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Casco Giro Helios Spherical, la nostra prova

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Indossare un casco è un gesto di buon senso, nei confronti di se stessi e anche per rispetto verso gli altri. E’ ovvio che il prodotto deve piacere e deve gratificare una volta indossato. Oggi le possibilità di scelta sono davvero tante. Il design si è evoluto nel corso degli anni, diventando un aspetto funzionale in termini di sicurezza. Helios Spherical è il nuovo casco Giro che adotta un concept avanzato di sicurezza integrata. Di seguito la nostra prova e le nostre considerazioni.

Casco Giro Helios Spherical, la nostra prova

Come è costruito il casco Giro

Prima di entrare nel dettaglio del casco Giro, vale la pena ricordare che Giro Cycling è stato uno dei primi marchi ad adottare la soluzione Mips per i suoi prodotti, collaborando con l’azienda svedese per aumentare la sicurezza dei caschi e facendo evolvere lo stesso settore. Proprio per questo motivo riteniamo l’Helios Spherical, non solo un casco moderno e con un design gratificante, ma un ulteriore step evolutivo dell’intero segmento. Non solo: proprio gli studi condotti da Mips, hanno influito sull’evoluzione del design, facendo diventare quest’ultimo funzionale alla sicurezza.

Casco Giro Helios Spherical, la nostra prova
Abbiamo inserite l’etichetta Mips Spherical in modo voluto, per far notare il concetto che vogliamo esprimere. La costruzione e l’assemblaggio del casco sono di livello eccellente.

Due sezioni distinte che si uniscono

Dal punto di vista della costruzione, il casco Giro Helios Spherical ha due parti ben distinte che vengono unite tra loro in modo indissolubile e che al tempo stesso mantengono una mobilità laterale e, up e down. Proprio così, la parte superiore del casco si muove, utilizzando quella inferiore come una base. Il concetto è piuttosto semplice: in caso d’impatto, questa mobilità, che collima con un design “rotondo”, aumenta ulteriormente il potere di scivolamento, creando inoltre una sorta di ammortizzatore. La calotta inferiore rimane ben salda alla testa.

Mips Spherical Concept

Questo movimento del concetto Spherical entra in gioco solo in caso di pressioni esponenziali, perché una volta indossato il casco Giro è assolutamente fermo sulla testa. La ritenzione è inoltre assicurata dalla rotella posteriore e dalle fibbie. Nel complesso si tratta di un casco molto confortevole e ben aerato, quasi impercettibile. Rispetto ad un pari categoria con la gabbia gialla Mips interna, posizionata tra il casco e la testa, Helios Spherical è più comodo e maggiormente ventilato proprio nella zona superiore della testa. Giro Helios Spherical ha un prezzo di listino di 249,95 euro, per cinque varianti cromatiche e tre taglie in totale.

Giro Spherical il casco nuovo diverso e con Mips

Le nostre impressioni

Le doti di calzata e di comfort, da sempre sono una sorta di DNA dei caschi Giro, nel casco di Helios Spherical vengono ulteriormente migliorate ed implementate. Partendo dal fitting: il casco è particolarmente avvolgente, rotondo e con una buona profondità, ma al tempo stesso è ben sollevato dalle orecchie e da tutta la zona dell’osso temporale. Sulla fronte è quasi impercettibile e anche l’imbottitura prolungata e più accentuata (studiata per limitare lo sgocciolamento del sudore) sembra sparire.

Casco Giro Helios Spherical, la nostra prova

Il casco si muove su stesso, ma non in testa

Inoltre lo stesso Helios non crea nessun tipo di pressione sulla sezione sfenoide, anche nel caso si indossino occhiali con aste voluminose. La parte dedicata al concetto Mips Spherical, ovvero a quella sorta di mobilità che caratterizza il prodotto è molto semplice da descrivere, perché il casco non si muove: una volta indossato è assolutamente “tradizionale” e più confortevole se messo a confronto con un casco di pari categoria con gabbia gialla Mips. Il prezzo di listino è già di quelli importanti, eppure in linea con una categoria top level di strumenti dedicati alla protezione. A nostro parere la sicurezza e la prevenzione sono difficilmente quantificabili e sono soldi ben spesi a prescindere.

A cura della redazione tecnica, immagini della redazione tecnica e Andre Cogotti.

ciclibonin.it (distributore per l’Italia)

giro.com

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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