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BH Core Carbon, nuova energia

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Il catalogo delle bici a pedalata assistita della Casa spagnola è da un paio di anni che offre prodotti in ogni ambito e disciplina, grazie anche alla condizione di possedere una power unit sviluppata internamente. Quest’anno BH ha scelto di compiere uno step evolutivo, aggiornando la collezione BH Core, dedicata alla strada e al Gravel, in termini di telaio e sistema di motorizzazione, grazie allo sviluppo della nuova unità 2EXMAG.

Il nuovo motore

La novità più importante della gamma BH Core Carbon, telaio in fibra di carbonio a parte, è senza dubbio il nuovo motore 2EXMAG. Evoluzione del precedente 2ESMAG fa un passo avanti in termini di prestazioni e peso, con un risparmio sulla bilancia del 10% per un totale di 2,1 kg. Risparmio ottenuto grazie a un compattamento che consente di mantenere il fattore Q a 163 mm. La batteria, integrata nel tubo obliquo, ha una capacità di 540 Wh e offre una coppia di 65 Nm e un’autonomia massima di 165 km, che possono essere incrementati a 220 km utilizzando il range extender XPro da 180 Wh (alloggiato nel porta borraccia, senza cavi).

Molte migliorie

La sua struttura è compatta e nel disegno sono state aggiunte alette laterali per meglio dissipare il calore. Anche la sua posizione è stata ottimizzata, per mantenere il baricentro basso e una distribuzione dei pesi efficace ai fini del piacere di guida. Ogni miglioria apportata al nuovo motore 2EXMAG è stata infatti finalizzata a dotare le Core Carbon di un feeling più simile alle biciclette da strada tradizionali.

Il nuovo sensore di coppia telemetrico permette di disporre di un’assistenza più morbida e progressiva, che si trasduce in una pedalata naturale nell’intero regime di potenza del motore, che arriva a fornire un’assistenza del 300%. La capacità di assistenza fino a cadenze di 110 rpm aggiunge sensazioni di carattere sportivo durante la marcia. Il sensore di velocità è integrato, in modo da ottenere informazioni precise e senza interferenze esterne.

Telaio più raffinato

Le BH Core Carbon hanno una nobile discendenza, essendo ispirate alle sorelle “tradizionali” da strada. Il design aerodinamico ricorda le RS1 (qui il nostro test) ed è caratterizzato dai profili KammTail e dal cannotto reggisella proprietario. L’utilizzo di carbonio ad alto modulo e di processi produttivi HCIM, attenzioni che BH riserva alle sue bici di alta gamma, consentono di contenere i pesi, arrivando a soli 1.370 g più 410 g di forcella.

Il telaio è in tre taglie e adotta il sistema ACR (sviluppato da FSA) con integrazione completa del cablaggio. Il display Core è integrato nel tappo di chiusura dell’attacco manubrio ed è dotato di LED che indicano il livello di assistenza e lo stato di carica della batteria. Un pulsante centrale permette di muoversi fra i differenti livelli di assistenza.

BH Core Carbon, prezzi e allestimenti

La gamma BH Core Carbon è declinata nelle due varianti Road e Gravel, ciascuna composta da due versioni che differiscono per l’allestimento (rispettivamente Shimano Ultegra e GRX meccanici per le versioni di ingresso Core Carbon 1.6, ed elettronici Di2 per le Core Carbon Pro 1.8). Il prezzo di partenza è 5.699 euro e, se le cinque varianti di colore in gamma non fossero sufficienti, ciascuna bici può essere personalizzata nel look attraverso il programma BH Unique.

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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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