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AlterEgo: le tavole Made in Italy che puntano alla massima sostenibilità

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La campagna di crowdfunding di AlterEgo ha già raggiunto il suo goal: ad oggi sono stati raccolti 184.500 € per l’ambizioso progetto 100% Made in Italy, che è quello di sviluppare tavole da surf (e non solo) innovative, performanti ed ecosostenibili.

Tutto nasce dal team di ItalianWaves (IW), società concepita per essere esempio di azienda italiana pulita e sostenibile, nei principi di produzione, nella gestione del personale, dei suoi partner e soprattutto nell’ossessiva ricerca dei materiali.
La missione di questa società capitanata da Alessandro Danese, general manager e imprenditore sardo che tutti conosciamo grazie al Wipeout Boardshop, è quella di produrre tavole per sport acquatici sviluppando prodotti ecologici e sostenibili.
Come? Sostituendo le attuali tecnologie costruttive e di produzione altamente inquinanti, senza impatto ambientale nella logica di un’economia di produzione circolare.

Andrea Costa, team rider AlterEgo surfboard

ItalianWaves ha sviluppato una nuova tecnologia utilizzando materiali disponibili in natura quali sughero, basalto, tessuti di lino, materiali biologici e compostabili al 100% sviluppati su specifiche formule e parametri.
La lunga attività di ricerca e sviluppo ha permesso all’azienda di essere la prima a commercializzare una tavola da surf costituita da materiali compostabili al 95%, rispetto ai migliori concorrenti che producono tavole riciclabili al massimo al 15%.
Le tavole AlterEgo non puntano solamente alla massima sostenibilità ma anche ad offrire le migliori performance possibili, senza avere nulla da invidiare alle tavole shapate con le classiche tecnologie.
Per saperne di più e per partecipare alla campagna di raccolta fondi visita il seguente link:
https://200crowd.com/campaign/details/italianwaves-alterego

Giovanni Cossu, team rider e stretto collaboratore nel progetto AlterEgo

Il mondo del business eco-sostenibile sta crescendo ed evolvendo rapidamente, in questo scenario le tavole da surf non sono da meno in termini di inquinamento e impatto ambientale.
E’ dagli anni Sessanta che le tavole vengono realizzate nello stesso modo e con gli stessi materiali: principalmente schiume poliuretaniche (polistirolo), fibre di vetro e resine, che sono derivanti da polimeri plastici provenienti dal petrolio nonché materiali tossici sia per l’uomo che per l’ambiente. Inoltre, la maggior parte vengono fabbricate in paesi asiatici per essere vendute principalmente in Nord America e Europa, percorrendo migliaia di chilometri e innalzando drasticamente le emissioni di CO2 relative ai trasporti.

Un impatto ambientale non trascurabile considerando che la popolazione di appassionati surfisti e amanti del SUP (Stand Up Paddle) stimata nel mondo è pari a quasi 30 milioni, per un fatturato medio annuale di 7,3 miliardi di USD (Statistic Brain) e una proiezione di crescita del mercato a 9,5 miliardi di USD nel 2022 (Global Industry Analysis).

Andrea Costa – Photo: @skullphoto_akasurfskull

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