Mirleft spot guide: report Radical Team Surf & Yoga Bootcamp

Il Marocco lascia il segno e Mirleft è una meta da non perdere: lontano dal caos e dalla folla di Taghazout il surfer viaggiatore può confondersi tra i locali e scoprire tanti spot poco conosciuti di ottima qualità. Ripercorriamo il recente surf trip fatto insieme a Radical Team, Fitsurf e Yoga à Porter.

23/01/2018
scritto da Michele Cicoria

Dal 2 al 9 dicembre scorso si è svolto il nostro surf trip a Mirleft, nel sud del Marocco, insieme al Radical Team di Milano, che ci ha fatto da guida impeccabile verso questa meta alternativa, organizzando un camp rivolto 100% al miglioramento del proprio surf. A due ore d’auto a sud dell’area turistica di Taghazout, la zona di Mirleft gode di un’esposizione eccezionale agli swell più frequenti provenienti da N-O, che ne aumenta notevolmente frequenza e consistenza delle onde. A conferma di quanto detto durante la nostra settimana di surf-camp, un po’ sfortunata per quanto riguarda lo standard marocchino, abbiamo visto lavorare 4 giorni su 7 i point break della zona, mentre negli stessi giorni nella zona di Taghazout nessun point lavorava a dovere.

Quando partire per il Marocco? Perchè?
Il Marocco è una meta consigliata da settembre ad aprile per un semplice schema meteorologico: in questo periodo l’anticiclone delle Azzorre protegge la zona garantendo sole e venti prevalentemente off-shore, mentre i cicloni nord atlantici iniziano a fare il loro dovere pompando swell formati e lungi “fuori fetch”, pronti a raggiungere con righe perfette la costa maghrebina.
Mirleft è famosa per le sue splendide spiagge, ma possiamo garantirvi che ci sono altrettanti bellissimi promontori dove si aprono lunghe destre e diverse baie riparate, pronte ad offrire un mix tra beach breaks, reefs e points adatti a tutte le esigenze e livelli.
Il Radical Team è riuscito ad unire e guidare un gruppo eterogeneo di ben 22 persone, trovando le giuste location per surfare, mangiar bene, divertirsi e avvicinarsi in modo sicuro alla cultura locale, originale e intatta, in questo piccolo angolo ancora poco turistico a sud del Paese.
Abbiamo fatto base alla Mirleft Tayought Guest House, ottima struttura dalla quale è possibile raggiungere a piedi la spiaggia principale di Mirleft, dove sono presenti diversi beach break di qualità ed una sinistra su fondale misto, che lavora egregiamente con marea dalla bassa all’alta.
Ogni giorno ci siamo spostati tra una zona e l’altra visitando i diversi spot in base alle condizioni meteo-marine, armati di cinque auto e tre coach qualificati. Chi voleva fare freesurf ha sempre avuto la possibilità di muoversi negli orari e maree migliori, surfando albe e tramonti mozzafiato su spot in cui la parola affollamento era sconosciuta.

Stando in acqua mediamente 8 ore al dì il fisico inizia a risentire della stanchezza già dopo il secondo giorno, ma grazie a Davide Oggioni di Yoga à Porter siamo tornati subito in forma, elastici e rilassati dopo le sessioni di yoga 4surfer i cui effetti sono davvero miracolosi. Per lavorare sui progressi in acqua c’era Dario Nuzzi e il suo programma di Fitsurf, attraverso il quale seguiva tutti gli allievi insieme all’istruttore Roberto Coro, per poi correggere gli errori davanti alle video-analisi serali, tra risate e qualche birra sul meraviglioso terrazzo della Guest House.
Potremmo continuare per ore a raccontarvi di questo viaggio indimenticabile, partendo dalle visite ai mercati tipici, proseguendo per gli hammam autentici o le ottime cene marocchine, per poi finire con il sunset esagerato dell’ultimo giorno a Legzira…ma in fondo nessuna parola renderebbe merito a quanto visto lì, dal vivo, coi colori e l’atmosfera di un paese in grado di offrire uno dei peggiori, o migliori, mal d’Africa di sempre.
Il nostro consiglio è semplice…partite! Soli, in compagnia, con viaggi organizzati o all’avventura…l’importante è visitare questo favoloso tratto di costa. E se siete interessati al format che abbiamo vissuto lo scorso dicembre possiamo già darvi delle date certe, poichè Radical Team visto il grande successo si ripete: dal 24 al 31 marzo 2018 seconda edizione del Radical Surf & Yoga Bootcamp Marocco, per maggiori informazioni clicca qui.
Ora vi lasciamo alla MIRLEFT SURF GUIDE, che parla solo di alcuni spot presenti, poichè l’area è enorme e i secret vanno mantenuti tali…ovviamente una volta lì vi basterà girare un po’ per trovarli e godere così di onde pazzesche da condividere con pochissime persone.
Sotto, infine abbiamo deciso di riportarvi i pensieri personali di alcuni dei partecipanti al surf trip, che hanno voluto raccontare le loro emozioni uniche vissute.

SPOT nella zona di MIRLEFT
Mirleft Beach
La spiaggia principale di Mirleft offre diversi picchi su sabbia che lavorano con misura medio-piccola, ottimi quando non lavorano i point principali e con marea dalla media all’alta. A sinistra della spiaggia rompe una sinistra di buonissima qualità sempre con marea medio-alta, dipende molto dalla misura dello swell (in genere il top è tra 0.5 e massimo 1 metro solido).
Plage Sidi
Percorrendo la strada principale verso sud vi troverete di fronte ad una piccolissima a baia, la prima da Mirleft. Questo spot piccolino è soggetto alle correnti che spesso possono offrire un valido percorso per uscire, ed offre a seconda di marea e misura 3 onde: una sinistra attaccata al roccione sul mare (in alta marea), un picco centrale ed una facile destra sul lato nord della baia. Lavora con mareggiate piccole, a differenza della spiaggia di Mirleft è ben protetta dal vento side-shore.
Sidi Ifni
Questa è l’onda principale della zona e si trova nell’ampia baia successiva a Plage Sidi, scendendo verso sud. Sidi Ifni offre almeno 4 onde, ma appena arrivati al parcheggio sopra lo spot se la misura è superiore al metro non potrete far a meno di notare l’onda principale. Si tratta di una lunga destra su roccia di ottima qualità, che lavora al meglio in bassa marea con misura medio-piccola mentre non ha problemi quando lo swell è da 1.5 m in su, regge venti moderati da nord. Nell’ampia spiaggia a sud lavorano anche due sinistre e un beachbreak.
Legzira
Oltre ad offrire un paesaggio surreale e incantevole Legzira vanta anche un piccolo point destro su fondale misto sabbia-roccia, che non lavora spesso ma può essere davvero divertente e adatta a tutti i livelli partendo dall’intermedio. Spostandosi verso l’arco lavorano diversi picchi con swell di piccole dimensioni, in particolare due a-frame corti a nord e sud dell’arco. Fondale sabbioso, onde adatte a tutti i livelli.
A nord di MirleftAglou Plage: beach break molto esposto che lavora con mareggiate di piccole dimensioni, offrendo picchi differenti lungo la spiaggia, variabili a seconda di misura e marea e adatti a tutti i livelli.
Tifnit: piccolo villaggio di pescatori con diverse onde tra cui un paio di reef con lunghe destre e sinistre e un valido beach break. spot adatto a tutti i livelli, sensibile al vento.
Secret spots in Mirleft area
Tra Mirleft e Legzira ci sono tante piccole baie con spiagge e promontori, ognuna di esse nasconde un’onda e sono presenti almeno due point destri di qualità, che lavorano anche con piccoli swell e sono adatti prevalentemente a livelli da intermedi in su. Di più non possiamo dirti…Follow The Swell & Live The Search!

Claudio Casaccio
Marocco terra di surfsti, subacquei e paraglider… Terra di pastori, pescatori e mercanti. Accoglie i suoi sacri ospiti con case dalle facciate diroccate e sorrisi sdentati. In Marocco tutte le bellezze sono celate da un sottile velo agli occhi di chi non guarda con il cuore e non sente con lo spirito, come a ricordare che anche in un paese in vendita non tutto si può comprare. Non si può dare un prezzo alle sue incredibili spiagge in cui l’anima del surf trova casa.
Davide Oggioni
Domenica, Sono le ore 16 apro un occhio dopo una serata turbolenta…molto turbolenta. Mi desto lentamente in una stanza a me sconosciuta. Non so dove sono, vedo in lontananza una tavola da snowboard…dalla finestra scorgo che sta scendendo qualche fiocco di neve…sono perplesso. Solitamente una scenetta del genere non crea in me tanto panico, se solo sapessi dove fossi.
Che ora è? Dove mi trovo? Di chi è la casa? Solitamente le prime nevi, mi caricano di un’energia particolare, voglia di sfrecciare fra boschetti e alla ricerca di pendenze e polvere. Invece no, questa volta, sento di essere in un posto sbagliato. Avverto qualcosa che non va. Prima di pormi ulteriori quesiti mi fermo un istante, cerco di capire se è un sogno o cosa.
Ricostruisco e cerco di dipanare i ricordi che si accatastano. sono di ritorno da un’esperienza molto intensa. Una settimana lontano dai ritmi cittadini, trascorsa con quelli che erano perfetti sconosciuti fino a qualche giorno prima. Sette giorni scanditi dai ritmi del sole e delle risate, dalle maree dai tramonti e le albe.
I ricordi si distendono.  Non ho voglia di alzarmi subito, resto aggrovigliato nelle coperte a riflettere.
Ho trascorso l’ultima settimana in una cittadina remota del Marocco, spostandomi con il gruppo alla ricerca di onde. Alla ricerca di tranquillità. Io e il potente respiro dell’oceano. La sera dopo tutto il giorno a cuocersi al sole e prendere schiaffoni oceanici in viso, si staccava la spina respirando e stiracchiando la muscolatura contratta con una lezione di yoga. Surf e yoga.  Yoga e surf.
Non sono due sport, sono due pratiche che ti permettono di arrivare ad uno stato di euforia autoindotta senza eguali. Creano dipendenza e sono due percorsi quasi infiniti dove non smetti mai di imparare, dove umiltà e fatica sono le uniche costanti.
Una volta un mio caro amico mi ha detto, le esperienze sono 40% cosa fai 60% con chi lo fai. Puoi stare in acqua da solo per ore ma condividere qui momenti in acqua con gli amici è qualcosa di indescrivibile. Idem per lo yoga, puoi praticare da solo, ma l’energia derivante dalla condivisione rende tutto unico.
Questo mio desiderio di restare sotto le coperte, a gongolarmi nel mio lieve hangover,  è forse la voglia di non voler tornare alla realtà di una città frenetica ad una routine che non ci appartiene.
Vorrei restare in questa bolla senza tempo, assaporando le persone un sorriso alla volta.  Godere la convivialità delle cene tipiche e interagire con persone diverse ogni sera.  Il profumo di cumino nell’aria e il thè ustionante alla menta. Ripenso agli abbracci veri dopo yoga, ripenso a quanto è stato bello esultare quando una tua amica prende l’onda della vita.
È stato un viaggio dove la semplicità e la spontaneità sono stati le colonne portanti.
“il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione” – Thich Nhat Hanh

Marzio Fiore
L’unica cosa più bella del surfare, è farlo con gli amici, soprattutto con persone che non conoscevi fino a qualche ora prima e magari con la persona che ami.
Ti inciti, urli e spingi il compagno a remare sull’onda in arrivo, godi ed esulti alla sua cavalcata come fosse la tua. Tutto è amplificato, è condivisione, è emozione, è il Marocco…il luogo dove tutto è più intenso. I tramonti in acqua, le cene coi piatti tipici, i pranzi in spiaggia col cibo acquistato al mercato e soprattutto, l’arrivo in spiaggia…quella è l’emozione che ti segna, ti abbracci, guardi con gli altri l’orizzonte alla ricerca delle onde migliori per capire di cosa accadrà di lì a poco, quando indosserai muta ed entrerai in acqua col branco. Come ho detto ad Anna alla fine della sua prima giornata in acqua con la tavola: “ma come fai a dirglielo alla gente cos’è il surf???” “Hai ragione Marzio!!!”.
Marocco, mi hai stregato!
Scusate se mi sono dilungato ma l’emozione scorre con l’adrenalina quando ci ripenso!
Andrea Galain
Se sei alla ricerca di terre incontaminate, natura e un gruppo di amici con cui condividere tutto questo, sei nel posto giusto! Con Radical Team ho trovato non solo un gruppo di amici, ma una vera e propria famiglia, dove lo spirito d’avventura e la voglia di stare bene sono la base e l’obiettivo ultimo! Alla fine di questa settimana ho conosciuto splendide persone dalle quali non vorresti mai separarti! In una parola UNICO.
Valeria Lamanna
Avevo già partecipato ad altri surfcamp, ma questa tipologia di viaggio è stata differente: un’esperienza unica che ha permesso di immergermi completamente nella filosofia del surf. Si, perché il surf non è semplicemente uno sport, è una filosofia di vita, una terapia per l’anima. Ringrazio radical team e tutti i maestri per avermi dato la possibilità di vivere questa esperienza che non dimenticherò mai, la passione che avete trasmesso è unica.
Grazie di cuore

Ezio Tirloni
“Uno dei miei viaggi più ricchi e dalle diverse sfaccettature passando dalle onde al souk del posto, dalla cucina tradizionale marocchina alle sessioni al tramonto e all’alba, dalla discrezione della gente del posto alla ricerca dei secret spot. Compagnia di viaggio variegata e stimolante che, come succede in ogni gran viaggio che si rispetti, ho dovuto abbandonare proprio quando la cosa più giusta sarebbe stata quella di continuare a condividere tempo ed emozioni insieme. Al di là dell’aspetto puramente sportivo, me ne torno a casa più completo e arricchito certo che tale consapevolezza mi sarà di aiuto nella normale e noiosa quotidianità.”
Fabio Grecchi
Mirleft, Marocco. 8 Dicembre 2017. Venerdì pomeriggio, ultimo giorno utile per surfare prima del sabato del tanto temuto rientro in Italia. Sono in acqua, la muta come un guanto mi protegge dall’acqua fredda, il sole come una palla arancione immensa sta scendendo all’orizzonte e i suoi ultimi raggi mi illuminano il viso. Ho il fiatone per il tanto remare verso la line up. Seduto sulla tavola aspetto l’onda perfetta, quella che mi solleverà al cielo e mi darà quella scarica di adrenalina che ormai è una dipendenza per me. Ho gli occhi chiusi mentre mi godo l’ultimo tepore del tramonto, li apro piano e mi guardo attorno…Al mio fianco riesco a distinguere delle altre persone che come me stanno vivendo quest’istante. Sono i miei compagni di viaggio, persone che fino ad una settimana prima non conoscevo affatto, e ora sono più che amici per me, sono parte di questo momento.
Il momento in cui voglio essere, sono lontani i problemi e lo stress, il lavoro, le preoccupazioni e la quotidianità fatta di sogni chiusi nel cassetto e di aspettative che spesso non vengono realizzate. Questo è il momento in cui tutto si ferma immobile in una promessa: la grande onda arriverà e io ed i miei compagni daremo fondo a tutte le energie rimaste per quelle ultime bracciate prima del take off.
E realizzo che questa è la felicità, questo è quello che mi rende vivo. Quello che il surf ci può insegnare è una conoscenza istantanea, dove si incontrano da una parte l’eterno flusso delle correnti e delle onde e dall’altra l’incertezza del qui e ora: una conoscenza che non puoi sperimentare dalla spiaggia, ma solo dentro l’oceano. Nasce dalla fusione dinamica fra il tuo corpo e l’onda. E questo momento lo dedico a tutti voi.
Grazie Radical Team, siete delle persone incredibili: professionalità, pazzia e divertimento in un connubio invincibile. E’ merito vostro se ho raggiunto questo stato mentale e fisico, qui nell’oceano al tramonto insieme ai miei amici. Quello che ho vissuto insieme ad altre magnifiche persone non è stato un semplice Surf Camp: i miglioramenti tecnici li abbiamo sicuramente avuti tutti, ma quello che ha reso unica questa esperienza è la componente umana.
Un gruppo così eterogeneo eppure così affine, guidato con precisione e indirizzato con esperienza e simpatia. E con una pazzia creativa da rendere ogni cosa possibile! Il mio miglior consiglio a chiunque mai leggerà queste parole è uno solo: partite con Radical Team! Vorrei potessero tutti vivere la mia stessa esperienza, e magari condividerla assieme. Nel frattempo attendo il prossimo Radical Trip.
Buena Onda Surfers

Anna Colosio
Il fine ultimo di un viaggio è tornare arricchiti. Il viaggio in Marocco è stato molto più di un viaggio. L’unica certezza che avevo quella mattina in aeroporto era che sarei partita per il Marocco, un paese che non conoscevo con persone che non conoscevo. Tutto ciò che è stato, è stata una sorpresa. Guardi il mare, l’oceano, per la prima volta come non lo avevi mai guardato. Guardi le onde, che fino ad ora ti facevano paura e le guardi con occhio diverso, come qualcosa da affrontare, da gestire. Entri in acqua e senti un brivido di freddo ai piedi ma qst non serve per fermarti e farti desistere. Entri, il tuo corpo si abituerà anche al freddo e non lo sentirai più. Cammini nell’acqua e le onde ti sbattono addosso, forti, come schiaffi ma tu continui, sei più forte.
Improvvisamente le onde non ti sembrano più tutte uguali, inizi a guardarle come non le hai mai guardate. Le riconosci. Sai quale sarà la tua. Sai quale onda vuoi affrontare, cavalcare, dirigere. Il surf è fatica. Cadi, ti rialzi. Cadi, ti rialzi. Ti rialzi sempre.
Fino a quando poi.. la fatica non la senti più, non usciresti mai. La sintonia che hai creato con l’onda ti ripaga di tutto. Decido di saltare la lezione di yoga e di fare la sunset session con alcuni dei miei compagni di viaggio. Sono sulla spiaggia di Mirleft, c’è un tramonto magnifico. Sono in piedi con la muta bagnata, rabbrividisco dal freddo, ma per un secondo guardo il mare, dorato dal sole. Mi fermo a pensare a ciò che ho, la fortuna di vivere in questo momento.
Mostro al mare le mie lacrime e le mie risate, senza vergogna, perché so che c’è spazio per tutto. Cosa ci facciamo al mondo se non per amare ciò che ci circonda?
Torno a casa con un bagaglio ricco, sono ingorda di vita, di esperienze, di persone. Ciò che mi ha lasciato questo viaggio non mi abbandonerà mai.
Marocco, molto più di un viaggio.
Stefania Fimognari
Un’esperienza fantastica, una cultura diversa da scoprire e tante nuove persone da conoscere.
Onde, sole, relax e divertimento non sono mai mancati e posti bellissimi sempre diversi da scoprire grazie ai nostri super coach. Un viaggio da provare almeno una volta e da ripetere al più presto!
Luca Mantovani
Tanta Roba! A partire dalle onde che finalmente grazie ai coach non sembrano più così difficili e lo yoga che ti risistema, ad arrivare ai posti meravigliosi e al cibo di ottima qualità posso dire che sia stato un surf trip indimenticabile in super compagnia!

 

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