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Anomalie Climatiche: resoconto di un inverno fuori dagli schemi

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Prima di tirare le somme sull’inverno appena trascorso ripercorriamo insieme cosa è stato in grado di offrire l’inverno 2013/2014 insieme al meteorologo Michele Cicoria ed al dott. Giacomo Lucidi. Questo articolo, che potete rileggere su 4surf magazine #61, è il primo di una serie che affronta il tema fondamentale della meteorologia, il tutto in chiave di lettura “for surfer by surfer“. Buona lettura!

Surfers: Matteo Fabbri, Simone Giannini, Nicola Pau, Danilo La Mantia
Foto: Andrea Valeriani, Marco Petracci, Guido Piroddi, Giuseppe Lupinacci, Andrea Bianchi, Marco Imperato

Swell frequenti, consistenti e spesso di qualità. Non stiamo parlando di quotidianità oceanica ma di preziosi regali del mare nostrano, goduti nei primi tre mesi del 2014 e “mitigati” da un inverno le cui temperature non hanno di certo tenuto fede al suo nome. Session soleggiate e clima insolitamente primaverile hanno acceso il sorriso dei surfisti Italani: facciamo allora un’analisi dei protagonisti dell’atmosfera, cercando di tirare le somme su quanto di spettacolare sia accaduto su molti spot intorno alla penisola. 
Ogni costa dello stivale è stata caratterizzata da specifiche condizioni meteo-marine, ma ciò che paradossalmente le ha accomunate alla fine del trimestre “freddo” è la componente climatica, molto spesso descritta da temperature ben oltre la media.
Secondo il report dell’ ISAAC – CNR, che si occupa della banca dati meteo dal 1800 ad oggi, l’inverno 2013/2014 sull’Italia è stato il secondo più caldo in assoluto con un’anomalia di 1,8°C oltre alla media. Non solo eccezionalmente mite ma anche piovosissimo: con il 62% di precipitazioni in più si piazza tra i primi 15 della serie storica.  

L’anomalia di geopotenziale per il mese di gennaio riassume bene quanto accaduto nel trimestre “freddo”: tanti swell da S sull’Italia, Hercules & Co in Atlantico. Mappa: ECMWF

Perché tale anomalia?
Le cause di una singolarità così persistente e duratura vanno ricercate attraverso un’analisi dettagliata di molti indici climatici, studio che preferiamo risparmiarvi. In piena epoca global warming va però ricordato che l’inverno non è stato ovunque più caldo, perché in un certo senso vige la legge della compensazione. Ecco che di conseguenza gli USA hanno vissuto una stagione tra le più fredde e nevose dell’ultimo secolo. Per il bilancio complessivo attendiamo dunque un’analisi a livello globale e che non si limiti solo ad Europa e Mediterraneo.

Immagine NAO index: L’indice NAO (Oscillazione nord atlantica) è un ottimo strumento per capire l’evoluzione delle perturbazioni nei prossimi 15-20 giorni: se negativo sono probabili irruzioni fredde sull’Italia, viceversa se positivo. Il grafico indica l’andamento da dicembre a marzo: qualche dubbio sul tipo di perturbazioni dell’inverno?

Clima mite e tanta pioggia confermano l’evoluzione degli swell sul mare nostrum: tante mareggiate da Sud con risvolti più o meno positivi a seconda del settore preso in considerazione. E allora andiamo a vedere cosa  è successo durante questo pazzo inverno sui 5 macro settori marini dello Stivale.

ADRIATICO
Partiamo dal bacino più piccolo, sottovalutato e capriccioso quando si tratta di “ballare”: l’Adriatico.
L’ottimo rapporto qualitàquantità d’onda registrato lungo la costa est non è il prodotto di un clima mite ma di una sorprendente persistenza del vento migliore nel creare onde su questo bacino: lo scirocco. Il S-E apporta la miglior qualità e misura d’onda e prende vita solitamente quando centri di bassa pressione entrano sul mar mediterraneo da ovest, posizionandosi sul golfo ligure per diverse ore. Lo scirocco è tipico della stagione primavera/autunno e si presenta con minore frequenza nel periodo invernale, a meno che non si parli della stagione 2013-2014. Ma perchè è tanto lodato e desiderato tra i surfisti della east coast Italiana? L’adriatico è un mare che si estende in lunghezza, orientato “guarda caso” lungo la stessa direzione del S-E, il quale riesce a sfruttarne tutto il potenziale geografico poichè agisce lungo tutto il fetch a disposizione.

31 gennaio 2014: da notare come la direzione dello Scirocco vada ad agire su tutta la superficie dell’adriatico sfruttando l’orientazione geografica a SE di questo bacino. Peculiare l’assenza di vento sulla Romagna, che ha garantito onde lisce e distese. Mappa: modello Moloch ISAC – CNR

Così facendo, le onde prodotte percorrono molte miglia di mare acquistando misura, consistenza e periodo, i quali producono i massimi effetti fra le coste Romagnole e Venete. Questi tre ingredienti sono in grado di sfornare pareti liquide di qualità che, abbinate al giusto fondale, possono dar vita a session veramente belle e divertenti.

2 febbrao 2014, al quinto giorno della nota mareggiata di Scirocco durata una settimana. Onde consistenti da SE, spesso difratte, hanno interessato tutti gli spot della east coast! Mappa: Kassandra – ISMAR CNR

Nel complesso i surfers della costa Est ricorderanno l’inverno 2013-14 per la quasi totale assenza di onde di bora, compensata dalla frequenza del S-E, il cui apice di eccezionalità possiamo ricondurlo ai 7 giorni consecutivi di onde verificatesi tra il 29 gennaio ed il 4 febbraio 2014.

MAR LIGURE
Lasciandoci alle spalle questo indelebile inverno Adriatico spostiamoci in costa ovest, più precisamente sul versante Ligure il quale ha ricevuto una discreta quantità di swell ma dalla scarsa consistenza, goduti però in termini di qualità una volta arrivate le onde. Questo bacino, bagnante le coste di Liguria e Toscana, si “anima” con venti di Maestrale, Ponente e Libeccio, i quali sopraggiungono al termine di ogni fase sciroccale. Nel corso di questi primi 3 mesi dell’anno sono venute a mancare le libecciate più proficue, quelle rare mareggiate che partono dallo stretto di Gibilterra o dalle Baleari raggiungendo il golfo Ligure con onde di qualità oceanica, stando al fetch prossimo o superiore agli 800 km.
Non sono mancati invece i venti provenienti dal golfo di Leone, i quali seguono lo stretto corridoio tra liguria e corsica regalando onde agli spot più esposti della prima e frangenti più consistenti tra la Versilia e la zona di Livorno.
La fucina di questi venti sono i centri depressionari che si localizzano in genere sul centro e sul nord Europa, le cui saccature protratte fino al Mediterraneo vanno a perturbare gran parte dei mari della west coast.

Burrasca di maestrale sul mar di Sardegna e swell perfettamente aperto a ventaglio verso lo spicchio Toscano: un perfetto esempio di quando swell e vento viaggiano su aree differenti. Mappe: WW3 Italia – Arpal – Dicat (1) Moloch – Cnr (2)

Tra i tanti swell dell’inverno uno che merita di essere menzionato è quello del 6-7 dicembre 2013: un veloce fronte in discesa da N-O ha portato venti di burrasca sul mar di Sardegna mentre il ligure è risultato sottovento con onde perfettamente diffratte, aperte a ventaglio fuori dal fetch. Il risultato sono state barre lunghe, glassy e perfette che hanno dato il meglio sugli spot dell’alta Toscana.

MAR TIRRENO
Anche il Tirreno ha avuto le sue gionrate da calendario, tra swell di scirocco, caratterizzati da un ampio fetch, e onde di libeccio (o dalle “Bocche”) seguite da repentine rotazioni del vento sottocosta. Giornate proficue si sono però alternate a lunghi periodi di magra, un binomio amaro per i surfisti tirrenici che non sono riusciti a definire eccezionale l’inverno appen terminato, il quale, complessivamente, ha offerto onde nella media con temperature sempre miti. Motivo per cui i meno freddolosi hanno potuto lasciare a casa persino i calzari!

Una giornata di forte libeccio, la rotazione a maestrale in serata e l’off-shore del giorno dopo. Come trasformare uno swell consistente in piccole onde glassy nel giro di 24 ore. Mappa: modello Bolam – vento a 10 m

Una mareggiata tra le migliori è sicuramente quella del 26-27 dicembre, quando una bassa pressione in veloce trasferimento verso sud ha causato un’intensa libecciata seguita da un repentino cambio quadrante, con onde formate e venti off-shore su tutta la costa Laziale nella mattinata del 27.

ISOLE MAGGIORI
Per Sardegna e Sicilia è sempre difficile che un inverno possa misurare uno scarso rapporto quantità/qualità d’onda, soprattutto quando le statistiche  parlano di oltre 200 giorni surfabili all’anno. La stagione 2013-2014 non ha infatti deluso le aspettative, anzi, considerando alcune giornate dalla configurazione meteo particolare possiamo affermare che si sia trattato di un inverno davvero epico.
Di cosa parliamo in particolare? Il segreto per uno swell consistente da N-O con venti deboli off-shore o assenti sta nella traiettoria del fronte in ingresso sull’Italia: in genere le perturbazioni attraversano lo Stivale, ma per surfate epichesulle isole bisogna sperare che scivolino direttamente verso Algeria e Tunisia. In tali circostanze, dopo un primo ingresso prepotente del maestrale, deboli venti da nord o addirittura da n-e raggiungono le coste occidentali che, quando meno se l’aspettano, ricevono swell epici proprio come è accaduto nella giornata del 7 dicembre 2013 o più recentemente lo scorso 16 marzo.

Swell formato e bolla di maestrale che vira verso le Baleari, lasciano le isole a secco di vento ma piene di onde.
 Mappa: WW3 Italia – Arpal e Dicat

IONIO
Ultimo bacino per frequenza ma tra i primi per la qualità, lo Ionio ha ottenuto anch’esso swell degni di un inverno fuori dagli schemi. Questo mare, dal potenziale fetch più ampio del Mediterraneo, necessita di perturbazioni molto incisive e seguenti una traiettoria meridionale per dare il meglio di se. Gli swell migliori tra Sicilia, Calabria e Puglia meridionale sono quelli provenienti da S-O,S e S-E, mareggiate che spesso si verificano con piccoli cicloni di origine Mediterranea (i cosiddetti TLC, tropical like cyclone). Tuttavia, vista l’estensione in lungo e in largo del bacino, scambiando l’ordine degli swell il risultato non cambia: anche con tramontana e grecale possono nascere condizioni epiche, ma in questo caso solo sull’estremità sud-orientale della Sicilia.


Swell di dimensione eccezionale il 31 gennaio 2014 (a sinistra – Modello WAM Università di Atene)

Nell’inverno appena passato anche per lo Ionio, come in Adriatico, il protagonista indiscusso è stato lo scirocco, il quale ha regalato ottime condizioni seguendo il suo schema classico per questo mare. Ad un primo richiamo da S-SE con le perturbazioni di tipo autunnali (che quest’anno si sono protratte anche a gennaio, febbraio e marzo) segue l’ingresso del ponente che lungo le coste Ioniche significa off-shore e onde lunghe in scaduta.
Se consideriamo poi che l’inverno è generalmente più mite lungo questi tratti di costa, nei primi tre mesi del 2014 si è potuto surfare anche in muta 3-2, per i meno freddolosi.

Come avrete ben capito da questa analisi, è stato un inizio anno memorabile per alcuni surfisti, per altri può essere apparso normale, mentre per altri ancora, addirittura sotto le aspettative. Ma ciò che ci accomuna, oltre ad un inverno mite, è la assidua ricerca delle onde, di aria di libertà, di adrenalina e di quella sensazione che tanto amiamo e che solo una parete liquida può darci. Tutto questo in un paese che non è di certo conosciuto per la sua quantità di “schiume” ma che, paradossalmente, è popolato da persone come voi e come noi che ogni giorno, attraverso la speranza, la fortuna, il sacrificio, il viaggio o persino la meteorologia, cercano di avvicinarsi alle care e tanto desiderate onde.

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