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Cervélo R5-CX, la bici di Vos e Van Aert

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Cervélo e il Ciclocross: un rapporto un po’ atipico. Il primo telaio CX fu realizzato nel 2007, si chiamava R3 Cross e derivava dalla stradale R3. Ne furono prodotti solo due esemplari e vennero affidati a Jonathan Page, che divenne il primo americano a conquistare il podio in una gara di Coppa del Mondo di Ciclocross. Una bella storia, che ci si sarebbe aspettati avesse un lieto fine, invece il telaio non arrivò mai sul mercato e il progetto rimase nel cassetto… Motivo? Non c’era il tempo materiale per poterci mettere la testa e quindi il momento fu rimandato a quando le risorse sarebbero state davvero pronte.

Un progetto nato sotto pressione

Il momento è arrivato quando Cervélo ha firmato il contratto con il TJV, assicurandosi le grazie di Marianne Vos e Wout van Aert (10 maglie iridate di Ciclocross in due). Gli ingegneri hanno subito messo mano alle matite per disegnare una bici da Ciclocross all’altezza dei due palmares, compito impegnativo e una bella responsabilità, così hanno sin dall’inizio coinvolto i due campioni per poter dare la migliore forma alle loro esigenze. E le due vittorie già ottenute in World Cup hanno premiato il buon lavoro.

Dall’asfalto alla terra

Come fu per la R3 Cross, anche la R5-CX si ispira all’omonima stradale R5. Lo fa però solo in termini di performance, perché se ne discosta per alcuni aspetti fondamentali, su tutti la maneggevolezza e il fit, che si basano sull’input dato da Wout e Marianne. Per renderla più efficace sugli ostacoli e aumentare la maneggevolezza è stato alzato il movimento centrale di 11 mm, Inoltre, poiché si tratta di un mezzo destinato a passare quasi lo stesso tempo sul campo che sotto il getto dell’acqua, è stata scelta la soluzione del movimento centrale filettato, proprio per facilitarne lo smontaggio e il montaggio frequenti. Sono state però mantenute le calotte asimmetriche da 47, una soluzione atipica, che però permette l’abbinamento con praticamente tutte le guarniture.

Massima funzionalità

Il tubo reggisella con sezione a D e doppio collarino (di serie) è stata una richiesta specifica da parte di Wout e Marianne, per essere sicuri che la sella resti sempre diritta anche in caso di caduta. Il passaggio cavi è interno ed il telaio è compatibile solo con trasmissioni elettroniche per limitare l’ingresso di sporco e acqua nel telaio. I passaggi ruota offrono una generosa luce per garantire la massima efficacia anche in presenza di fango.

Non per tutti, al momento…

Attualmente la R5-CX è disponibile solo per il reparto corse Cervélo perché è stata data precedenza alla taglia 51 e 58 per Marianne e Wout, ma sarà disponibile nell’estate del 2022, sia come telaio sia come bicicletta completa, nelle taglie 51, 54, 56, e 58.

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Mi piacciono le biciclette, tutte, e mi piace pedalare. Mi piace ascoltare le belle storie di uomini e di bici, e ogni tanto raccontarne qualcuna. L'amore è nato sulla sabbia, con le biglie di Bitossi e De Vlaeminck ed è maturato sui sentieri del Mottarone in sella a una Specialized Rockhopper, rossa e rigida. Avevo appena cominciato a scrivere di neve quando rimasi folgorato da quelle bici reazionarie con le ruote tassellate, i manubri larghi e i nomi americani. Da quel momento in poi fu solo Mountain Bike, e divenne anche il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che culminò con la direzione di Tutto MTB. A quei tempi era la Bibbia. Dopo un po' di anni la vita e la penna parlarono di altro, ma il cuore rimase sempre sui pedali. Le mountain bike diventarono front, full, in alluminio, in carbonio, le ruote si ingrandirono e le escursioni aumentarono, e io maturavo come loro. Cominciai a frequentare anche l'asfalto, scettico ma curioso. Iscrivendomi alle gare per pedalare senza le auto a fare paura. Poi, finalmente arrivò il Gravel, un meraviglioso dejavu, un tuffo nelle vecchie emozioni. La vita e la penna nel frattempo erano tornate a parlare di pedali: il cerchio si era meravigliosamente chiuso.

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