Foto di Devis Solerti, Nicola Brollo, Massimo Crivellari, Mate Image, Luciano Gaudenzio, Mario Verin
Il Friuli Venezia Giulia è un territorio che sembra nato per essere esplorato lentamente, seguendo il ritmo delle pedalate. Qui, il ciclismo ha una valenza che va oltre lo sport e la vacanza attiva. Le due ruote diventano modo di leggere il paesaggio, di entrare in contatto con culture diverse e di scoprire una varietà sorprendente di ambienti nel raggio di pochi chilometri.
Una regione bike a 360° per 365 giorni all’anno
Dalle Alpi Carniche e Giulie alle aree lagunari affacciate sull’Adriatico, passando per colline vitate, fiumi selvaggi e borghi medievali, il Friuli Venezia Giulia offre una rete di percorsi capace di soddisfare praticamente ogni tipo di ciclista. Le grandi ciclovie regionali come la FVG3 Pedemontana e la FVG6 del Tagliamento rappresentano l’ossatura di un sistema che oggi guarda sempre più al Gravel, al Bikepacking e al Cicloturismo evoluto, senza dimenticare il ciclismo su strada e il mondo MTB.
Gravel: il Friuli Venezia Giulia come esperienza di viaggio




Il Gravel è probabilmente la disciplina che meglio interpreta l’anima del Friuli Venezia Giulia. Perché qui il fascino non sta soltanto nella qualità dei percorsi, ma soprattutto nella sensazione di continuità tra natura, cultura e territorio.
Accanto alle grandi direttrici cicloturistiche, la regione ha sviluppato una rete di anelli gravel che permettono di scegliere ogni volta un’esperienza diversa: pedalate panoramiche tra i vigneti del Collio, itinerari ad alta quota tra Carnia e Cansiglio oppure lunghi viaggi in bikepacking attraverso tutta la regione.
Tra i percorsi più spettacolari c’è il Lost in Friuli Venezia Giulia, un anello di oltre 430 chilometri con partenza e arrivo a Gorizia che attraversa praticamente tutte le anime della regione. Vigneti, anfiteatri morenici, borghi medievali, strade bianche lungo il Tagliamento e salite verso la Carnia si alternano in un itinerario che è insieme viaggio sportivo e racconto geografico.
Un’esperienza ancora più legata al paesaggio fluviale è invece quella del Grande Anello del Tagliamento (224,7 km per 546 m di dislivello), che segue il corso di uno degli ultimi grandi fiumi alpini europei rimasti in larga parte incontaminati. Qui il Gravel assume quasi una dimensione contemplativa: immense distese di ghiaia, argini sterrati, piccoli borghi e pianure attraversate da una luce che cambia continuamente.
In questo scenario, la FVG6 è una delle ciclovie più apprezzate dai gravellisti. La ciclovia del Tagliamento collega Tolmezzo a Lignano Sabbiadoro attraverso due tracciati paralleli che scorrono sulle opposte sponde del fiume, formando un grande anello percorribile in più giorni. Da una parte San Daniele del Friuli, Codroipo e le ville venete della pianura; dall’altra Spilimbergo, San Vito al Tagliamento e i borghi storici della destra Tagliamento. Un percorso che alterna sterrati veloci, strade secondarie e continui cambi di paesaggio.
Molto interessante anche Contrasti a Est, che si rivolge a un pubblico di sportivi con buona esperienza e allenamento (330 km di lunghezza per 7.180 m di dislivello). Si tratta di un itinerario che si snoda tra Italia e Slovenia, seguendo tranquille strade bianche, sentieri forestali e vie secondarie che attraversano paesaggi naturali di grande fascino. Collega Tarvisio a Trieste attraversando le Valli del Natisone e Torre, le zone di produzione dei vini pregiati del Collio e Gorizia, fino a raggiungere il Golfo di Trieste.
FVG Bike Trail: il Friuli Venezia Giulia da vivere in autonomia




Tra gli eventi che meglio raccontano l’evoluzione del cicloturismo regionale c’è sicuramente FVG Bike Trail, manifestazione self-supported, che dal 3 al 6 settembre 2026 tornerà a trasformare il Friuli Venezia Giulia in una grande avventura a pedali.
Partenza da Udine e spirito completamente libero: niente classifiche, nessuna assistenza organizzata, soltanto navigazione GPS, autonomia e desiderio di scoperta. È proprio questo approccio ad aver reso FVG Bike Trail uno degli appuntamenti più interessanti del panorama bikepacking italiano.
L’edizione 2026 introduce una novità importante: accanto ai tradizionali percorsi gravel arrivano per la prima volta anche due itinerari interamente road. Una scelta che amplia ulteriormente la platea di partecipanti, mantenendo però intatto il DNA dell’evento.




Per ciascuna disciplina, i due percorsi di distinguono in Unlimited e Unconventional, con il primo più lungo e con maggiore dislivello. Entrambi prevedono il passaggio nelle stesse località, ma si sviluppano su tracciati differenti e attraversa paesaggi diversi a seconda del tipo di bici.
Nel comparto Gravel, Unlimited è il percorso più lungo con circa 400 km e 6.400 D+, e si sviluppa verso l’area occidentale del Friuli Venezia Giulia, tra la pedemontana pordenonese, il Cansiglio, i Magredi e il rientro lungo il Tagliamento fino a San Daniele del Friuli. Unconventional propone invece una versione più compatta, circa 200 km e 2.500 D+, che riprende lo stesso territorio in forma ridotta.
I percorsi stradali declinano lo stesso disegno su asfalto. Unlimited Road, circa 400 km e quasi 7.000 D+, segue strade secondarie a basso traffico attraversando Montemaggiore, Villanova delle Grotte, la Val d’Arzino e il Passo Rest, con rientro attraverso Maniago, Spilimbergo e San Daniele del Friuli. Unconventional Road, di circa 270 km e 3.400 D+, mantiene lo stesso carattere ma in una dimensione più contenuta, toccando Tarcento, il Lago di Cavazzo, Clauzetto e il Lago di Redona, prima di rientrare lungo il Tagliamento.
Uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026 è il legame con il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. I percorsi attraversano infatti località simbolo della ricostruzione, come Gemona del Friuli e Venzone, trasformando il viaggio in bicicletta anche in un percorso di memoria e identità territoriale.
Le iscrizioni sono già aperte sul sito ufficiale dell’evento fvgbiketrail.


Le grandi salite del ciclismo su strada
Se il gravel soddisfa soprattutto l’anima esplorativa della regione, il ciclismo su strada trova nel Friuli Venezia Giulia uno dei territori più ricchi e completi d’Italia, per chi ama le sfide delle grandi salite alpine.
Lo Zoncolan resta il nome più evocativo. Una salita entrata nella leggenda del Giro d’Italia, capace di mettere alla prova anche i ciclisti più allenati con pendenze che superano abbondantemente il 20%.
Ma il Friuli Venezia Giulia è anche tanto altro: negli ultimi anni anche il Monte Lussari è diventato una salita di riferimento internazionale, soprattutto dopo il Giro d’Italia 2023. Una strada durissima, tecnica e spettacolare che attraversa Tarvisio e si arrampica fino ai 1.780 metri del santuario montano sospeso tra le Alpi Giulie.
Accanto alle grandi salite del Giro esistono poi percorsi meno conosciuti ma estremamente affascinanti, come il Grande Anello dei Colli Friulani o l’Anello delle Tre Valli Alpine, ideale nei mesi estivi per pedalare tra strade di montagna quasi prive di traffico.
E proprio il Giro d’Italia tornerà nuovamente protagonista in regione nel 2026 con la salita verso Piancavallo, la stessa che nel 1998 vide Marco Pantani imporsi in una delle tappe più ricordate della corsa rosa.


MTB: trail alpini e bike park
Anche il mondo MTB trova nel Friuli Venezia Giulia un terreno estremamente vario. Dalle Alpi Carniche alle Dolomiti Friulane, passando per i boschi della Carnia e le aree montane del Tarvisiano, la regione propone trail naturali, percorsi tecnici e bike park adatti sia all’enduro sia al cross country.
Particolarmente interessante è l’area della Carnia. Una zona che unisce dimensione sportiva e immersione totale nella natura alpina.
Segnaliamo due strutture molto amate dai biker: il Bike Park dell’Angelo e il Made Bike percorso tra le malghe della Carnia, Tarvisiano e Carinzia.
Una regione bike-friendly
A rendere ancora più interessante il Friuli Venezia Giulia per il cicloturismo è la forte integrazione tra mobilità e servizi. Treni regionali, autobus extraurbani e perfino collegamenti marittimi permettono di spostarsi facilmente con la bicicletta, facilitando itinerari lineari e viaggi in bikepacking.
È una regione che ha scelto di investire concretamente nel turismo lento, creando un sistema che oggi consente di vivere la bicicletta in tutte le sue forme: dall’uscita sportiva di giornata ai lunghi viaggi self-supported, fino alle vacanze family dedicate alla scoperta del territorio.
(Fonte: comunicato stampa)






