Onde: anomalia e piatta tra le peggiori di sempre

Perchè una piatta del mare così lunga in costa ovest? Quando torneranno le onde e le classiche perturbazioni atlantiche? Proviamo a dare una spiegazione e tracciamo le previsioni nel lungo termine

19/10/2018
scritto da Michele Cicoria

Inutile nascondersi dietro le incertezze, compensazioni meteo o super cazzole varie: da diverse settimane sul Mediterraneo, per quanto riguarda la meteorologia marina e dunque la previsione della mareggiate surfabili, qualcosa non va, non funziona. Ci troviamo nel periodo statisticamente tra i migliori dell’anno per assistere all’ingresso di perturbazioni cariche di vento e onde, le classiche perturbazioni che dopo l’estate iniziano a scalciare via l’alta pressione penetrando sempre più a sud, e quindi abbassando di latitudine il flusso medio dei fronti freddi atlantici in transito da ovest verso est.

Ma questo non accade. Come mai? Forse è la domanda che tutti ci stiamo ponendo, poichè se guardiamo indietro nell’ultimo mese ed anche oltre, non notiamo nulla di paragonabile ai classici swell autunnali del Mediterraneo. E’ vero, non è stata piatta per tutti: le perturbazioni ci sono state e spesso anche intense, ma hanno interessato zone solitamente più secche e seguendo schemi meteo davvero insoliti…così le onde hanno interessato di più le coste orientali del Centro-Sud, lo scirocco ha infiammato spesso lo Ionio e subito dopo è stato sostituito da tramontana e grecale.

E dove è finito il protagonista indiscusso del mare nosrum? Il mistral, N-O, maestrale, chiamatelo come preferite…ma è lui che manca all’appello più di tutti, insieme ai venti che lo precedono e seguono attraverso schemi meteorologici ben conosciuti, che sono: scirocco, ostro, libeccio e ponente.
Tutta questa anomalia può essere sintetizzata in unico comune denominatore: il “vento anti-zonale”.
Il flusso di correnti anti-zonali, in quota e al suolo, sono quei venti che si spostano nella direzione opposta rispetto al flusso medio dell’emisfero nord, che tutti sappiamo muoversi da ovest verso est: queste correnti “anti-zonali” mediamente spirano da est verso ovest, portando con se corpi nuvolosi, piogge, vento e onde insolite.

Dunque l’indiziato numero uno, assente da oltre un mese sul mediterraneo, è il flusso zonale, quel flusso di correnti che guida verso l’Italia perturbazioni atlantiche ben conosciute, che offrono schemi di onde ben definiti, ossia: scirocco, libeccio, maestrale e tramontana/grecale.
Da molte settimane manca all’appello il flusso zonale, e questo spiega l’assenza o la bassissima frequenza di onde in costa ovest, dalla Liguria alla Calabria passando per Toscana, Lazio, Campania, Sardegna e Sicilia. Le stesse che, oltretutto, durante le brevi apparizioni non hanno dimostrato consistenza della mareggiata, e quindi misura dell’onda scarsa.
Le cause di tale anomalia vanno ricercate nella situazione climatica ad ampio spettro, ossia guardando ben oltre il Mediterraneo: tra gli indiziati principali ci sono le temperature superficiali in oceano atlantico e in tanti altri aspetti…poichè come si dice spesso, e in parte è vero, il battito di una farfalla in Nuova Zelanda può scatenare un ciclone in Atlantico. E’ necessario quindi fare ricerche approfondite, ma non è questa la sede per tutto ciò.

Dati concreti in questo momento li abbiamo, sono abbastanza oggettivi, eccoli qua:
– l’anomalia delle piogge su Inghilterra (in questo periodo sapete tutti quanto dovrebbe piovere lì, ma non è così) ed ovest Europa in generale.
– l’anomalia di temperatura positiva del mar Mediterraneo (vedi la mappa qui sopra del progetto Copernicus dell’ING, che mostra valori superiori ai 20 gradi ancora quasi ovunque)
– la stagione degli uragani in atlantico, e dei Medicane o TLC in Mediterraneo (Scopri di più CLICCANDO QUI), piuttosto attiva e oseremo dire decisamente al di sopra della norma.

Questi aspetti e molti altri (non li conosciamo mica tutti) hanno collaborato tra loro per dar vita alle anomalie meteo delle ultime settimane. In particolare, quando un ex uragano, come ad esempio Leslie, si avvicina all’Europa, manda in tilt la meteorologia locale. Così anche i modelli di previsione si ritrovano digerire male questi eventi violenti inconsueti…fornendo in uscita tanta incertezza nelle previsioni anche per l’Italia.
Di cosa c’è bisogno allora?
Serve il freddo?
Forse, e questo ingrediente è confermato in parte da lunedì 22, quando una nuova perturbazione da nord spazzerà l’Italia con nuovi venti settentrionali e swell da N-E e da Nord.
Serve che si levi “dalle balle” l’anticiclone sull’Europa nord-occidentale? Si, in parte, ed anche questo sembra confermato da metà della prossima settimana.
Serve che riparta il flusso zonale? Si, questo serve, non è ancora del tutto confermato ma ci sono buoni segnali degli indici meteo nel lungo termine, che mostrano un flusso da ovest verso est decisamente più attivo.
E quindi, quando tornano le onde da ovest? La buona notizia oggi è la seguente: sembra abbastanza probabile un affondo perturbato tra venerdì 26, sabato 27 e domenica 28. Si tratterebbe di una di quelle perturbazioni con saccatura profonda e intensa, che dovrebbe entrare stavolta da ovest attivando venti meridionali prima, libeccio, ponente e maestrale anche forte poi….e sarebbe anche ora!
Segnate sul calendario queste date, ci ri-aggiorniamo la prossima settimana!
#FollowTheSwell
MC

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