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Coronavirus e Surf dalla Fase 2: tavolo di confronto virtuale

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Banzai beach con una linup vuota come non mai nelle ultime settimane - Foto: Roberto Albigi

Ci avviciniamo sempre di più alla fase due nella gestione dell’emergenza coronavirus e, per fare chiarezza sullo stato attuale dei lavori per la possibile ripresa del surf, la redazione 4surf ha organizzato per questa sera una diretta facebook alle ore 21:00.

Il surf meeting porterà su un tavolo virtuale diversi esponenti del surf italiano e rappresentanti di realtà locali tra scuole, atleti, free surfers e rappresentanti della federazione. L’obiettivo di questo incontro è chiarire tutti voi che ci seguite sui possibili scenari di rientro in mare attesi a partire dal 4 maggio, giorno in cui inizierà la fase 2 dell’emergenza Covid-19.

L’idea è nata in collaborazione con Gabriele “Gabo” Raso, local di Levanto e punto di riferimento del surf ligure oltre che proprietario del Rip Curl Store di Levanto, e Carlo Morelli, fondatore di Surfinsalento e delegato per la Puglia della Federazione FISW, oltre a presidente del 3Oceani surf club.
A loro si è subito aggiunto Matteo Capo Nani, surfista toscano e fondatore di Sons of The Ocean, e subito dopo hanno aderito altri surfers o addetti del settore come:
– Franco Francesconi, surfer marchigiano titolare della Huia Surf School di Senigallia, attualmente bloccato dal lockdown a Fuerteventura, dove risiede durante i mesi invernali
– Alessandro Marcianò, surfer e big wave rider, organizzatore dell’Italia Surf Expo
Carmelo Russo, presidente della surfschool Catania, istruttore e tecnico Fisw
– Andrea Cristaldi, Surf School Catania
– Marco Bonfiglio, atleta e organizzatore di eventi con Red Bull Italia
– Alessandro Staffa, Is Benas Surf School
– Dr. Antonio Rinaldi, A.T.D.R.A. Surfing Therapy
– Tommaso Pucci, istrutture sup ed esperto in Risk Management e salute pubblica, fondatore Toscanasup.org, staff tecnico nazionale italiana surf paralimpico
– Dario Nuzzi, surfer milanese e fondatore di Fitsurf Italia
– Filippo Orso, surfer ligure e campione italiano
– Giacomo De Vito, West Side Surf Club di Napoli
– Nicolò di Tullio, atleta e istruttore di sup, staff tecnico nazionale italiana surf paralimpico
– Andrea Tordi, presidente del Monkey surf club di Riccione e giudice di gara
– Andrea Papa, surfing sports Pescara e padre del talentuoso Edoardo
– Beppe Cuscianna, giudice Sup della Federazione
– Leonard Nika, atleta Sup di livello internazionale, squadra Nazionale Italiana

Banzai beach con una linup vuota come non mai nelle ultime settimane – Foto: Roberto Albigi

Durante la diretta, il cui obiettivo principale è renderla partecipativa attraverso commenti e domande da parte di tutti i lettori, affronteremo con queste persone alcuni argomenti di grande attualità e forte interesse, che sono:

  • Surf dalla fase 2 dell’emergenza Covid-19
  • Ordinanze balneari estive che vietano la pratica del Surf (in tempi normali queste partono dal primo maggio)
  • Situazione ambientale lungo le nostre coste
  • Possibilità di fare surf per le persone che vivono lontano dalla costa
  • Risk management: procedure di sicurezza e accortezze per ridurre al minimo i rischi nella pratica dei boardsports
  • Ragazzi con disabilità; poteri terapeutici del surf
  • Eventi legati al surf nel periodo post Covid-19
  • Varie ed eventuali (domande e argomenti diretti dai lettori)

Vi aspettiamo dunque alle ore 21:00 sulla pagina facebook 4surf per partecipare insieme al surf meeting virtuale, per remare tutti insieme verso un obiettivo comune: tornare a surfare il prima possibile e farlo in sicurezza.

Intanto, per chi si fosse perso l’avanzamento dei lavori a seguito del video diffuso lunedì 20 aprile da Gabo Raso, ecco la dichiarazione del Presidente di Liguria Popolare Andrea Costa: (fonte: savonanews.it)

“Alcuni giorni fa avevo lanciato l’appello su quanto sia importante l’attività fisica all’aperto per la salute e la mente e la necessità di impostare in tutta sicurezza la sua ripresa. L’auspicio è che tra CONI e Governo si inizi a ragionare in tal senso con protocolli operativi che garantiscano un adeguato livello di sicurezza”.

“Pertanto raccolgo e condivido la richiesta della comunità dei surfisti, lanciata dal levantino Gabriele Raso “Gabo” di poter tornare a fare questo sport rispettando il distanziamento sociale e le buone pratiche per non rischiare di diffondere il coronavirus. In Italia sono in tanti coloro che praticano surf, soprattutto in Liguria e Toscana, e ricordo che stiamo parlando di uno sport olimpico. Molti surfisti liguri hanno la fortuna di avere il mare davanti a casa e hanno, pertanto, la possibilità di entrare in mare seguendo tutte le disposizioni di sicurezza. Mi attiverò in consiglio regionale, con un apposito ordine del giorno, affinché il presidente Toti, da sempre attento e sensibile alle esigenze della nostra terra, consenta la possibilità di praticare il surf con tutte le prescrizioni conseguenti”.

Foto Cover e seguente: Banzai Beach, Santa Marinella – scatto di Roberto Albigi, The Banzai eye

2 Commenti

  1. Io non sono d’accordo nel tornare Subito in acqua . Sono d’accordo di tornare presto alla normalità Ma non cosi in fretta per Due motivi :

    Punto 1- chi pensa di limitare il numero di surfisti in acqua specialmente sui diversi picchi è un illuso non sa quel che dice , chi regolamenta il numero dei surfisti ? chi determina chi viene e chi no ? Chi decide chi e cosa ? il mare è di tutti ( per ora ) , il local del posto decidono ? Si può essere un idea….ma non è democrazia . Ora io personalmente non sono un democratico , e sono leggermente a favore del ” Localismo ” se non totalmente d’accordo , ma rimane ingiusto !

    Punto 2 – in tutto il mondo ( o quasi ) il surf per ora non è consentito , lo abbiamo capito tutti , perchè la Liguria dovrebbe cominciare prima degli altri ? Perchè forse sta arrivando una swell e la fame di onde ci sta annebbiando il cervello e vogliamo entrare a tutti i costi ? un mese in piu cosa cambia ? o due ? In Adriatico c’è stata onda per due settimane in piena ” detenzione ” e nessuno ha aperto bocca . Ora perchè la liguria dovrebbe essere diversa ? Non siete Italiani quanto gli Emiliani o i Sardi o i famigerati Milanesi o Torinesi ? ( che ormai sono considerati coloro che hanno impestato I Liguri e non quelli che portano turismo e soldi ).

  2. RETTIFICO :
    Articolo Uscito stamane non ancora Letto :

    Coronavirus, il chiarimento del governo: ‘Può fare il bagno chi abita entro i 200 metri dal mare’

    Un chiarimento, sul sito ufficiale del governo, per specificare un particolare ben preciso che riguarda quei pochi fortunati che vivono praticamente di fronte al mare, al lago o al fiume: chi abita entro i 200 metri dall’acqua può fare il bagno, se non è vietato da ordinanze locali, e tale possibilità è vigente dall’inizio della fase 1. E’ quanto scrive Palazzo Chigi in uno degli ultimi aggiornamenti nella “faq” sul decreto “#iorestoacasa”. Un chiarimento logico, che non rappresenta nessun tipo di apertura rispetto alle misure vigenti, anche perché il governo sottolinea più volte che resta comunque valido il limite dei 200 metri da casa anche per la nuotata. Che, in pratica, è assimilata all’attività motoria. La risposta di Palazzo Chigi a una domanda specifica, infatti, non lascia spazio a interpretazioni alternative. Testuale: “È sempre possibile svolgere l’attività motoria in prossimità della propria abitazione principale, o comunque di quella in cui si dimora dal 22 marzo 2020, con la conseguenza che è ammesso, per coloro che abitano in luoghi montani, collinari, lacustri, fluviali o marini – e sempre che non si tratti di soggetto per il quale è fatto divieto assoluto di mobilità in quanto sottoposto alla misura della quarantena o risulti positivo al virus – effettuare tale attività in detti luoghi (ivi compreso fare il bagno al mare/fiume/lago) purché individualmente e comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona“.

    Non solo. Sul sito internet dell’esecutivo è chiarito anche un altro aspetto: “I predetti luoghi non sono chiusi al pubblico, come invece lo sono, attualmente, i parchi e le aree verdi urbane, e altresì gli stabilimenti balneari, in cui permane il divieto di ingresso e circolazione. Resta fermo che deve trattarsi esclusivamente di attività effettuate senza che occorra allontanarsi dalla propria abitazione – è specificato – e senza che si renda quindi necessario l’utilizzo di mezzi di locomozione pubblici o privati, né significativi spostamenti”. “Sono fatti salvi – si aggiunge – diversi e più stringenti divieti imposti su base locale perché giustificati da specifiche situazioni territoriali. La sussistenza delle condizioni in questione (attività motoria svolta in prossimità alla propria abitazione) potrà essere giustificata con autocertificazione, se gli agenti che fanno i controlli la richiedono”.

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