciare dentro qualcosa anche per solo qualche minuto, è una faccenda dunque molto difficile, e lo è ancora di più se la scrittura è rivolta, come in questo caso, al web, che è un marchingegno veloce, che scappa di mano, che cambia direzione all’improvviso, che sta in un involucro di metallo e plastica e che è l’antitesi del libro portato nello zaino, invitante alla lettura lenta, al sottolineare, al tornare indietro, al trovare altre interpretazioni alla storia scritta. Perciò agli autori del Blogger Contest vanno doppi complimenti: per aver saputo dire molto nella brevità dei loro racconti vocali o scritti, e, al tempo stesso, per averli saputi calibrare alla perfezione al modo che il web richiede.
Per la maggior parte i testi sono stati scritti molto bene, il tema “Sentieri neri” centrato, le foto di accompagnamento pregevoli. Unica osservazione che mi permetto di fare è stata una visione di qualcuno troppo legata al mondo della montagna; chissà, forse influenzato dalla parola “sentieri” contenuto nel tema.

Vittorie sul filo di lana
Io, che fino a pochi istanti fa non conoscevo nessuno degli altri giurati, ho votato più per l’originalità dell’idea che per la qualità della scrittura, anche perché lì fare una scelta sarebbe stato difficile, visto il livello complessivamente elevato. E alla fine, scorrendo i voti di tutti, mi ha fatto piacere vedere che anche gli altri giurati hanno interpretato la faccenda come me. Hanno prevalso testi e audio storie usciti fuori dal seminato, che hanno mosso il primo passo partendo da una idea originale o comunque diversa dal percorrere un sentiero, affrontare una cima o una discesa con gli sci, perdersi e ritrovarsi lungo una via di salita. Vittorie sul filo di lana, perché in entrambi i settori sarebbero bastati uno o due punti in più dati a un altro per sovvertire le classifiche. E anche questo è indice del pregio omogeneo dei lavori presentati.

L’ingrato compito di scegliere
Veniamo allora ai vincitori. La terza posizione, per quanto riguarda la sezione dei testi scritti, è l’esempio di quanto appena detto. Va a Lorenzo Pini, autore di Equatore, che dopo cinque parametri di valutazione espressi da ognuno dei sei giudici, ottiene lo stesso punteggio di Chiara Pedrazzoni, autrice di Latrato. Insomma fatta la somma dei voti, ecco il pari merito, ma il regolamento prevede solo una classifica “un due tre”. Perciò Chiara ha fatto un piccolo passo avanti per aver saputo rendere il suo racconto più intimistico, più rivolto all’esplorazione dell’anima che del luogo. L’ingrato compito di scegliere tra Chiara e Lorenzo è toccato a me e devo confessare che dopo aver segnalato agli organizzatori del concorso la mia scelta ho riletto e riletto ancora le loro storie e ho avuto all’incirca tremila ripensamenti. No, accidenti forse era meglio il lavoro di Lorenzo, si però quello di Chiara… e viceversa, per un sacco di volte.
Il vincitore tra i racconti scritti è Emilio Previtali che, per ribadire ancora quanto già detto, con il suo L’ultimo re dello Straddle, ha sopravanzato i due autori precedenti di appena due punti. Facile dirà qualcuno, premiare Previtali, che è cantastorie di lungo corso e che da tempo ha trovato nella scrittura il suo mestiere. Invece quei due soli punti hanno dimostrato che non è stato facile per niente. A determinare la scelta non è stato tanto lo stile narrativo indiscutibile buono quanto, ancora una volta, l’originalità della sua idea.

Leggere e vedere nella testa il film
Tutte e tre le storie hanno due cose in comune: la semplicità del linguaggio, la trasmissione di immagini chiare. Leggere e vedere nella testa il film è stato un tutt’uno. Ho detto fin troppo, chiedo soccorso a Gianluca Stazi, che è un produttore di audio storie, che vi dirà chi sono i premiati dei testi in voce. Prima però una osservazione finale: la montagna è diventata più appetibile e forse anche più amata da un grande numero di persone da quando è entrata nelle storie che si raccontano, si leggono e si capiscono con facilità. Non più solo la grande impresa, riservata agli alpinisti, non più solo la grande guerra, riservata agli studiosi e agli storici, non più solo la grande solitudine, riservata solo a chi la sa capire. Un tempo per avvicinarsi alla montagna l’unica occasione era fornita dagli incontri del CAI, oggi si va molto più volentieri a manifestazioni come questa in cui ci troviamo, dove la montagna è quotidianità, della gente che la vive e ci lavora e di quelli che la raccontano.

Franco Faggiani
Presidente giuria Blogger Contest.2018

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