Surf Lakes: avvio prototipo da 2400 onde l’ora, presente anche l’Occy’s Peak

30/05/2017
scritto da Michele Cicoria

La start-up del Queensland sembra far sul serio con la wavepool Surf Lakes: partita la collaborazione con la leggenda del surf Mark Occhilupo, insieme a lui si arriverà al prototipo da 2,400 onde l’ora che include l’Occy’s Peak, il barrel sinistro da 2.4 m d’altezza surfabile per 60 metri. Prima apertura prevista a fine 2017 in Australia

Due anni fa su 4surf vi avevamo raccontato per primi di questo progetto (LEGGI QUI), poi nessuna notizia fino ad oggi, ma ora sembrano in arrivo importanti novità sulla wave pool il cui meccanismo di funzionamento risulta il più naturale tra tutte le tecnologie ad oggi esistenti. A differenza delle altre wave pool, infatti, Surf Lakes sfrutta la naturale formazione dell’onda, ossia quella del “sasso lanciato sulla superficie piatta della laguna”: non si tratta certamente di un grosso masso ma di una torre al centro della wavepoool, in grado di aspirare l’acqua nel suo “pistone” e spingerla verso il basso, generando così una grande onda di tipo “circolare” che si propaga verso l’esterno. Questa, incontrando i diversi “reef artificiali” posizionati intorno alla laguna da vita a diverse onde contemporaneamente, la cui somma può arrivare a 2,400 in un’ora.

È passato un anno e mezzo dal lancio della Kelly’s wave, un tubo perfetto da 2.1 m in partenza, tubo surfabile a 250 km dalla costa della California.
Lo Slater’s Surf Ranch ha reso realtà il sogno di surfare un’onda artificiale perfetta, conquistando tutti i media e convincendo la World Surf League ad acquistare la quota maggioritaria della sua società.
A livello tecnico tuttavia l’onda di Kelly non offre grosse novità: il sistema funziona sempre con un foil trascinato (lamina sott’acqua) e a livello commerciale resta poco appetibile, riuscendo a generare un totale di sole 15 onde l’ora. I gestori in questo momento stanno lavorando alla realizzazione della sinistra di Kelly, ma sempre con la stessa tecnologia.

A fine anno un altro competitor agguerrito è spuntato dai Paesi Baschi: la società Wavegarden ha iniziato a diffondere le informazioni sul nuovo sistema 2.0 chiamato “The Cove“, una struttura che può generare 1000 onde all’ora, potenti e tubanti fino a 2.4 m di altezza e su spazi di laguna più ristretti.  Wavegarden ha già realizzato strutture aperte al pubblico in Texas e nel Regno Unito, le quali tuttavia hanno dovuto fare i conti con i guasti frequenti alle stesse, guasti che dovrebbero essere risolti col nuovo sistema The Cove. Il primo The Cove ad uso commerciale e aperto al pubblico dovrebbe essere inaugurato a Perth, nel Western Australia, “entro il 2018“.

Ma oggi vogliamo parlarvi di Surf Lakes, la struttura promossa da Mark Occhilupo nata da una startup di Brisbane. Alla prima presentazione del 2015 Surf Lakes prometteva, grazie alla sua geometria, “3600 onde” all’ora, ma al momento la cifra è stata ridimensionata a “solo” 2400 onde l’ora e fonti australiane confermano la costruzione del primo prototipo demo in un luogo ancora segreto. Surf Lakes vuole integrarsi con i parchi acquatici a tema e resort di tutto il mondo e sembra ufficiale che il primo surfpark ufficiale aprirà nel Queensland entro la fine del 2017, completo di otto onde diverse:
– uno di questi 8 break sarà chiamato il “picco di Occy” e sarà costituito da una sinistra tubante alta 2.4 m in partenza e lunga 60 m, in onore della leggenda australiana vincitore del Pipeline Master nel 1999.
La struttura demo coprirà lo stesso volume d’acqua di circa 20 piscine olimpiche e l’obbiettivo del fondatore Aaron Trevis resta ben chiaro: con Surf Lakes vuol rendere il surf più accessibile a tutti, soprattutto a coloro che non vivono vicino all’oceano.
“Il 99,5% della popolazione mondiale non ha mai surfato, per questo crediamo che ci sia importante offrire questa opportunità lontano dal mare con la Surf Lakes technology”, ha dichiarato Trevis.

Staremo a vedere! Intanto speriamo che prima o poi qualche imprenditorie illuminato, italiano, si svegli e inizi a crederci in questo in investimenti simili…

Intanto il “micro-prototipo” promette davvero bene…

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