Project³, ovvero…Alla Boston Marathon di quest’anno, c’è stato un gruppo di runner che, più di altri, ha attirato l’attenzione di chi osserva il running con occhio tecnico. Non si tratta di un team professionistico, né di una selezione nazionale. È il Project³ di PUMA, un programma che, nato circa un anno fa, ha trasformato un gruppo internazionale di runner evoluti in una comunità capace di produrre numeri da lasciare il segno. Volete i numeri? Novantacinque atleti al traguardo, trentasette nuovi personal best, oltre un’ora complessiva di miglioramenti sommati tra tutti i partecipanti. Un risultato complessivo che dà al progetto quella consistenza solida che permette di guardare con entusiasmo alla stagione delle gare iniziata da poco.
Project³, il percorso di coaching
Alla Boston Marthon c’è stata la conferma che il progetto non è stato sino a qui un esperimento di marketing, ma un percorso strutturato che unisce coaching, cultura running e una piattaforma di prodotto ormai matura.
SHOWTIME, il race kit
Il debutto dei race kit SHOWTIME e delle nuove supershoes Fast-R NITRO Elite 3 e Deviate NITRO Elite 4 ha dato un’identità visiva forte al gruppo, ma sono stati i risultati a parlare davvero.
Kristoff Mugrage, il più veloce è lui
Il più veloce tra gli uomini è stato Kristoff Mugrage, capace di chiudere in 2:13:33 migliorando il proprio personale di un minuto e ventotto secondi.

Madey Dickson, LA + veloce
Nel campo femminile, Madey Dickson ha fermato il cronometro a 2:28:12, limando quarantatré secondi dal suo precedente record. Entrambi riceveranno un premio di tremila dollari, riconoscimento previsto dal regolamento interno del Project³ per i migliori del gruppo.

Malik, l’outsider!
La storia più sorprendente, però, è quella di Malik Mahmud. Il suo miglioramento di tredici minuti e dieci secondi è uno di quei salti che raramente si vedono su una distanza come la maratona. Ha chiuso in 2:28:04, portando a casa seimila dollari: tremila per aver superato la soglia dei tre minuti di miglioramento e altri tremila per il best overall improvement. È il tipo di risultato che racconta meglio di qualsiasi slogan cosa significhi prepararsi con metodo, continuità e un supporto tecnico adeguato.
Tecnologia che funziona
Boston ha rappresentato anche un momento importante per gli atleti élite del brand. Annie Frisbie ha corso in 2:22:00, replicando l’ottavo posto dell’anno precedente ma migliorando il proprio personale di due minuti e dodici secondi. Dakotah Popehn ha fatto segnare un nuovo PB in 2:24:04, mentre nel settore maschile Rory Linkletter e Hendrick Pfeiffer hanno abbassato i rispettivi record correndo in 2:06:04 e 2:06:34. Sono segnali chiari: la piattaforma NITRO Elite funziona ai ritmi dei professionisti e si conferma competitiva nel panorama delle supershoes.

Annie Frisbie in azione
Un anno di vita
Il Project³, nato un anno fa, è diventato un modello alternativo nel mondo del running. Offre ai partecipanti la possibilità di vivere un percorso simile a quello degli atleti professionisti, con accesso a coaching d’élite, sessioni strutturate, supporto metodologico e una dotazione completa di prodotti PUMA. Il tutto con un sistema di premi basati sulle performance che aggiunge un elemento motivazionale concreto. Non stupisce che il gruppo sia cresciuto fino a rappresentare dodici Paesi diversi, dagli Stati Uniti al Brasile, dalla Cina al Sudafrica.

Dakotah Popehn in azione
London Marathon, prossima tappa
Ora l’attenzione si sposta su Londra, dove il Project³ schiererà centosettantasei runner, il numero più alto mai registrato dal programma. Sarà un banco di prova ancora più significativo, in una maratona che si preannuncia come la più partecipata della storia con circa cinquantanovemila iscritti.

Hendrick Pfeiffer in azione
Miglioramenti significativi
Boston, però, ha già dato una risposta chiara: PUMA non è più un outsider nel mondo delle scarpe da gara. Le Fast-R NITRO Elite 3 e le Deviate NITRO Elite 4 hanno dimostrato di essere strumenti tecnici capaci di generare miglioramenti reali, sia tra gli amatori evoluti sia tra gli élite. Il Project³, invece, si conferma un acceleratore di performance e un esempio di come un brand possa costruire cultura, metodo e risultati attorno a un gruppo di runner.

Rory Linkletter in azione
Ci vediamo alle Major!
La stagione delle Major è appena iniziata, ma il messaggio è già arrivato forte: PUMA c’è, e il Project³ è destinato a crescere ancora.






