Sons Of The Ocean: intervista a Matteo Capo Nani

Come tante altre cose nate per passione e per gioco è piaciuta subito e cresciuta in fretta: la pagina facebook “Sons Of The Ocean” mostra tutti quelli che amano il mare come noi, con piccole interviste presenta i “figli dell’oceano” e sensibilizza la gente verso la protezione e salvaguardia del nostro “parco giochi”. Abbiamo intervistato l’ideatore della pagina Matteo Nani detto “Capo”.

16/02/2018
scritto da Michele Cicoria
Ciao Matteo, benvenuto su 4surf! Partiamo dalla classica domanda di rito: da quanto surf? Dove e come hai iniziato?Ciao a tutti, sono Matteo Nani detto “Capo”… questo è un soprannome che mi porto dietro da quando avevo circa 11/12 anni… ormai mi chiamano tutti così, compresi i familiari più stretti tipo mio padre. Molti non sanno neanche il mio vero nome ?, comunque torniamo alla tua domanda: ho iniziato a fare surf a circa 9/10 anni nel lontano 1989 (cavolo sono davvero vecchio), per me l’inizio è stato abbastanza facile perché arrivavo dal nuoto agonistico… ho iniziato con il bodyboard che mi regalarono i miei genitori per la promozione a scuola! Un Bmax carenato con pinnette, con un aggancio futuristico per l’epoca, tipo FutureFin…iniziammo io e mio cugino Giacomo Neri ai mitici Bagni Lido di Livorno… da subito abbiamo provato a metterci in piedi tipo la tavola e quindi dopo 3 anni sempre i miei genitori mi regalarono una vera tavola da surf! Era una T&C 6’2” con 6 canali Nuova…un mostro di bellezza di tavola!

Quasi 30 anni a contatto con le onde italiane…come è cambiata la scena surf in queste tre decadi?
Bellissima domanda! È cambiato tantissimo sia in meglio ma per certi aspetti in peggio! Iniziamo dicendo che in positivo a livello agonistico cioè ora c’è veramente una preparazione tecnica e sportiva vera e propria… ci sono corsi per iniziare, corsi avanzati, surftrip per migliorare la tecnica con l’aiuto della tecnologia (ti seguono giorni e giorni con la telecamera per farti vedere in acqua cosa sbagli…). Si fa preparazione fuori dall’acqua con esercizi mirati a migliorare i movimenti e la resistenza in mare… dalla palestra con la ginnastica “funzionale “ allo skateboard che simula veramente i movimenti del surf, tipo i carver…
A livello di stile di vita però secondo me abbiamo perso molto, noi che non avevamo YouTube, Vimeo, DVD, internet per le previsioni meteo, telefonini con whatsapp e app varie, etc… non avevamo niente di niente se non l’esperienza dei vecchi lupi di mare… eravamo molto più esperti di mare e meteorologia rispetto ai ragazzi di oggi!! Riuscivamo a goderci molto di più l’attese…e come preparazione avevamo lo sport classico… chi il nuoto, chi il calcio… poi ci riconoscevi da chilometri di distanza per il modo di vestire, cavallo basso ai pantaloni, felpe larghe con colori fluorescenti ? avevamo come ideali quelli che avevamo imparato dai film tipo “un mercoledì da leoni“ cioè la fratellanza, la lealtà, la libertà etc…ascoltavamo i “ beach boys “, “ Nirvana “,”bob marley “ etc…
Avevamo una sola rivista italiana “Surf Latino” e una americana che si trovava solo i pochissime edicole “Surfer” per non parlare dei video, ricordo ancora a memoria la mia unica videocassetta “Hawai Nine-0“ pagata 60.000 lire dai miei per Natale…
insomma credo che come tutte le cose sono cambiate molte grazie alla tecnologia e la globalizzazione!
Però c’è da dire anche che le “new generations“ sono fortissimi tutti e a 12/13 anni “volano” in acqua!!
Ah, dimenticavo di dire che noi che siamo la terza generazione qui a Livorno e i grandi non ci aiutavano molto anzi…ora invece noi “vecchietti“ incitiamo i giovani e li spingiamo a fare sempre meglio!! Poi ora a 16 anni hanno girato già mezzo mondo mentre noi per viaggiare dovevamo aspettare un po’… il mio primo surftrip è stato a 17 anni in Francia, a Biarritz!!!

Immagino…quel fascino in più condito da tutte le difficoltà logistiche…forse rendeva tutto più esclusivo e riservato a veri appassionati! Insomma, si può affermare con certezza che te sei uno dei primi “Sons Of The Ocean”!! Proprio restando in tema “incitamento giovani”, come è nata la pagina? Sei solo te a gestirla?
Ahahah la pagina è nata un po’ per gioco e un po’ perché ci siamo accorti, io ed i miei compagni d’avventura Giacomo Neri, Jorma Cosci e Gianluca Lombardo, che mancava un qualcosa per far conoscere meglio i giovanissimi, anche le persone comuni che non fanno gare, ma che hanno ugualmente una grande passione! Allo stesso tempo facendo interviste cerchiamo di sensibilizzare la massa facendogli capire che il mare va protetto perché siamo veramente in tanti che usufruiamo del nostro “parco giochi “!! Cerchiamo di dare voce un po’ a tutti ma sicuramente diamo un occhio di riguardo ai più giovani, visto che sono il nostro futuro e dobbiamo puntare molto su di loro sia a livello sportivo, sia a livello di educazione ambientale!!
Sensibilizzare il rispetto per il mare, un messaggio molto importante e sicuramente da diffondere…
Già! Visto che parliamo di rispetto per il mare…vorrei scrivere due paroline a tutti per quanto riguarda la situazione dei nostri mari…Io ho viaggiato molto fortunatamente, ho visto molte realtà diverse per quanto riguarda la situazione dei nostri mari, ho visto scenari sconvolgenti sia in bene che in male… ho visto le spiagge del Marocco invase da buste di plastica, ho visto le Maldive un paradiso che stiamo distruggendo tra plastica sulla barriera corallina e plastica che viene bruciata sugli atolli credendo di risolvere il problema, mi è capitato lo stesso a Bali… mentre qua da noi in Italia c’è un inquinamento più subdolo, cioè c’è meno plastica sulle spiagge ma ci sono molte falle sui controlli nella grande produzione. Tante industrie smaltiscono materiali tossici in maniera molto approssimativa in acqua!
Noi in Italia abbiamo la più tossica e pericolosa spiaggia del mondo qui dietro casa mia a Vada (Rosignano Solvay)… la spiaggia del Lillatro che come molti sanno è splendida alla vista perché è composta di “sabbia“ bianca, ma in realtà è Soda che si deposita lì come scarto dell’industria vicina..!! Infatti se avete avuto modo di guardare sott’acqua non troverete un’alga o un pesce per centinaia di metri… un motivo ci sarà no?? Per quello che ho letto su vari siti, visto che non sono un biologo marino, non c’è da stare tranquilli…Ci vuole più rispetto per il nostro “parco giochi“, per lasciare divertire anche le generazioni future…
Davvero! Dobbiamo ognuno fare del nostro! Tornando a Sons of The Ocean, la pagina è partita da zero e in pochi giorni ha riscosso molto successo! Quale sarà il prossimo passo?
Intanto grazie per il “molto successo“!! Per il futuro abbiamo molte idee… intanto stiamo registrando il marchio… stiamo progettando un sito per pubblicare una sorta di “schedario” di tutti i surfer che intervistiamo… vorremmo organizzare qualche manifestazione per la pulizia delle spiagge
Vorremmo sostenere in particolare i giovani talentuosi ma ancora dobbiamo vedere come…Diciamo che è un po’ tutto “work in progress“ ahahah

Il Capo a 17 anni, durante il suo primo surf trip a Biarritz

Come si fa a diventare un “figlio dell’oceano”? 
Non c’è un vero e proprio modo per scegliere chi entra nella pagina! I criteri per la scelta sono molti… il primo ed essenziale è che la persona dimostri AMORE per il mare in generale, che sia sul bodyboard o la tavoletta, sup o longboard… l’importante è che viva il mare e lo rispetti! Può essere famoso o un semplice appassionato, un giovanissimo o uno della “vecchia scuola”, molti li conoscevo personalmente (vista la mia ormai datata permanenza nell’ambiente), altri mi sono stati consigliati da amici come Patrizio Jacobacci, altri ancora l’ho cercati visti i meriti sportivi e altri ancora mi hanno chiesto semplicemente loro di fare un intervista. Comunque alla fine la cosa basilare è che tutti amano, rispettano e vivino il mare!
Bellissimo messaggio Capo! Lo appoggiamo in pieno anche noi!! Grazie per il tuo tempo, ringrazia chi vuoi e ricordaci come seguire Sons Of The Ocean! 
Avrei molte persone da ringraziare perché tra la comunità dei surfer ci sono veramente tante brave persone…Comunque ringrazio tutti i miei compagni d’avventura in particolare Giacomo Neri “ Jaky”, Jorma Cosci “ il babbano” e Gianluca Lombardo “ Kuka”…ma un grazie immenso va anche a Patrizio Jacobacci e a tutti i ragazzi intervistati, che rendono possibile tutto questo con la loro disponibilità e cortesia nel dedicare un po’ di tempo a “nessuno” come noi!! Un grazie va anche ai ragazzi di “Bodyboard Lab” per aver accettato fin da subito di poter pubblicare i loro fantastici video…Ovviamente grazie anche a voi di 4surf per esservi accorti di noi e per averci dato la possibilità di raccontarci…
Grazie a te Capo! Ci vediamo in mare!
MC

        

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