Corone a confronto 53/39 vs 52/36 cosa cambia

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corone a confronto

Le corone anteriori, il numero dei loro denti e lo sviluppo metrico, un argomento sempre attuale, fondamentali ai fini della performances. Uno sviluppo metrico aumentato non sempre è sinonimo di velocità ed efficienza, perché contano anche le rpm.

denti corone
Le corone Dura Ace nella combinazione 52/36
corone 53/39
La combinazione montata nella seconda prova 53/39

Le rpm ottimali

Non di rado, quando andiamo ad eseguire un test FTP ci concentriamo (e ci fanno concentrare) sul wattaggio. Ci lasciamo condizionare dai valori e dei watt che leggiamo, che ci raccontano gli amici, dai dati FTP che ci possono integrare in quella categoria dell’olimpo dei campioni, oppure ci inseriscono tra i comuni mortali. Quello che perdiamo per strada è la capacità di leggere, capire ed interpretare una serie di fattori che si nascondono dietro a quel numero. Prima di tutto, quali sono le rpm ottimali che caratterizzano il mio motore e che mi permettono di lavorare al meglio nel breve, medio e lungo termine? Non dobbiamo dimenticare che l’FTP si ottiene anche grazie alla VELOCITA’ di ROTAZIONE. Se volete potete riprendere un precedente approfondimento. Inoltre la classica tabella degli sviluppi metrici qui di seguito è sempre un valido aiuto per mettere a confronto e capire.

Le corone a confronto

Abbiamo utilizzano il nostro percorso test, un tracciato di 92,50 km e poco meno di 1050 mdsl, una sorta di anello che utilizziamo anche per le prove di bici e componenti. In un certo senso l’uscita perfetta da affrontare durante la settimana lavorativa, che prevede un menù completo. Stesso percorso, replicabile da cui si possono estrapolare dei dati. Medesimi attrezzi di lavoro e stesso power meter (Stages Dura Ace L/R) a cui abbiamo cambiato le corone. Prima la combinazione 52/36, poi 53/39, nessuna variazione dei rapporti posteriori (11/28). Device Wahoo Roam e la sua piattaforma. Non solo, abbiamo cercato (per quanto possibile) di replicare con le medesime condizioni di temperatura esterna. Senza dimenticarlo totalmente per una volta non pensiamo all’FTP come ad un totem.

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Il test

Ci siamo concentrati e focalizzati sullo sviluppo della prova, tenendo un profilo equilibrato in termini prestazionali (non siamo andati alla ricerca di KOM, di record e di performances massimizzate) con la volontà di sovrapporre i dati delle due uscite.

Alcuni grafici in breve

Per semplificare alcuni passaggi e rendere il tutto replicabile in ogni situazione, momento e da tutti, prendiamo come riferimento i grafici forniti dalla piattaforma Wahoo.

Cosa Emerge e le conclusioni

In entrambi i casi la cadenza e la velocità media sono risultate circa le medesime a riprova che montare una corona maggiore non significa necessariamente andare più veloci (le differenze sono davvero minime). Anzi, siamo stati leggermente più veloci con il 52/36 perché il nostro range ottimale di pedalata, compreso tra le 85/90 rpm, ci permette di sfruttare meglio i rapporti posteriori, andando ad usare spesso i pignoni di 15 e 14 denti. Riusciamo a farlo anche con la corona da 53 (e 39 in salita) ma dobbiamo diminuire le rpm ( con il rischio di ingolfarci) a parità di velocità e questo è controproducente nel medio e lungo termine. Tutto questo comporta un vantaggio anche in termini di watt, che con la combinazione delle corone 52/36 si alzano, in tutti i valori da categorizzare. Le variabili ambientali sono sempre da tenere in considerazione, ma questi dati comunque ci dicono qualcosa.

Poca differenza di cuore

Le differenze (in termini di numeri) del lavoro cardiaco sono minime. Danno però un’indicazione, unita al consumo calorico. Per spingere con profitto il plateau 53/39 abbiamo necessità di maggiore energia. Questo e’ particolarmente evidente sulla seconda salita dove a parità di battito cardiaco medio azionando il 39 abbiamo perso il 5% di potenza rispetto al caso in cui abbiamo utilizzato il 36. Se protratto nel tempo può portare ad un calo di rendimento nel lungo termine, cosa pericolosa e deleteria. Aspetto da non sottovalutare se amiamo pedalare per tante ore e fare tanta salita.

Analisi comparativa di un segmento in salita affrontato a pari frequenza cardiaca ed rpm

Ma non finisce qui

Oltre al fatto che non dobbiamo sentirci degli sfigati se non usiamo le corone grandi, non usarle non significa essere deboli, diventa necessario capire come il nostro motore è meglio stimolato. Non dobbiamo intossicare il nostro organismo e andare contro natura in modo eccessivo. Capire come sfruttare la nostra velocità di rotazione (quella delle gambe), comprendere come sfruttare a nostro vantaggio le rpm, può essere produttivo e anche piuttosto facile. Vogliamo continuare il nostro test nei prossimi giorni, facendo una prova anche con le corone 50/36. Alla prossima puntata.

a cura della redazione tecnica, con il contributo di Davide Sanzogni.

 

 

 

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Alberto Fossati, nasco come biker agli inizi degli anni novanta, ho vissuto l'epoca d'oro dell'off road e i periodi della sua massima espansione nelle discipline race. Con il passare degli anni vengo trasportato nel mondo delle granfondo su strada a macinare km, facendo collimare la passione all'attività lavorativa, ma senza mai dimenticare le mie origini. Mi piace la tecnica della bici in tutte le sue forme, uno dei motivi per cui il mio interesse converge anche nelle direzioni di gravel e ciclocross. Amo la bicicletta intesa come progetto facente parte della nostra evoluzione e credo fermamente che la bici per essere raccontata debba, prima di tutto, essere vissuta.

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