FTP o soglia di potenza funzionale può essere un vettore ?

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soglia potenza funzionale

FTP, l’acronimo del millennio. Quante volte ci siamo sentiti chiedere’ “quanto hai di soglia?”. Un tempo si parlava di battiti cardiaci, oggi più spesso di Watt magari rapportati al chilogrammo di massa corporea. Spesso ci dimentichiamo a cosa serve e il suo significato, utilizzando l’FTP per il nostro ego.

grafico md per ftp
Un grafico che spesso prendiamo ad esempio, estrapolato dalla piattaforma MagneticDays e che costantemente ci permette di vedere tutti i valori, anche nel valore medio.

FTP

Riprendendo una citazione di coach Luca Bianchini (riprendiamo anche una sua intervista), oggi l’FTP e il rapporto watt/kg, per molti, diventano il modo per vedere chi l’ha più grosso, per gonfiarsi il petto, spesso per diventare dei campioni su Zwift e su Strava, ma anche su FB. Nel mondo reale per fortuna vince ci taglia per primo il traguardo e non sempre è quello con l’FTP più alto; oppure lo è, perché è stato capace di sfruttare questa fortuna e qualità. FTP, Functional Threesold Power, il primo mattone delle fondamenta, il primo pezzo di una base su cui costruire un training personalizzato e specifico.

Dalla soglia alle zone di lavoro

Esistono molti testi di medicina dello sport in cui si approfondisce il concetto di soglia (o più correttamente soglie, poiché molteplici sono le definizioni) e non e’ certo possibile fare in queste poche righe una trattazione rigorosa. Il nostro scopo e’ quello di dare all’appassionato qualche rudimento che lo aiuti a capire cosa può essergli utile, anche senza focalizzarsi sul numero in se’ che, per quanto importante e utile per la pianificazione di un allenamento, resta pur sempre un numero. Un numero, che può essere ricavato secondo diversi protocolli di test e non sempre coincide con quanto poi si trova nella pedalata reale. 

In verde, l’andamento della soglia di potenza durante la stagione. In giallo un piccolo etra che può essere dato dalla componente anaerobica

I limiti del test indoor

Prendiamo un classico test indoor che prevede una prestazione massimale di 20 minuti. Premesso che durante una stagione effettuare i test nelle medesime condizioni ambientali e’ fondamentale, va tenuto in conto di come questo viene eseguito. Se fatto indoor ci si confronta spesso con inconvenienti termici o mentali. Però è un riscontro “filtrato e netto”, un numero solido su cui lavorare e non di rado è inferiore alle aspettative. Poco male, ci permetterà di lavorare senza bruciarci e offrirà dei dati “puliti” al nostro coach. Un aspetto positivo e poco considerato dell’indoor è quello di offrire un range ottimale e corretto delle rpm medie che il ciclista può tenere nel lungo periodo.

Quelli del test outdoor

All’aperto un test può essere inficiato da tante variabili, dal vento al traffico, allo stato della strada. Inoltre, conta anche molto come questa potenza viene sviluppata e misurata. Se ad esempio si e’ fatto il test utilizzando un rapporto duro, privilegiando un’azione di forza che non si può poi replicare per un’ora, ecco che estrapolare il valore di FTP da questo test diviene meno significativo quando riportato nel mondo reale. Siete sicuri di poter spingere per 60 minuti a 315 watt e con un rapporto che non vi permette di andare oltre le 80 rpm?

La misura della potenza e l’efficienza di pedalata

Per quanto riguarda la misura va tenuto in conto che a seconda del sistema utilizzato possiamo misurare la potenza effettivamente scaricata a terra o più direttamente quella da noi erogata sui pedali. Le due cose non sono equivalenti, anche trascurando le perdite meccaniche della bici. Quando infatti spingiamo duro sui pedali spesso trascuriamo l’azione di richiamo della gamba in fase passiva. E cosi’ parte di quella potenza di cui siamo tanto orgogliosi in realtà serve per sollevare l’arto passivo. Questo può avvenire durante un test massimale di breve durata, difficilmente avviene durante una granfondo dove il nostro organismo, istintivamente, ricerca la massima efficienza.

ftp
Il test alla prova dei fatti affrontando una cronometro di un’ora

In conclusione

Sarebbe quindi più corretto parlare di soglia di potenza non come un numero, ma come funzione di tante variabili che va ad individuare una zona di lavoro. Più ancora la potenza e’ importante solo nella misura in cui questa e’ utilizzata con efficienza per procedere più veloce degli altri. Quella che con una certa enfasi potremmo chiamare tattica di gara. Se si deve affrontare un impegno di 3 o 4 ore, partire a tutta per il timore di “perdere i treni veloci” avrà come unico risultato quello di farci rimbalzare all’indietro alla prima salita. Similmente uno scalatore fa la differenza stando fuori soglia in salita, ma ripetere questo stesso sforzo in pianura non gli sarebbe di aiuto perché si esaurirebbe senza riuscire a fare la differenza. Al contrario un passista sale magari non a tutta, conscio che può trovare un terreno più adatto dove sviluppare la sua propria potenza. Ai fini del miglioramento, sarebbe giusto concentrarsi sulla propria curva di potenza sul medio e lungo periodo che meglio definisce le proprie caratteristiche e il potenziale.

curva di potenza

Alla prossima puntata

Questo approfondimento ha anche l’obiettivo di aprire la porta ad una sorta di prova comparativa che stiamo ultimando, eseguita (anzi, eseguite, perché sono più di una) su strada e che ha come soggetto l’utilizzo delle corone anteriori in ottica della performances.

A cura di Davide Sanzogni, della redazione tecnica, foto di Sara Carena.

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