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Casa Congo: sviluppo sostenibile e surf in Nicaragua

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Un incontro rappresenta un momento di condivisione. Eppure, può smettere di essere semplicemente questo trasformandosi in qualcosa di più, nell’istante in cui a incrociarsi non sono solo le persone – con i loro sguardi e i loro racconti –  quanto piuttosto le idee, i mondi interiori, le speranze,  in un sovrapporsi delle strade intraprese da ciascuno che dà vita ad un percorso totalmente nuovo – una realtà che fino ad un attimo prima neppure esisteva.

È questo ciò che è successo tra Sol, Luca e Tommaso, tre ragazzi che, grazie a un semplice incontro, unendo i loro sogni e le loro competenze, hanno dato vita ad un progetto totalmente innovativo: Casa Congo.

Sol è un giovane studente originario del Nicaragua. Luca è un universitario italiano. Nonostante conducano le loro vite a migliaia di chilometri di distanza, i due si conoscono a Vancouver, presso la British Columbia University. Entrambi sono lì per portare a termine i loro studi: Sol vuole conseguire la laurea in Ingegneria Civile, mentre Luca, partito da Roma con la tavola da surf sottobraccio, si trova in America per frequentare il corso di laurea in Risorse Sostenibili.
Tra i due nasce una forte amicizia, che li porta a conoscere e ad entrare in contatto con le rispettive culture. Da qui nasce la volontà di Luca di intraprendere un’esperienza lavorativa in Nicaragua, e lo fa nella baia di Astillero, ospitato da Sol, che lo aiuta a guardare al Paese con una prospettiva diversa.
Sol, l’anno successivo, decide di fare lo stesso, vivendo per un breve periodo nella Capitale, da Luca, per un internship in Ingegneria. È proprio questa l’occasione in cui Luca presenta a Sol, Tommaso, un suo amico di vecchia data nonché studente di Economia, ed è in questo incontro che, dopo aver parlato dell’esperienza in Nicaragua, nei tre nasce la volontà di mettere in piedi, partendo dai loro interessi e dalle loro capacità, un’iniziativa non for profit a favore del paese di Sol (in particolare di Astillero), il secondo luogo più povero dell’America Latina e a rischio a causa del problema della deforestazione (ogni anno il Nicaragua, infatti, perde in media 80 mila ettari di foresta).
La loro idea inizia così a prendere forma e presto si materializza nel progetto Casa Congo: il primo centro di sviluppo sostenibile in America Centrale, interamente costruito in bamboo.

Si tratta della prima costruzione di questo tipo in America Centrale, ideata per rappresentare non solo un’alternativa architettonica con un minimo impatto sull’ambiente, nonostante la sua massima stabilità a livello strutturale, ma anche un punto di riferimento per  i viaggiatori.  Astillero, infatti, rappresenta uno degli hot-spots di questo Paese per quanto riguarda il surf, e, di conseguenza, potrebbe facilmente diventare una meta di turismo sostenibile.

Casa Congo consentirebbe così sia di creare una biosfera verde all’interno della foresta tropicale degradata, dimostrando che è possibile contrastare la deforestazione del villaggio di Astillero, in Nicaragua, sia di sfruttare una delle principali risorse economiche del Paese, quale è il surf.
L’impiego del bamboo, oltretutto, garantisce una riduzione fino ai livelli minimi dell’uso di materiali non rinnovabili, come il cemento e l’acciaio – la cui produzione genera intorno al 10% delle emissioni globali di anidride carbonica – e allo stesso tempo assicura un impatto ambientale minimo, trattandosi di un materiale capace di assorbire il biossido di carbonio.

Il concept di Casa Congo ruota attorno alla volontà di creare uno spazio guidato da valori condivisi, per promuovere un ambiente aperto ai confronti, capace di favorire la crescita individuale, portando alla creazione di una comunità resiliente, attiva nel plasmare le proprie visioni e i propri sogni a favore del futuro di Astillero.
Ecco perché il nome Casa Congo, per indicare un luogo di accoglienza e di ritrovo basato su principi sani e precisi alla cui base c’è il modello delle 3C: Creatività, comunità, conservazione/salvaguardia.

Luca, surfando sulla costa pacifica del Nicargua

Ciascuno può trovare in questo spazio un punto di riferimento, potendo scegliere di servirsene anche per ampliare le proprie competenze attraverso quelle attività proposte e pensate per essere spese nel campo del turismo, come i corsi per imparare a creare tavole da surf.
I lavori di avvio dell’iniziativa inizieranno a partire dal mese di maggio, quando il team giungerà in Nicaragua per dare il via alla 1° fase. Insieme a Luca, Sol e Tommaso, nel progetto sarà impegnato anche Nicholas, – direttore di Asika, un collettivo creativo interdisciplinare con sede a Sydney, che sperimenta progetti innovativi unendo visione artistica e strategia commerciale.

Quando Luca Marsaglia mi parlò per la prima volta di Casa Congo, in un incontro fortuito  a Tamarama Beach in Australia, capii subito che si trattativa di un’idea meravigliosa e che insieme avremmo potuto trasformare questo sogno in realtà” racconta Nicholas, che metterà al loro servizio la sua esperienza in direzione artistica e project management.
La squadra che opererà in loco, inoltre, sarà supervisionata dall’architetto Glen Small e da ArquitecturaMixta, una  società di costruttori di bamboo colombiana, specializzata nel realizzare opere e miglioramenti rivolti alla comunità, attraverso l’ausilio di soluzioni architettoniche sostenibili.

I lavori saranno seguiti anche da Jorge Bonilla, un architetto locale attraverso cui si perseguirà l’obiettivo di fondere l’esperienza dei professionisti locali con quella di architetti esperti nel bamboo, con il fine ultimo non solo di creare qualcosa di innovativo, ma anche di trasmettere alla squadra locale le differenti tecniche di costruzione con il bamboo, affinché possano reinvestire queste skills in favore del futuro della comunità e del territorio.

Durante l’intera fase dei lavori che interesseranno la spiaggia di Astillero, un ruolo importante sarà ricoperto anche dall’Astillero Surf Club, che supporterà il Casa Congo Team e si occuperà di fare lezioni di surf ed educare la comunità al rispetto del mare, con l’obiettivo di intraprendere una campagna per sensibilizzare e avvicinare i giovani del luogo ad uno sport così bello come il surf.
Il team, già in questa occasione, inoltre, inizierà a promuovere campagne di pulizia delle spiagge e dei sentieri di Astillero – ottime occasioni anche per fare team building.
Su questa stessa scia, Casa Congo nei mesi scorsi ha ideato e donato alla comunità dei modelli di bin (delle grandi ceste di bamboo), la cui realizzazione è stata affidata agli artigiani locali,  e ad oggi, moltissimi bin sono già sparsi nel villaggio e funzionano come punti di raccolta per i rifiuti.

Se tutto questo è stato possibile e rappresenta ufficialmente non più solo un sogno ma una vera e propria realtà, è stato ed è grazie al continuo lavoro di tutto il team e alle molteplici collaborazioni esterne, ovvero  ArchitercturaMixta, Astillero Surf Club, Asika, Rockflower, Melt Collective, Univeristy of British Columbia, ShaperStudios, Bamboobycicleclub, GavBarbey, Stefan Raupach, and Sphere Drone.

Se anche voi siete curiosi di conoscere meglio il progetto, e volete sostenere la realtà di Casa Congo, sul sito casacongo.org sono presenti, e in continuo aggiornamento, tutte le informazioni sulle attività in mare e nel villaggio di Astillero.
Per maggiori info: hola@casacongo.org.

See you down in the water!

A cura di Beatrice Gentili | lineadiretta24

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