Intervista: Marco Morelli alias “Tony pio tutto”

Quattro chiacchiere con Marco Morelli, surfista tra i più rappresentativi della generazione intermedia lungo la costa laziale

21/02/2019
scritto da Michele Cicoria

Photo courtesy: Fabrizio Aloisi, Sasha photo, Tommaso Pardini, Alessandro Di Spirito, Tommaso Geraci

Ciao Marco, benvenuto su 4surf. Raccontaci la tua storia…da quanto surfi, dove e come hai iniziato?
Ciao Michele!
La mia storia ha inizio a Civitavecchia, in un piccolo stabilimento balneare dove i miei genitori, da sempre appassionati di mare, mi portavano in estate. Su questo tratto di costa laziale nessuno ancora praticava il surf.  Sono stato fin da subito attratto dall’energia delle onde e ho iniziato a cavalcarle prima con mio padre in materassino e poi con una tavoletta di quelle che si usano in piscina per fare le gambe (a quel tempo giocavo a pallanuoto con snc Civitavecchia in serie b juniores).

Nel frattempo scoprivo film cult come un mercoledì da leoni e point break (che mio padre noleggiava sotto casa) che mi fomentavano. Poi vidi i primi surfisti tra onde civitavecchiesi e a quel punto non potevo starmene solamente a guardare; misi da parte dei risparmi per un intero anno rinunciando al motorino e altre cose (ero una sorta di pecora nera tra i miei amici!!! ahahaha…).
All’eta di 15 anni, il 22 maggio 1997, la mia prima volta in acqua.
All’epoca c’erano due talenti nella mia zona: Manuel Maffei e Alessio Fantozzi. Manuel mentre uscivo le prime volte in mare già faceva gli aerial! Gli sono grato ancora per quella volta che mi prestò la tavola di suo fratello, molto più voluminosa della mia, con la quale presi la mia prima onda!
Alessio Fantozzi “The King” è stato la prima persona a portarmi in un surf trip in Sardegna col suo furgone, non dimenticherò mai i suoi off the lip al Maresciallo, sembravano aerial da quanto erano radicali!!!

Dopo oltre 20 anni tra le onde dicci la tua…come è cambiata la scena surf italiana dal ’97 ad oggi?
Per l’esattezza 22 anni! Mi sento vecchio!!!
È molto cambiata, gli spot sia a Civitavecchia sia a Santa Marinella sono diventati molto affollati. Il livello medio dei surfisti si è alzato moltissimo! Quando ho iniziato io in acqua c’era una sorta di nonnismo; i più anziani esigevano il rispetto e la precedenza sulle onde. Ora non è più così i giovani sono più sfrontati e in qualche caso si approcciano al surf solo per fare i fighi, perdendo purtroppo il valore di fondo che è il contatto con il mare e la potenza della natura.

Cosa fai nella vita quando non sei in acqua?
Vivo a Civitavecchia con la mia compagna Emilia e il nostro cane Penny Lane e lavoro come operatore petrolifero. Quando il mare è piatto per tenermi in allenamento faccio un’ora di nuoto o bicicletta al giorno.
Inoltre, in mancanza di onde, faccio skate in pool, bowl, half pipe e full pipe, strutture che mi permettono di fare dei movimenti che riproducono la surfata.
Un’altra grandissima mia passione è la musica! Mi piace andare ai concerti e colleziono dischi rigorosamente in vinile! La sera faccio anche il dj con selezione musicale rock’n’roll, punk, garage, surf il @RocknrideDjSet!

Marco in una giornata di anticiclone alla full pipe di Civitavecchia – Ph. Alessandro Di Spirito

Con chi esci in mare solitamente? A quale onda assegneresti la parola “home-spot”?
Al mare solitamente vado solo ma la mole delle persone che mi chiama e messaggia per avere info sulle condizioni dei vari spot è spropositata!!!
In acqua poi mi ritrovo con gli amici di una vita che condividono con me questa passione. Negli spot che frequento abitualmente diciamo che di vista ci conosciamo un po’ tutti.
Il mio home spot è sicuramente il piccolo paradiso di Civitavecchia, nel tratto di costa in cui ho iniziato a fare surf.

In oltre 20 anni sono cambiati molto i materiali tecnici…quante tavole sono passate sotto i tuoi piedi?
I materiali tecnici sono molto cambiati e le tavole evolute in tutti i sensi! Ora sono molto più leggere e manovrabili, ti permettono di imparare più velocemente le manovre e le linee da seguire sull’onda.
Del numero di tavole ho perso il conto ma ad alcune sono rimasto veramente affezionato.

Ho iniziato con una Dirty 6’4” swallow (per me quasi un gun) shapata da Fabio Giacomini, era di Alessandro Maddaleni una delle persone che ho sempre stimato per il surf che fa, poi sono passato ad una tavola più voluminosa Eric Arakawa 6’1” e successivamente ad una Channel Island Al Merrick, con cui ho fatto il  mio primo aerial.
Ho surfato poi con vari modelli di Lost (come la fish 5’5”, la rocket e la puddle jumper), di Xsurfborads, con la Superbrand “the flyng” e Proctor surfboards (consigliata da Robertino D’amico), e anche con twin fin fish di Luca Fatturato di Santa Creative Studio e le mitiche Sequoia surfboards.

Cosa ne pensi dei brand innovativi? Come ti trovi con Sequoia?
Le tavole Sequoia mi hanno cambiato modo di surfare, sono riuscito a capire delle linee sull’onda che prima non facevo, stupefacente!
Ho provato due modelli: un classic shortboard Orso 5’9” e la Enzo 5’5” che è tra le mie preferite di sempre! Perfetta per qualsiasi condizione di onda in Italia! La consiglio con 4 pinne per aver maggiore stabilità anche su onde di 2 mt.
Complimenti a Marcello e alle sue Sequoia!

Tra i tuoi surf trip raccontaci il viaggio che ti è più rimasto a cuore…
Più che il singolo viaggio.. il posto: La California. Ci torno appena posso, non c’è posto che può darti di più in quanto surf, skate & punk rock! La prima volta io e i miei amici Valerio e Aroon ci abbiamo passato quasi due mesi tra San Diego, Los Angeles fino ad arrivare a Rincon Point, siamo rimasi affascinati da come loro vivono il surf e soprattutto dalla qualità degli spot e dei surfisti in acqua (più volte mi sono ritrovato in acqua con Taylor Knox e altre icone del surf moderno!).

Come vivi il surf oggi sulla costa laziale? Cosa ne pensi delle nuove leve?
L’Italia è molto lontana dalla California! Per surfare qui devi “accontentarti” di ogni condizione ed entrare in acqua ogni volta che è possibile, per questo sono stato soprannominato “Tony pio tutto”.
Gli spot sono molto affollati, soprattutto Banzai, in più (come dicevo prima) i giovani sono molto più sfrontati… bisogna saperli prendere! Nel mio caso mi piace dargli consigli e vederli crescere nel surf.

Hai partecipato a molte gare? Qual è stato il tuo risultato migliore?
Si, molte! All’epoca c’era un buon circuito! I miei risultati migliori nella categoria junior li ho ottenuti classificandomi secondo al Gaeta surf master, e quinto nella finale nazionale Fisurf2000 a Masua, in Sardegna. Da qualche anno a questa è parte il numero di gare organizzate annualmente è notevolmente diminuito e la cosa mi ha allontanato dal circuito; nella categoria senior (nel 2007 circa) mi sono classificato sesto in una gara a Banzai.

A quale surfista ti ispiri?
Alla famiglia Fletcher! Sono tutti radicali e innovativi!
Poi sicuramente a Joe Crimo e Justin Matteson che sono riusciti a portare sulla tavola da surf trick radicali tipici dello skateboard.

Grazie per il tuo tempo Marco, ringrazia e saluta chi vuoi!
Ringrazio innanzitutto la mia compagna Emilia perché se non ci fosse stata lei avrei dato un bel da fare a 4surf per correggere tutti gli errori di ortografia (ero pessimo in italiano!), poi Marcello Zani per le tavole Sequoia, Francesco e Torquato di Surfclash distribution e ovviamente te Michele e 4Surf per l’intervista!!

 

      

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